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Turismo itinerante: "Il decollo del settore è frenato da reti ricettive carenti"

Secondo il Rapporto nazionale 2012 le potenzialità del settore ci sono, ma restano inespresse per le aree di sosta e per la facilità di accesso alle strutture, che per i servizi. Bicci: "Intervenire presto per non perdere flussi turistici rilevanti"

» Mercato turistico Emanuele Dorru - 02/07/2012

Sarà per quel suo approccio esclusivo al viaggio che permette di liberarsi dall'incombenza della prenotazione in ogni periodo dell'anno, o per quel suo carattere nomade che consente di visitare più luoghi come e quando si vuole. O ancora sarà per quella sua caratteristica ecosostenibile e di contatto diretto con la natura che introduce da subito chi sceglie questo tipo di viaggio, nella dimensione vacanza. Sta di fatto che, nonostante le carenze del sistema ricettivo nazionale, il turismo itinerante, o 'en plein air' in camper o in caravan, è praticato ogni anno da 5 milioni e 600mila persone, di cui 3 milioni italiane, che visitano il Bel Paese, preferendo questa formula alle soluzioni di viaggio più stanziali e alle destinazioni turistiche di massa. Il risultato è che il turismo itinerante è un'industria che, nel distretto industriale del caravanning made in Italy in Toscana, tra le province di Firenze e Siena, genera più di 600 milioni di euro di fatturato l'anno, di cui il 58 per cento destinato all'export, con oltre 7mila dipendenti, 4mila diretti e oltre 3mila indiretti.

TURISMO ITINERANTE IN CALO,  TUTTA COLPA DELLA CRISI? Alla luce della contrazione economica che ha investito il Paese, però, anche il comparto del turismo itinerante ha iniziato a scricchiolare. Prima fra tutte la domanda di veicoli ricreazionali nuovi che, nel 2011, ha subito in Italia una diminuzione del 6,9 per cento rispetto al 2010. Nel 2011, infatti, sono stati venduti 8.709 veicoli, di cui 7.010 camper (-7,2 per cento) e 1.699 caravan (-5,7 per cento). L'analisi è emersa dal primo 'Rapporto Nazionale sul turismo en plein air in camper e in caravan' presentato nei giorni scorsi, che analizza a 360 gradi le caratteristiche di un settore che, come spiegato poc'anzi, ha sempre goduto di buona salute e per spiegare il momento di calo, la motivazione della "crisi" da sola non basta.

LA RESPONSABILITÀ DELLA RETE RICETTIVA. Ad una lettura più attenta del Rapporto, infatti, se da una parte i continui colpi di coda della crisi economica frenano la voglia di camper, dall'altra anche laddove questa forma è sicuramente più spiccata, il turismo en plein air stenta comunque a decollare a causa di una rete ricettiva nazionale carente. "Il potenziale da cogliere e da valorizzare è grande - si legge nel Rapporto -: il plein air è un'opportunità per l'Italia, soprattutto per quella minore, spesso dimenticata, fatta di borghi e piccoli Comuni. Gli Enti locali, con pochissimi interventi, possono investire sulla micro-ricettività en plein air realizzando o operando migliorie sulle aree di sosta camper affinché diventino uno strumento di promozione del territorio e accolgano un flusso di turisti sempre maggiore, generando un importante indotto a livello locale".

BICCI: "INTERVENIRE SUBITO PER NON PERDERE FLUSSI TURISTICI". "Da questo nostro studio - ha commentato Paolo Bicci, Paolo Bicci, Presidente dell'Associazione Produttori Caravan e Camper (APC) - emergono interessanti opportunità economiche e turistiche per i territori, ancora inespresse a causa di una rete ricettiva nazionale carente. Con il Rapporto vogliamo rafforzare il nostro messaggio al Paese, cioè quello di intervenire rapidamente per non perdere flussi turistici rilevanti, incrementando il numero delle aree di sosta multi-funzionali sul territorio, progettando servizi dedicati al segmento turistico en plein air".

IL MANIFESTO DEL TURISMO EN PLAIN AIR. Proprio per cercare di applicare delle linee guida comuni per la diffusione della cultura del turismo en plein air in Italia, manifestando così al meglio tutte le potenzialità ancora inespresse del comparto economico, durante la presentazione del Rapporto 2012, è stato introdotto anche il 'Manifesto del Turismo en plein air in Italia', costituito da cinque punti fondamentali: elaborare un piano nazionale di sviluppo del sistema ricettivo en plein air, a basso impatto ambientale; rappresentare a livello istituzionale le istanze del comparto; eliminare le limitazioni alla sosta e alla libera circolazione di camper e caravan nei Comuni italiani; prevedere una fiscalità agevolata per i disabili che viaggiano in camper; agire in sinergia con le istituzioni, le associazioni, gli enti e i player del settore per contribuire attivamente all'attuazione di questi impegni.

