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Qualità dei servizi e poche infrastrutture, ecco perché il turismo italiano stenta a ripartire

Secondo il Rapporto di 'Italiadecide', sempre meno turisti scelgono il Bel Paese come loro meta, virando invece verso Francia, Stati Uniti, Cina e Spagna. In calo il saldo attivo rispetto al Pil e la quota di mercato sugli introiti. Boom solo d'estate

» Mercato turistico Redazione - 14/04/2014

Italia, paese di santi, poeti, navigatori. Italia paese dall'immenso patrimonio artistico e culturale, dal pregiato bagaglio enogastronomico e artigianale. Sono solo alcune delle eccellenze che hanno reso famoso in tutto il mondo il Bel Paese. Eppure, queste sembrano non essere più qualità competitive rispetto alle proprie potenzialità e anche nel confronto con gli altri paesi. Secondo il Rapporto 2014 'Il grand Tour del XXI secolo: l'Italia e i suoi territori', realizzato dall'associazione 'Italiadecide', il Bel Paese è al quinto posto dopo la Francia, gli Usa, la Cina e la Spagna come meta turistica mondiale, valutata soltanto al 79esimo posto per la misura con cui il governo ritiene prioritaria l'industria turistica. A questo si aggiunge una capacità di accoglienza che vale tra i 45 e i 50 milioni di turisti all'anno contro i 57 della Spagna e gli 80 della Francia. Inoltre, dopo aver toccato un massimo dell'1,2 per cento del Pil nel 1995, questo si è progressivamente ridotto all'1,0 per cento nel 2001 per arrivare poi al 0,7 nel 2012.

QUALITÀ DEI SERVIZI E INFRASTRUTTURE LE NOTE DOLENTI. Con l'ingresso di nuovi rilevanti attori nel mercato del turismo internazionale (in particolare la Cina e la Turchia), il ridimensionamento delle quote dei paesi 'incumbent' è, almeno in parte, un fenomeno fisiologico. Ma il peggiore andamento dell'Italia in termini di introiti turistici parrebbe dovuto principalmente ad aspetti come la qualità dei servizi, la dotazione infrastrutturale, la sicurezza, l'accessibilità, le politiche settoriali, l'innovazione dei prodotti turistici ed altri aspetti legati all'andamento complessivo dei prezzi.

QUALCHE DATO IN GENERALE. Dal Rapporto viene fuori poi che nel 2012, oltre 130 milioni di persone hanno attraversato i confini italiani. Di queste, più del 60 per cento erano stranieri e il 55 per cento ha effettuato almeno un pernottamento fuori dal proprio paese di residenza. I turisti stranieri hanno speso in Italia oltre 32 miliardi di euro e gli italiani all'estero più di 20, generando così un saldo netto positivo nella bilancia turistica di 11,5 miliardi di euro. Secondo le stime 2013 del World Travel Tourism Council (Wttc), il valore aggiunto dell'industria turistica in Italia è stato di 63,9 miliardi di euro, ovvero pari al 4 per cento del Pil nazionale.

IL BOOM SOLO DELLA STAGIONE ESTIVA…E BASTA. Prendendo in considerazione il valore aggiunto dell'intera economia turistica, ovvero il settore allargato, questo valore arriva a 161 miliardi di euro che corrispondono al 10,2 per cento del Pil. Le presenze turistiche in Italia si concentrano principalmente nella stagione estiva (giugno-agosto): in questi tre mesi si sono registrate il 53,4 per cento delle presenze annuali. In rapporto al Pil il peso del turismo (misurato come somma delle spese turistiche dall'estero e di quelle domestiche) è diminuito dal 5,3 per cento del 1998 al 4,9 per cento nel 2008, dopo aver raggiunto un picco del 5,5 per cento nel 2000 per effetto del Giubileo.

SE IL TURISTA SCEGLIE SEMPRE DI PIÙ B&B E AGRITURIMO. Secondo i dati Eurostat, nel 2012 le aziende italiane avevano 30 posti letto contro i 66 della Germania, i 75 della Spagna e i 175 della Francia, e i 60 della media Unione europea (dato relativo al 2011). Nella graduatoria delle principali catene alberghiere mondiali, il primo gruppo italiano è oltre il 150esimo posto e questo ha conseguenze negative sul turismo in ingresso visto che i tour operator internazionali fanno riferimento ad hotel di grandi dimensioni. I Bed Breakfast, tra il 2003 e il 2012 hanno avuto un incremento del 60, per cento in termini di strutture e del 72, per cento in termini di posti letto. Oggi si contano in Italia 17mila agriturismi e 25mila B&B. Le strutture ricettive in Italia, nel 2012, sono in totale 157.228 con più di 4,7 milioni di posti letto: il numero di alberghi è pari a 33.728 unità con 2.250.704 posti letto, leggermente in calo rispetto al 2011 e il numero degli esercizi extra-alberghieri risulta pari a 123.500 unità nel 2012 con 2.511.897 posti letto, in aumento rispettivamente del 3,1 per cento e dello 0,9 per cento rispetto all'anno precedente. In Italia, dunque, nel 2012, sono in crescita gli esercizi extra-alberghieri che, in generale, hanno una capacità ricettiva superiore rispetto a quella delle strutture alberghiere.