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Turismo e crisi: seconde case e prezzi in calo, nel 2009 ci si è difesi così

L'anno scorso la recessione non ha risparmiato neanche il turismo. Eppure, rispetto ad altri comparti, il mercato del travelling ha retto l'onda d'urto grazie alle seconde case e al calo dei prezzi. L'Isnart 'fa i conti in tasca' al settore.

» Mercato turistico Ester Trevisan - 10/03/2010
Fonte: Immagine dal web

Tutto sommato, considerato l'andamento dell'anno precedente e i riflessi negativi che la crisi mondiale ha avuto su altri settori dell'economia, poteva andare peggio. E invece, l'azienda turistica italiana ha stretto i denti, riuscendo a difendersi dallo tsunami che ha travolto il sistema produttivo del Paese.

LE 'ARMI' PER RESISTERE. A rivelarsi strategici sono stati tre fattori: il maggiore utilizzo delle seconde case di proprietà, sulle quali gli italiani hanno preferito puntare piuttosto che rinunciare alle vacanze, il calo dei prezzi praticato dalle strutture ricettive, che hanno abbassato i listini dell'8,8 per cento, e la forza economica dei cosiddetti 'pluri-vacanzieri', che hanno risentito della crisi in maniera molto più lieve rispetto ad altre fasce di reddito. Tre componenti, dunque, che hanno evitato di etichettare il 2009 come la Caporetto del turismo italiano. Ma, inevitabilmente, anche il settore turistico ha vissuto un anno all'insegna del “'ow profile': secondo le indagini Unioncamere-Isnart, la spesa media individuale giornaliera dei turisti nelle seconde case (escludendo quella per l'alloggio) è pari, infatti, a 57 euro contro i 69 spesi dal turista che utilizza i canali della ricettività tradizionale.

UN 2009 CARATTERIZZATO DA ALTI E BASSI. Il trend relativo all'occupazione dei posti letto nelle strutture ricettive evidenzia un 2009 altalenante. Durante i primi tre mesi dell'anno, grazie ai buoni risultati delle destinazioni montane e dell'extralberghiero, il bilancio è risultato in pareggio, mentre il secondo trimestre ha registrato maggiori difficoltà, soprattutto a giugno (-2,7 per cento), causate, oltre che dall'avversa congiuntura economica, dalle condizioni meteo sfavorevoli, con ben 23 giorni di pioggia. Il penultimo trimestre ha esordito male: a luglio la riduzione di vendite nell'extralberghiero ha raggiunto il -7,2 per cento, ma l'emorragia si è arrestata ad agosto, quando il turismo ha risalito la china negli hotel, con un aumento delle presenze pari all'1,7 per cento, presentando picchi di vendite sia al mare (84,3 per cento, invariato rispetto al 2008), sia in montagna (75,5 per cento, in crescita del 3,1 per cento). Gli ultimi tre mesi dell'anno sono partiti con un punto percentuale in più a ottobre rispetto allo stesso mese del 2008, sono proceduti a novembre con un calo del 3,2 per cento negli hotel e del 7,8 per cento nel comparto complementare, fino ad arrivare a dicembre con una media del -9,3 per cento.

QUANTO E DOVE SONO ANDATI IN VACANZA GLI ITALIANI. L'indagine dell'Isnart ha calcolato il numero di vacanze trascorse dagli italiani nel 2009: 94,2 milioni, di cui 71,7 entro i confini nazionali e 22,5 milioni all'estero, cifre che si discostano di poco rispetto al 2008 (+0,8 per cento).  Per quanto riguarda le destinazioni, le località di mare spiccano al primo posto (52,3 per cento), seguite dalle città d'arte (24,5 per cento). In testa tra le mete predilette, la Toscana, l'Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige, mentre all'estero i Paesi preferiti sono stati, come da tradizione, Francia, Spagna e Grecia.

IL CONFRONTO CON L'ESTERO. Il mercato internazionale, in un clima di diffusa incertezza economica, non ha risparmiato il settore dei viaggi organizzati. Per il 2009 il 62,6 per cento degli operatori segnala una diminuzione della domanda mondiale. E le maggiori criticità sono evidenziate dagli operatori della Spagna, dove l'83,3 per cento indica una diminuzione, del Regno Unito (80 per cento) e degli Stati Uniti (74 per cento). L'Italia è il primo Paese, tra i suoi principali competitors (Francia, Spagna e Grecia), per consistenza del comparto alberghiero (2 milioni 202mila posti letto) e il secondo se si considera anche l'extralberghiero, per numero totale di posti letto (4 milioni 500mila circa). Confrontando i quattro Paesi, l'Italia è la seconda destinazione per arrivi negli alberghi (77 milioni circa, dopo la Francia con 99 milioni), ma la prima per presenze, che ammontano a poco meno di 252 milioni. In dettaglio, gli alberghi di casa nostra ospitano il 43,6 per cento di turisti d'oltre confine: quasi il doppio rispetto a quelli che soggiornano nelle strutture francesi.

LE STRATEGIE PER ESSERE PIU' COMPETITIVI. Osservando le tabelle mensili, si nota come l'Italia sia caratterizzata da una stagionalità decisamente marcata che si concentra durante i mesi estivi: 55,2 per cento a luglio e 61,4 per cento ad agosto. Per destagionalizzare ed essere più competitivi nell'arco di tutto l'anno, secondo l'Isnart bisognerebbe prima di tutto diversificare i prodotti turistici, pianificare le proposte di consumo differenziate in grado di incrementare le spese sul territorio e promuovere un'ospitalità di qualità da parte delle strutture ricettive.

IL GRADIMENTO DEI TURISTI. Nonostante questi handicap da correggere, la soddisfazione complessiva verso l'offerta turistica del nostro Paese è buona e leggermente superiore tra gli stranieri. I risultati migliori, con un giudizio intorno agli 8 punti su un massimo di 10, sono assegnati alla gastronomia e alla cortesia del personale, mentre l'offerta culturale e di intrattenimento e la pulizia delle strutture si attestano su valori compresi tra 7,4 e 8.

PREVISIONI PER IL 2010. Quest'anno sembra essere iniziato con il piede giusto: oltre 5,6 milioni di italiani hanno già deciso di effettuare una vacanza entro aprile, cui si aggiungono 9,3 milioni che probabilmente faranno un viaggio, portando così le intenzioni di vacanza per questo periodo a oltre 14,9 milioni, in netto aumento rispetto agli stessi mesi del 2009. I soggiorni in Italia si svolgeranno per il 30 per cento durante le festività pasquali, con il Trentino Alto Adige in testa alle preferenze (14,9 per cento), seguito da Toscana (11,2 per cento) e Lazio (11 per cento). Anche i tour operators internazionali indicano un cambio di direzione e un inizio di recupero: secondo il 45,8 per cento, ci sarà una stabilità nella domanda di turismo verso l'Italia, il 40,7 per cento segnala un aumento, mentre solo il 13,5 per cento prevede una diminuzione.

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- Istituto nazionale ricerche turistiche