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Turismo sociale e associato: nel 2009 un giro di affari di un miliardo e mezzo di euro

Cral aziendali, circoli sportivi e culturali, organizzazioni religiose, scuole: sono tante le realtà che animano questo circuito e che l'anno scorso hanno portato in vacanza 804mila persone. L'Isnart firma il 2° rapporto sul turismo sociale e associato.

» Mercato turistico Ester Trevisan - 28/03/2010
Fonte: Immagine dal web

Ormai è diventato un punto di riferimento sia per le strutture ricettive, che stipulano convenzioni ad hoc, sia per il popolo dei vacanzieri che si rivolgono al suo circuito, diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale, per organizzare un soggiorno in Italia o all'estero. 

Il turismo sociale e associato rappresenta un fenomeno ben radicato nel nostro Paese, come dimostrano i dati contenuti nel secondo rapporto sul settore elaborato dall'Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart): nel 2009, periodo cui si riferisce l'indagine, 804mila persone hanno prenotato la vacanza utilizzando questo canale di intermediazione, cioè il 2,6 per cento del totale di vacanzieri registrati l'anno scorso, e i soggiorni principali, ossia i più rilevanti in termini di spesa e di durata, sono pari a 1 milione 126mila. 

A questi dati si associa quello relativo al volume di affari, che nel 2009 ha totalizzato 727,3 milioni di euro. Una cifra che, però, va almeno raddoppiata, e che quindi raggiunge il miliardo e mezzo, perché questi turisti effettuano in media 2,3 soggiorni. La quota maggiore è da imputare al circuito dei Cral aziendali, che da soli riescono ad attivare ben il 37,4 per cento della spesa ascrivibile al turismo associato. In ordine di importanza seguono le parrocchie, con il 26,5 per cento, e le associazioni culturali che rappresentano il 10,5 per cento del totale. I circoli sportivi, le organizzazioni religiose e le scuole, invece, si collocano tra il 6 per cento e l'8 per cento del totale, mentre la quota minoritaria è rappresentata dalle amministrazioni comunali con il 3,4 per cento. 

Per quanto riguarda, invece, il sistema della ricettività, la ricerca dell'Isnart rileva che nel 2009 quasi 6mila 400 strutture, cioè il 9,3 per cento del totale, hanno collaborato con la rete del turismo sociale e associato. Ad aderire a questo circuito alternativo sono soprattutto le aree del centro Italia, con il 12,3 per cento delle imprese, del sud e delle isole, con il 14,9 per cento. Analizzandone la tipologia emerge che le case per ferie (28,6 per cento) e gli ostelli per la gioventù (22,4 per cento) sono le strutture ricettive che più si avvalgono di questo circuito, seguite dai villaggi turistici (15 per cento) e dagli alberghi (11,5 per cento in media), soprattutto quelli di categoria superiore (20,4 per cento nei 4 stelle e 17,3 per cento nei 5 stelle). 

Questo tipo di mercato è molto meno diffuso, invece, tra i campeggi (4,4 per cento) ed è marginale nei bed and breakfast (5,3 per cento), negli agriturismi (7 per cento) e nei rifugi (6,5 per cento). Senza dubbio il target di riferimento principale è quello del turismo senior: sul totale dei vacanzieri italiani che si sono rivolti ad associazioni, Cral o altri tipi di organizzazioni, il 43,8 per cento ha oltre 64 anni. In questa fascia d'età le associazioni culturali sono quelle che riscuotono il maggior successo (33,4 per cento), seguite da parrocchie e organizzazioni religiose (oltre il 18 per cento) e dai Cral aziendali (16 per cento). 

Tra gli altri target sono importanti gli adulti di età compresa tra i 55 e i 64 anni (17 per cento) che fanno riferimento soprattutto alle associazioni culturali (35,3 per cento) e ai Cral delle aziende di cui sono dipendenti (25,4 per cento). In oltre la metà dei casi la destinazione delle vacanze è una città d'arte e, in alternativa, i turisti compresi in questa fascia di età scelgono la montagna (20,2 per cento) o il mare (18,4 per cento). I giovani fino a 24 anni (13,9 per cento), infine, prenotano soprattutto attraverso le scuole (55,1 per cento), le organizzazioni religiose (18,4 per cento) oppure viaggiano con i genitori attraverso i Cral aziendali (14,1 per cento). 

Un altro aspetto sul quale si sofferma il rapporto dell'Isnart concerne le mete e la provenienza dei turisti: il 39,7 per cento delle destinazioni riguarda l'estero, soprattutto quelle organizzate dalle scuole (oltre il 56 per cento) e dalle associazioni culturali (45,7 per cento). In cima alle preferenze svettano le capitali europee, con la Francia (19 per cento) al primo posto, seguite da località orientali come Gerusalemme o la Giordania, mentre il 7,7 per cento ha puntato verso le aree archeologiche dell'Egitto e il 6 per cento verso la Grecia.

Il 60,3 per cento delle vacanze legate al turismo sociale e associato, invece, resta all'interno dei confini nazionali, in particolare se organizzate dalle associazioni sportive (84,8 per cento) o dai Comuni (85,9 per cento). In Italia la scelta ricade soprattutto sulla Toscana (14 per cento), sul Trentino (10,3 per cento) e sul Lazio (10 per cento), seguite dal Veneto (8,6 per cento), dalla Puglia (8,1 per cento), dall'Emilia Romagna (7,7 per cento) e dalla Campania (7,5 per cento). In particolare, chi prenota tramite la parrocchia sceglie soprattutto il Lazio (11,5 per cento), la Toscana (9,3 per cento) e la Puglia (8,4 per cento), mentre le vacanze organizzate dai Cral hanno come meta principale la Sardegna (14,2 per cento). Le scuole portano gli studenti in Veneto (19 per cento), in Piemonte (16,7 per cento) e nel Lazio (14,1 per cento) e le associazioni culturali, infine, si orientano su Toscana (9,4 per cento), Campania (9,1 per cento) e Sicilia (7,9 per cento).


DOCUMENTI
- Rapporto Isnart sul turismo sociale

LINK
- Istituto nazionale ricerche turistiche