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INTERVISTA - Turismo: Cittadino,"a breve una strategia unitaria per rilanciare il settore"

Tra condizioni climatiche avverse, poca neve in vetta, alluvioni in campagna e città, e soprattutto con il fardello della crisi economica sulle spalle, tanti connazionali a fine 2011 hanno scelto di riporre la valigia nell'armadio. E nel 2012?

» Mercato turistico Tatiana Battini - 21/02/2012
Fonte: Immagine dal web

Tempi duri per gli italiani, che pur di sbarcare il lunario rinunciano a viaggi e vacanze, sia in patria che all'estero. È quanto emerge dagli ultimi dati forniti dall'Istat in occasione della Borsa Internazionale del Turismo e in base ad analisi elaborate da dall'Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT) su dati Unioncamere-Isnart. Per toccare con mano la situazione degli spostamenti degli italiani nell'ultimo anno e in questi primi mesi del 2012, abbiamo raggiunto telefonicamente Caterina Cittadino, a capo del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo e presidente dell'Osservatorio:

La Borsa Internazionale del Turismo si è conclusa da pochi giorni, quali sono stati i dati che hanno fatto più scalpore?
"Per quanto riguarda il nostro Paese, al BIT sono stati presentati i dati elaborati dall'Istat: nel 2011 e nei primi mesi del 2012 si è registrato un forte calo delle prenotazioni nei confini nazionali e all'estero. I nostri connazionali, bloccati e spaventati dalla crisi economica, hanno diminuito drasticamente i viaggi di piacere e svago, basta equiparare i dati relativi all'autunno/inverno 2010 con quelli del 2011. Per fortuna il turismo straniero continua a registrare segnali positivi".

Possiamo scendere maggiormente in dettaglio?
"Secondo i dati forniti dall'ufficio di statistica, nei primi 9 mesi del 2011 l'Italia ha registrato quasi 326 milioni di presenze, lo 0,8 per cento in meno rispetto al dato dello stesso periodo del 2010. Analizzando la questione nel dettaglio si vede che la contrazione è da attribuire soprattutto al turismo domestico (spostamenti degli italiani entro i confini nazionali), con un calo forte del 4,4 per cento dei flussi, mentre le presenze di stranieri in Italia (incoming) si incrementano del 3,9 per cento, raggiungendo quota 149 milioni. Ma questa notizia positiva si azzera se confrontata con il calo del turismo nazionale. Inoltre, secondo l'indagine campionaria dell'Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT) su dati Unioncamere – Isnart per il 2011, che indaga i comportamenti turistici degli italiani con aggiornamenti mensili, la percentuale degli italiani che hanno effettuato almeno una vacanza risulta in calo di sedici punti, pari a quasi 27 milioni, contro gli oltre 32 milioni del 2010".

Il turismo montano ha subito un decremento negli ultimi mesi del 2011 rispetto ai dati dell'anno precedente?
"Secondo una recente indagine dell'ONT (un'indagine sulle performance di vendita delle imprese ricettive con aggiornamenti trimestrali), le strutture ricettive di montagna hanno scontato le condizioni meteorologiche avverse, infatti nella prima parte dell'inverno non si erano ancora registrate nevicate, e questo ha decisamente scoraggiato gli sciatori. Nel dettaglio, l'occupazione delle camere è calata molto a ottobre e pesantemente a novembre (18,6 di camere prenotate nel 2011 contro le 31,5 del 2010). Anche il periodo delle vacanze di Natale ha fatto registrare una contrazione, anche se non drastica come quella relativa a novembre. Naturalmente, tra le cause principali riguardanti il calo di prenotazioni nel periodo autunnale e invernale vi è senza dubbio la crisi economica, la paura di sperperare soldi, l'incertezza sul futuro. Tornando al periodo turistico 'caldo', che va da dicembre all'Epifania, e che coincide con l'inizio della stagione della montagna bianca, è stato particolarmente negativo anche per il numero di italiani che sono andati in vacanza, infatti, sempre secondo l'Osservatorio, i connazionali che hanno viaggiato all'interno del Paese sono stati circa 4 milioni e mezzo, quasi 1 mln e 300mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2010".

Quali settori turistici stanno risentendo maggiormente della crisi finanziaria? E quali regioni in particolar modo?
"In via generale, nel 2011, a registrare le migliori performances (in termini di occupazione di camere) sono state le città d'arte sia in ottobre che in novembre, un leggero decremento si è verificato solo in dicembre, rispetto agli stessi dati del 2010. Le località termali invece, anche se che nei primi nove mesi dell'anno avevano registrato andamenti più che positivi, nell'ultimo trimestre, hanno perso punti rispetto allo scorso anno (-4,1 per cento ottobre, -5,2 per cento novembre, -12,6 per cento dicembre), ipotizzo sempre a causa della 'paura del futuro'. Parlando delle diverse regioni italiane, nel secondo semestre dell'anno le destinazioni che hanno subito una maggiore flessione nelle preferenze degli italiani sono state la Lombardia, la Liguria (anche a causa della recente alluvione che ha colpito la zona), la Toscana e il Veneto. Un interesse crescente si conferma verso Puglia, Lazio, Emilia Romagna e Sicilia".

