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Israele: viaggio alla scoperta di un Paese che non ti aspetti

Oltre le tappe obbligate al Muro del Pianto, al Santo Sepolcro, alla Moschea el-Aqsa, si possono scovare i volti insoliti di Tel Aviv, 'la città bianca', e persino della 'sacra' Gerusalemme, seguendo un percorso affascinante tra musei e opere d'arte.

» Itinerari e Tendenze Redazione - 26/07/2011
Titolo: Gerusalemme, la Moschea della Roccia
Fonte: Immagine dal web

Il visitatore che si reca in Israele ha le idee chiare su cosa vuole vedere, 'sentire' e trovare. Il territorio racchiude una serie di splendidi siti ad alto tasso di spiritualità, che hanno segnato la nostra storia da secoli. Certamente i luoghi-simbolo delle tre religioni monoteiste, giudaismo, islamismo e cristianesimo (Il Muro del Pianto, la Moschea el-Aqsa e il Santo Sepolcro) non possono e non devono essere ignorati nel corso di una visita in Israele. Ma è possibile anche andare oltre, è possibile visitare questa terra con occhi diversi, seguendo un fil rouge che comunica un'aria moderna e innovativa, da Tel Aviv, a Jaffa, a Gerusalemme. Tre città da scoprire, molto diverse dal punto di vista urbanistico e artistico. 

'LA CITTÀ BIANCA'. Bagnata dalle acque del Mediterraneo, Tel Aviv rappresenta la faccia laica di un paese eternamente sospeso tra fede e modernità: basta superare la linea dei palazzi e dei grattacieli per trovare spiagge frequentate tutto l'anno da bagnanti, velisti e costellate di chioschi. Qui si trovano riuniti cinema, teatri, ristoranti e l'offerta culturale e musicale è davvero notevole. Oggi la città conta più di 330mila abitanti che, uniti a quelli dei sobborghi, raggiungono il milione. Di Tel Aviv, la 'città bianca', che nel 2003 è diventata patrimonio dell'Unesco, sorprende il contrasto forte tra l'antico e il moderno. È ben visibile, ad esempio, sul lungomare in cui sorge la moschea Hassan Bek, con il suo minareto, quasi interamente circondata da alti grattacieli che ospitano alberghi internazionali.

Il promontorio di Jaffa
Il promontorio di Jaffa

JAFFA 'LA BELLA'. Nel tempo Tel Aviv ha inglobato dentro sé l'antica città di Jaffa, che significa 'bella'. Si tratta di un promontorio a picco sul mare che, sulla sommità, conserva ancora l'impianto della cittadella secolare ma a ben guardare è popolata di gallerie d'arte e botteghe artigiane di artisti locali. Molto moderno ed 'europeo' è invece il quartiere Neve Tzedek, abitato in prevalenza da ebrei provenienti dalla Francia e dove negozi, case, ristoranti e gallerie d'arte hanno il gusto parigino. Chi si trova a visitare Jaffa non può mancare la zona della 'vecchia stazione', completamente ristrutturata, dove restano solo alcuni vagoni antichi in esposizione. In luogo dell'antica stazione ferroviaria sorgono ora diversi locali, ristoranti e negozi di design, mentre percorrendo la via centrale della città si potranno ammirare i numerosi ateliers di giovani stilisti israeliani. Jaffa ha puntato sull'arte moderna anche nelle decorazioni degli edifici, come quelle del Teatro dell'Opera e nelle esposizioni del Tel Aviv Museum Of Art.

GERUSALEMME, OMBELICO DEL MONDO. Sono trascorsi 3mila anni da quando Re Salomone costruì qui il suo Tempio. Basta nominare Gerusalemme e subito la mente si popola di immagini di devozione, fede, infinite guerre. Al di là delle religioni e dei luoghi simbolo della 'Città Santa', esiste un'altra faccia di Gerusalemme, sempre legata all'arte e al rinnovamento, che vale la pena esplorare. Segnali di 'modernismo' si trovano a Mamilla Avenue, a pochi passi dalla porta di Jaffa, arco di ingresso alla Città Vecchia, sul confine tra il quartiere cristiano e quello armeno. È una strada pedonale molto frequentata da turisti e locali perché piena di bar e ristoranti ma anche per le opere d'arte che vengono esposte all'esterno dei negozi, tutti i giorni della settimana. L'arte a volte rispecchia la vita, e quella israeliana degli ultimi anni si interroga sulle radici del popolo ebraico, sul tema dell'appartenenza. Elemento portante delle opere, secondo i critici israeliani, è la nostalgia per un'epoca passata interpretata come momento ricco di eroismo.