IL RAPPORTO SUL TURISMO ITINERANTE NEL DETTAGLIO

IL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO. Secondo quanto si legge nel Rapporto, le prospettive dell'industria del caravanning risultano fortemente influenzate dalla difficile e prolungata crisi economica, con conseguenze dirette non solo sulla produzione nazionale, ma anche sulla capacità di acquisto degli stessi consumatori. In questo scenario il dossier segnala, inoltre, alcuni fattori disincentivanti per i possessori di mezzi di trasporto, come l'aumento dell'IVA, il rialzo vertiginoso dei prezzi dei carburanti, l'aumento costante dei premi assicurativi e dei pedaggi autostradali. La crescente difficoltà di accesso al credito al consumo, inoltre, costituisce un'ulteriore barriera all'acquisto di nuovi camper. Secondo le stime, il protrarsi della crisi economica comporterà nel tempo profonde trasformazioni delle abitudini e delle scelte di acquisto dei cittadini e delle famiglie, che, rivedendo le priorità di spesa, svilupperanno una maggiore sensibilità alla questione ambientale e alla qualità della vita.

L'INDUSTRIA DEL CARAVANNING. In questo difficile contesto economico anche l'industria italiana di camper e caravan ha subito un ridimensionamento. Da una parte è possibile riscontrare che la domanda di nuovi veicoli sia cresciuta progressivamente a partire dall'anno 2000. Nel 2007 il settore ha raggiunto, infatti, il record delle 15mila unità immatricolate, dando prova di notevoli potenzialità e di una costante crescita del comparto raggiunta senza mai beneficiare di alcun sostegno governativo. Dall'altra parte, però, con l'avvento della crisi economica e finanziaria, la domanda interna ha vissuto, a partire dal 2008, una decrescita al pari di altri comparti automobilistici, fino ai bassi volumi registrati nel 2011 (7.010 unità). Negli ultimi quattro anni sono stati immatricolati quasi un quarto dei veicoli in meno rispetto al periodo 2000-2003. In Italia la domanda di camper e caravan nuovi, dunque, ha subito nel 2011 una diminuzione del 6,9 per cento rispetto al 2010 con 8.709 veicoli venduti, di cui 7.010 camper (-7,2 per cento) e 1.699 caravan (-5,7 per cento). 

I DATI REGIONALI SUL MERCATO DEL CARAVANNING. Il Nord Ovest è l'area nella quale il mercato dell'usato, al pari del nuovo, registra i maggiori movimenti: il 38,4 per cento delle nuove immatricolazioni e il 33,4 per cento dei movimenti dell'usato. Il rapporto tra usato e nuovo è pari a 2,66 contro 3,05 di media nazionale. Nel Nord Est cresce la quota sul totale Italia del nuovo con il 30,8 per cento (era il 28,9 per cento nel 2010), mentre l'usato pesa per il 26,9 per cento (era il 27,4 per cento). Il rapporto tra usato e nuovo è pari a 2,67 (3,05 media nazionale). In flessione il Sud, sia nel nuovo che nell'usato.

DATI EUROPEI SUL MERCATO DEL CARAVANNING. Secondo il rapporto 2012 sul turismo en plein air, i Paesi con la più alta densità di camper e caravan ogni 10mila abitanti sono quelli del Nord e del Centro Europa. In Europa il mercato dei camper è cresciuto progressivamente fino al 2007 (anno record di vendite), per poi subire i cali del 2008 e 2009 rispettivamente del 5,9 per cento e del 20,7 per cento. A differenza del mercato italiano, il mercato europeo dei camper nel 2010 è riuscito a registrare un leggero recupero, misurato intorno al +1,2 per cento, e nel 2011, rispetto all'anno precedente, ha recuperato il 9,1 per cento con volumi allineati a quelli del 2004. Dal confronto con l'Europa viene fuori che il calo della domanda non è imputabile ad una saturazione del mercato che, al contrario, può tornare a crescere, in uno scenario di ripresa economica e di fiducia da parte delle famiglie e dei consumatori. Ne sono una riprova il forte interesse e la crescente partecipazione di visitatori e di espositori ai saloni del caravanning del 2010 e 2011, oltre che il successo delle iniziative promozionali promosse dal settore.

La domanda di veicoli ricreazionali in Europa si è spostata progressivamente dal comparto delle caravan a quello dei camper, che avevano una quota del 35 per cento nel 2001, del 40,5 per cento nel 2005 e del 48 per cento nel 2011 sul totale veicoli ricreazionali. Trend che testimonia la preferenza del pubblico verso soluzioni di viaggio mobili in autocaravan, maggiormente confortevoli e dinamiche rispetto all'uso più stanziale delle caravan. Dal confronto con i mercati di Germania e Francia e rapportando i movimenti dei camper nuovi e usati del 2011 al dato della popolazione residente, l'Italia ha il minor numero di veicoli nuovi venduti: solo 47 ogni 100mila abitanti, contro 87 della Germania e 104 della Francia. Il rapporto tra usato e nuovo non solo è più alto in Italia che in Francia e Germania, ma continua a salire: 3,1 contro 2,3 della Germania e 2,5 della Francia.

MATERIALI
- Il Rapporto 2012 su Turismo en plein air

LINK
- Associazione Produttori Caravan e Camper (APC)