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Strutture ricettive: per i turisti italiani e stranieri le più ospitali sono al Nord

Trenta finalisti, la maggior parte settentrionali, si contenderanno il Premio Ospitalità italiana 2009 promosso dall'Isnart, Istituto nazionale ricerche turistiche. Obiettivo: incentivare lo sviluppo di politiche integrate a livello regionale.

» Mercato turistico Ester Trevisan - 15/10/2009

Nord batte Sud 19 a 11. Se poi si considera che non si tratta di vero e proprio Sud, perché nell'elenco figurano anche regioni come Umbria, Toscana e Marche, la "sconfitta" appare ancora più sonora. A sfidarsi sono le 4400 strutture ricettive e ristorative che hanno partecipato al premio Ospitalità italiana 2009, indetto dall'Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart) e giunto alla quinta edizione. Ad assegnare i voti sono stati i turisti italiani e stranieri che, dopo aver testato in prima persona i servizi offerti, hanno espresso i propri giudizi attraverso sms e un sito web.

In attesa della serata di gala, che si svolgerà tra la fine di novembre e la prima metà di dicembre e durante la quale sarà decretata la struttura vincitrice, già è possibile tracciare un primo bilancio delle votazioni. E a fare la parte del leone, sono alberghi, ristoranti e agriturismi del Nord: "Dei 30 finalisti, cioè 3 per ognuna delle 10 categorie di gara, - spiega Giovanni Cocco, direttore generale dell'Isnart - ben 19 sono del Nord: in pole position troviamo l'Emilia Romagna con 6 candidature, seguita dal Piemonte con 5 e da Lombardia e Liguria con 4. Il resto delle nomination si divide fra Sicilia, Puglia e Marche, ognuna delle quali partecipa alla selezione con due strutture, e, con una struttura ciascuna, Umbria, Toscana, Molise, Lazio e Basilicata". Le aziende turistiche che prendono parte alla competizione hanno tutte già superato l'esame della propria Camera di Commercio provinciale, ricevendo nei mesi scorsi il marchio "Ospitalità italiana"”.

"Obiettivo dell'iniziativa - sottolinea il direttore generale dell'Isnart - non è solo riconoscere e premiare la professionalità di operatori turistici che offrono servizi di qualità, ma anche incentivare le strutture che non hanno ricevuto il nostro marchio a migliorare, fornendo indicazioni ed elementi chiari per 'aggiustare il tiro' e mettersi in riga. Strumento fondamentale per riuscirci - afferma Cocco - è il disciplinare che abbiamo sviluppato con gli addetti ai lavori e che, con i suoi circa 250 parametri, rappresenta uno standard uniforme al quale attenersi da Bolzano a Canicattì". 

"Ai giurati della commissione tecnica che dovranno individuare il vincitore - spiega ancora Cocco - abbiamo chiesto di selezionare i tre superfinalisti seguendo un criterio territoriale. In questo modo, la competizione assumerà un carattere regionale e le strutture non rappresenteranno più semplicemente la categoria alla quale appartengono, ma il territorio nel quale operano". Una strategia di gara, quella scelta dall'Isnart, che risponde a un obiettivo preciso: riunire intorno al progetto Ospitalità italiana tutti gli operatori che in un determinato territorio sono attivi a vario titolo nel settore del turismo e stimolare il dialogo fra di loro per costruire insieme politiche condivise di sviluppo. 

"La competizione - afferma Cocco - si vince solo facendo rete, unendo le proprie specificità e mettendo in campo un gioco di squadra. E ciò che siamo riusciti a realizzare in Campania con l'ex assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi, lo dimostra: 20 milioni di euro stanziati esclusivamente per l'ammodernamento e l'innovazione delle strutture che hanno ottenuto il marchio Ospitalità italiana". "Segno - conclude Cocco -che iniziative come il nostro premio, se accolte e sostenute dalle amministrazioni pubbliche e da tutti gli attori del sistema turistico, possono generare quelle politiche meritocratiche e di qualità di cui si parla tanto nel nostro Paese, ma che raramente vengono messe in pratica".


LINK
- Premio Ospitalità italiana 2009
- Istituto nazionale ricerche turistiche