Sempre restando entro i confini nazionali, è previsto un miglioramento nei prossimi mesi del 2012 per quanto riguarda le prenotazioni alberghiere e la domanda turistica in generale?
"Purtroppo devo dire di no. I dati raccolti dall'Osservatorio sulle perfomance di vendita delle imprese del ricettivo riguardanti il periodo 5-13 dicembre 2011, rileva che, per il trimestre 2012 in corso, le prenotazioni nelle strutture ricettive italiane si sono attestate intorno al 14,3 per cento di camere effettivamente prenotate per gennaio, con un forte calo rispetto allo stesso periodo del 2011, e al 12 per cento per febbraio (registrando un meno 6 per cento), e le previsioni per marzo sono ancor più negative, con la stima di un un meno 6,8 per cento. Non va meglio a livello europeo: se il 2011 ha conosciuto un forte incremento degli arrivi internazionali (+6 per cento), l'Organizzazione Mondiale del Turismo prevede un rallentamento della crescita, che nel 2012 dovrebbe assestarsi tra il 2 e il 4 per cento".

Nel 2011 quanto è stata attraente l'Italia per il mercato estero?
"Sono gli stranieri a trainare il nostro turismo, infatti negli ultimi anni l'attrattiva dell'Italia sui mercati esteri è aumentata. I dati Istat dicono che tra il 2005 e il 2010 la componente straniera della clientela negli esercizi ricettivi è cresciuta rispetto a quella italiana: nel 2005 gli arrivi dall'estero ammontavano al 43,2, nel 2010 al 44,3. Per quanto riguarda il movimento degli stranieri negli esercizi ricettivi italiani, nel 2011, abbiamo a disposizione i dati Istat aggiornati a settembre. Nei primi nove mesi dell'anno appena trascorso si è verificato un incremento sia degli arrivi (+4,5 per cento) che delle presenze (+3,9). L'andamento positivo dei flussi dall'estero compensa il calo di arrivi e presenze degli italiani, riconducendo il settore a una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo del 2010". 

Da qui a qualche mese è previsto un incremento dell'afflusso di stranieri nel Belpaese? 
"Da una ricerca a disposizione dell'ONT su dati Unioncamere – Isnart condotta presso i Tour Operator internazionali (si tratta di risultati frutto di un'indagine basata su interviste, il cui campione di riferimento è costituito dai Tour Operator internazionali che trattano l'Italia quale meta turistica). si prevede che nel 2012 la domanda di viaggi organizzati verso l'Italia possa aumentare di quasi il 14 per cento. I più ottimisti sono i buyer degli Usa (+20 per cento), della Cina (+20 per cento) e dell'India (+16,6 per cento); più cauti si mostrano invece gli operatori brasiliani, europei, coreani, australiani e canadesi, mentre solo i giapponesi prevedono saldi di vendita negativi (-3,6 per cento)".

Quali sono le strategie, poste in atto o in cantiere, previste per uscire dalla crisi di settore?
"Sulla questione il ministro Gnudi ha presentato un proprio programma alle commissioni di Camera e Senato. Alcuni punti del documento si sono già trasformati in interventi concreti e fattibili, perché si deve tener conto che l'attuale ministero ha un solo anno di tempo per agire, dopodiché si andrà alle elezioni, è naturale quindi che non si potrà mettere mano ovunque è necessario, occorre concentrare gli sforzi. Il ministero farà comunque tutto ciò che è possibile, ad esempio una 'Country Stategy', un piano strategico unitario del turismo che abbracci operatori turistici, regioni, amministrazioni e lo stesso Osservatorio del Turismo. L'obiettivo è quello di arrivare al compimento di una strategia nazionale che coinvolga tutte le parti citate, da presentare alla prossima Conferenza Nazionale del Turismo che si terrà a settembre 2012. In secondo luogo la messa in atto di una promozione che sia finalmente unitaria sotto l'egida del brand Italia, che abbia L'Enit quale agenzia di riferimento nazionale e regionale. Non abbiamo molte risorse da spendere, ma vorremmo realizzare a breve un piano di comunicazione di rilancio delle diverse realtà regionali, molto dettagliato ma sempre in un'ottica unitaria, inoltre un sistema di rating nazionale, vorremmo riproporre la classificazione in stelle uguale per tutte le regioni, in modo che un albergo a tre stelle sia in grado di offrire lo stesso livello di qualità da Aosta a Ragusa. Infine la creazione di un logo italiano che unifichi, anche in questo caso, le strutture ricettive di tutto il Paese, per far questo potremmo promuovere accordi con i Comuni affinché una parte degli introiti ricavati dalla tassa di soggiorno sia destinata all'ammodernamento delle strutture ricettive per aumentarne il livello qualitativo sulla base degli standard che verranno definiti".

MATERIALE
-Istat - 'Viaggi e vacanze 2012' (pdf)

LINK
- Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT)