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Turismo: con un calo del 13% il 2012 è l'anno delle vacanze con la retromarcia

Confesercenti-Swg: saranno 33,3 mln gli italiani in movimento contro i 39 dello scorso anno. Nonostante tutto, però, la voglia di viaggiare non abbandona gli italiani. Venturi: "Ridurre pressione fiscale e stoppare aumenti Iva per rilanciare il turismo"

» Mercato turistico Redazione - 15/06/2012
Fonte: Immagine dal web

Italiani popolo di vacanzieri ma, mai cone quest'anno, verrebbe da dire "con molta riserva". Dal 2010 al 2012, gli anni della crisi, infatti, il treno delle vacanze estive ha perso il 13 per cento dei vacanzieri passando dal 79 per cento al 66 per cento che "resiste". Sono 33,3 milioni, quest'anno, coloro che andranno nei luoghi di villeggiatura, ma erano 39 milioni appena due anni fa. Che la crisi condizioni i loro programmi lo dimostra il fatto che se nel 2010 proprio la fase recessiva spingeva il 13 per cento a non andare in vacanza, ora i rinunciatari arrivano al 20 per cento. I dati li ha raccolti e diffusi la Confesercenti-Swg che, oltre ad analizzare le tendenze vacanziere degli italiani, ha tracciano un focus sul perché molti di loro si vedranno costretti, quest'anno a rinunciare al tanto desiderato viaggio estivo.

I MOTIVI PER I QUALI IN MOLTI RINUNCERANNO A SPOSTARSI.
Ad influire maggiormente sulle scelte delle ferie estive dominano il fattore reddito disponibile (quest'anno al 39 per cento), la preoccupazione per la situazione economica (22 per cento), le tasse (10 per cento) new entry del sondaggio che segnala, ancora una volta, il peso di un fisco insostenibile.



[Fonte: Confesercenti-Swg]

VENTURI, "APPROVARE IL PIANO STRATEGICO IN TEMPI BREVI". "
In questa situazione di crisi sarebbe davvero suicida pensare ad aumenti Iva o ad altri balzelli fiscali - sottolinea Marco Venturi Presidente Confesercenti - con il bel risultato di affossare il turismo italiano che, invece, necessità di promozione ed incentivi per poter essere quella grande risorsa per la ripresa economica. Un'operazione crescita senza il turismo, infatti, è un non-senso: chiediamo al Governo una sede di confronto rapida per definire una vera politica di rilancio del settore". "Prioritario a questo proposito è l'avvio di una consultazione preventiva con le Associazioni del settore e con le Regioni che, proprio in questi giorni - ha sottolineato Venturi -, si sono riunite in Sardegna ed hanno stilato un documento al riguardo sul piano strategico che il ministro per il Turismo, Piero Gnudi sta predisponendo e che presenterà al Governo per una sua veloce approvazione".


[Fonte: Confesercenti-Swg] 

ITALIANI IN VIAGGIO NONOSTANTE LA CRISI. Malgrado le difficoltà la voglia di vacanze non abbandona gli italiani che anzi si rivelano per nulla abitudinari: ben il 60 per cento, infatti, ama cambiare ogni volta la località per "staccare" dagli impegni familiari e di lavoro. A decidere sulla meta del viaggio prevale la "collegialità": per il 46 per cento in famiglia si decide con un compromesso, ma c'è anche una agguerrita pattuglia di decisionisti, il 12 per cento, che non ammette intrusioni, mentre un altro 15 per cento preferisce concordare la vacanza con gli amici. Infine un 9 per cento ritiene opportuno decidere in base alle esigenze dei figli.

LE VACANZE 'FAI-DA-TE'...Le vacanze in tempo di crisi assumono anche un altro connotato, il "fai-da-te" che emerge sia prima della partenza con il 45 per cento che prenota il viaggio da solo (era il 43 per cento nel 2010), sia durante la vacanza "cucinando da sé" che vede il 32 per cento aggirarsi attorno ai fornelli o davanti ad un barbecue (era il 26 per cento nel 2010 e addirittura solo il 19 per cento l'anno scorso). Anche se il sedersi al tavolo del ristorante o di una pizzerie continua comunque a sedurre il 47 per cento dei vacanzieri (sia pure in calo rispetto al 54 per cento del 2011).

...STRIZZANDO L'OCCHIO AL RISPARMIO. E che si punti a risparmiare non si nota solo dalla borsa della spesa sempre più frequentemente fra le mani delle famiglie in vacanza, ma anche da altre scelte: cresce di 10 punti ad esempio la preferenza per alberghi a due stelle (dal 6 al 16 per cento) mentre in assoluto prevale l'orientamento verso le 3 stelle che però scontano una flessione (dal 66 per cento del 2010 al 59 per cento di quest'anno). Intanto calo nei villaggi turistici mentre le presenze nei campeggi si attesta al 7 per cento ma, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi per il soggiorno nei campeggi e nei villaggi turistici, si assiste ad una contrazione della durata media del soggiorno e sul incoming si registrano cancellazioni dai principali mercati generatori di domanda verso l'Italia (Francia, Germania, Svizzera e Austria).

DURATA DEL SOGGIORNO E BUDGET  PER PERSONA. Scelta la meta e con la valigia in mano, bisogna pensare alla durata della vacanza ed al bugdet disponibile: la durata rimarrà stabile rispetto ai due anni precedenti assestandosi sui 12 giorni medi. Il 35 per cento non supera, infatti, il muro delle due settimane (con il 18 per cento che si limita ad una permanenza fuori casa di una settimana), mentre solo il 26 per cento si orienta su vacanze più lunghe, in particolare i residenti nelle regioni del Nord-Ovest ed i pensionati che però sono particolarmente attenti a scegliere mete, pernottamenti e periodi compatibili con le loro risorse. Quanto al bugdet sale leggermente rispetto al 2011 con 906 euro contro 823 dell'anno precedente. Ovvero la spesa complessiva sarà di 30 miliardi. Cifre entrambe inferiori però rispetto ai 1022 euro del 2010 e comunque sotto i mille euro. E si sente in particolare il peso del caro-carburanti (visto che comunque il mezzo preferito per fuggire dalle città resta l'auto cui si affida il 64 per cento mentre appaiono in leggero calo aerei e navi). Si profila, invece, un bugdet decisamente ridotto per i giovanissimi (attorno ai 500 euro). 

[Fonte: Confesercenti-Swg]  

AGOSTO IL MESE DI MAGGIOR MOVIMENTO. Il mese leader è più che mai agosto nel quale si concentra ben il 55 per cento dei vacanzieri (il 53 per cento nel 2010, il 52 per cento nel 2011), mentre un 36 per cento resta fedele come negli scorsi anni a luglio ed un 19 per cento, dato leggermente superiore al 2011 e 2010, vira decisamente su settembre. La concentrazione delle ferie provoca una netta flessione delle vacanze fuori stagione che con il 36 per cento calano del 5 per cento rispetto al 2011. Agosto sugli scudi, dunque, e soprattutto agosto al mare che resta l’approdo di gran lunga preferito: anzi quest'anno con il 53 per cento di preferenze ed un balzo di 5 punti rispetto al 2011 e di 4 punti sul 2010 inverte una tendenza al declino che procedeva dal 2009. 

EVASIONE VS TECNOLOGIA, SE STACCARE LA SPINA DIVENTA UN'IMPRESA. La vacanza diventa una semivacanza in quanto pare non riesce ad eliminare del tutto la componente ansiogena verso la tenuta del lavoro e nei confronti delle preoccupazioni per la crisi: con internet e smartphone l'ufficio si fa mobile ed arriva anche sulla spiaggia, nei boschi. Si profila insomma sulla sabbia e fra i lettini degli stabilimenti balneari un duello fra la musica, i richiami degli altoparlanti e gli squilli dei telefonini. Il 32 per cento infatti confessa di portare il computer con sé per la posta ed il lavoro con un aumento del 15 per cento rispetto al 2010 e del 5 per cento rispetto al 2011. Ed il 18 per cento usa il cellulare per motivi di lavoro come nel 2011, ma con un aumento del 3 per cento rispetto al 2010. Se si pensa che la richiesta di avere un collegamento internet nella camera d'albergo è salita in 5 anni del 13 per cento (era il 10 per cento nel 2008, ora è del 23 per cento) ci si rende conto che la vacanza tecnologica, ormai, è una realtà sempre più insostituibile. 


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