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Turismo balneare: in Abruzzo il settore rischia il 'naufragio'

Un disegno di legge che da' ai titolari degli stabilimenti la possibilita' di chiedere la proroga delle concessioni demaniali fino a un massimo di 20 anni: cosi' la Regione difende il comparto dai rischi legati all'applicazione della direttiva Bolkestein

» Mercato turistico Ester Trevisan - 14/01/2010

Gli operatori del turismo balneare che svolgono la loro attivita' su tratti di litorale di proprieta' del demanio potranno chiedere un prolungamento delle concessioni fino a un massimo di venti anni dalla data di rilascio e, per stabilire la durata della proroga, bisognera' prendere in considerazione l'entita' degli investimenti effettuati dagli imprenditori. 

Ecco cosa prevede il disegno di legge sulle concessioni demaniali turistico-ricreative proposto dell'assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Mauro Di Dalmazio, e approvato dalla giunta. Questo provvedimento, che adesso proseguira' l'iter per approdare all'esame del Consiglio regionale, rappresenta la prima risposta concreta da parte di un ente locale alla direttiva dell'Unione europea sulla libera concorrenza, meglio conosciuta come direttiva Bolkestein, che, per rendere il mercato sempre piu' libero anche in questo settore, impone la messa all'asta delle concessioni demaniali. 

Una questione molto controversa, che ha provocato una levata di scudi da parte della Federazione italiana imprese balneari (Fiba), promotrice il mese scorso di un'assemblea generale svoltasi a Roma, durante la quale gli imprenditori hanno chiesto al Governo di intervenire a Bruxelles per far valere le ragioni di un settore che, afferma l'associazione di categoria, presenta caratteristiche molto particolari e diverse rispetto ad altri comparti economici interessati dalla direttiva e che, nel panorama dell'offerta turistica italiana, risulta il piu' richiesto. 

La legge approvata dalla giunta abruzzese fa riferimento alle disposizioni inserite nella legge Finanziaria 2007 e, come ha spiegato l'assessore Di Dalmazio, "è l'unico strumento legislativo a disposizione della Regione per tutelare gli investimenti degli operatori del settore". Il disegno di legge prevede inoltre che entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, la giunta regionale emani, di concerto con l’Associazione nazionale comuni italiani(Anci)  e le associazioni di categoria, un provvedimento in cui vengano indicati criteri e modalita' dell'estensione della concessione. 

Sul piano nazionale, invece, dopo il confronto avvenuto il primo dicembre fra il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto, e gli oltre 5000 imprenditori balneari che hanno partecipato all'assemblea generale convocata dalla Fiba, nella seduta del 17 dicembre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto decreto 'proroga termini', fissando al 31 dicembre 2015 l'estensione della durata delle concessioni demaniali. 

Qualcosa pero' è andato storto e, come ammette Sergio Pizzolante, deputato Pdl che ha seguito dall'inizio la vicenda, "per errore tecnico la proroga per le concessioni demaniali concordata con l'Europa fino a tutto il 2015, è stata fissata al 2012 nel decreto Milleproroghe pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 dicembre". Una 'svista' alla quale, però, Pizzolante assicura che sarà posto rimedio in fase di conversione in legge del decreto, entro la fine di febbraio, ripristinando la data della proroga sino al 2015.

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- Federazione italiana imprese balneari