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Turismo sportivo: dal Governo incentivi per nuovi campi da golf

Semaforo verde del Consiglio dei ministri al ddl per incrementare l'offerta di impianti all'interno di strutture ricettive. Attualmente in Italia il giro d'affari di settore è di circa 350 mln di euro.

» Mercato turistico Ester Trevisan - 20/04/2010

Incentivare la realizzazione di campi da golf all'interno di nuovi complessi immobiliari e strutture ricettive e incoraggiare gli investimenti degli imprenditori privati nel settore del turismo sportivo. Ecco l'obiettivo del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e strenuamente sostenuto dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, nonostante le critiche piovute dalla Lega, dall'opposizione e dagli ambientalisti. 

Attualmente, in Italia esistono 200 percorsi di golf, una cifra ritenuta troppo esigua dal Governo, considerato soprattutto che il turismo internazionale legato a questo sport genera un fatturato di 28 miliardi di euro e produce effetti positivi anche dal punto di vista occupazionale, con circa 700mila posti di lavoro creati, assicurando un gettito fiscale di 14 miliardi di euro. Secondo la Brambilla, ogni campo da golf, in media, offre sbocchi lavorativi per 100 persone, senza contare le opportunità di lavoro derivanti dalle opere di costruzione degli impianti e delle strutture ricettive annesse. 

In base ai dati forniti da Palazzo Chigi, chi sceglie il nostro Paese per concedersi una vacanza all'insegna del golf ha un'età compresa fra i 54 e i 65 anni e spende in media 90 euro al giorno (esclusi vitto e alloggio) contro i 53,83 degli altri turisti. Gli amanti del green e delle buche sono persone che godono di notevoli disponibilità economiche e la cui passione per questo sport, in Italia, produce un giro di affari intorno ai 350 milioni di euro, mentre in Europa la cifra si attesta attorno ai 50 miliardi di euro. 

In Paesi come la Spagna e il Portogallo, i ricavi legati all'indotto (sviluppo immobiliare, alberghi, vacanze) sono 4-5 volte superiori a quelli diretti, cioè relativi alle attività del circolo. Confrontando i dati del turismo golfistico italiano con quelli degli altri Paesi europei, si nota che in Francia, per esempio, il volume d'affari è quasi 4 volte superiore al nostro e che la Spagna, con oltre 120 campi da golf realizzati in Andalusia, è riuscita a risollevare l'economia di una delle sue regioni più depresse. In tutto il Paese iberico, ogni anno, circa 500mila golfisti stranieri usufruiscono delle strutture alberghiere e l'industria del golf genera 3 miliardi di euro, con una ricaduta in termini occupazionali pari a circa 200mila posti di lavoro. 

Un turismo, quello legato al golf, che cresce senza sosta in tutto il mondo, raggiungendo un ritmo dell'8 per cento annuo, con 25 milioni di turisti che ogni anno viaggiano per giocare. In Europa, l'incremento del numero dei giocatori negli ultimi 15 anni mostra una crescita del 108 per cento, mentre, sul fronte infrastrutturale (nuovi campi realizzati) si registra un +75 per cento. In Italia sono oltre 180 i circoli con campi regolamentari dalle 9 alle 36 buche, 43 gli impianti promozionali che offrono campi dalle 3 alle 9 buche e 59 i campi pratica. 

E nell'arco di un anno e mezzo, al panorama golfistico italiano si aggiungerà una mega struttura che sarà realizzata a Mazara del Vallo, in Sicilia: un'opera da 68 milioni con un campo a 27 buche più quattro per attività di pratica, una scuola di formazione accademica del golf, una foresteria e un residence formato da 84 camere e 19 villette. 

Per la realizzazione dell'impianto, che sorgerà su un'area di 1 milione 260mila metri quadri, saranno impiegati fondi del Comitato sportivo, del Cipe e della Regione, per un importo di 18 milioni di euro. Duecento le assunzioni previste, tra addetti alla manutenzione del campo, all'accoglienza alberghiera e ricettiva. Il campo da golf di Mazara del Vallo sarà il quinto campo in Sicilia dopo quelli di Sciacca, Palermo, Ragusa e Catania.

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