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Terme e Spa: il turismo è in calo ma cresce la curiosità nei ragazzi

Secondo stime dei Giovani Imprenditori Termali il settore sta vivendo un periodo di crisi: "Un aiuto utile verrebbe dall'Iva agevolata per le ristrutturazioni", fanno sapere. Contemporaneamente si registra un interesse crescente da parte dei teenagers.

» Itinerari e Tendenze Emanuele Dorru - 22/08/2011
Fonte: Immagine dal web

Se fino a una quindicina di anni fa l'espressione 'andare alle terme' era utilizzata per la maggioranza solo da anziani e persone bisognose di particolari cure corporee, oggi una vacanza in una spa o in un centro termale equivale a un soggiorno di benessere ricercato da persone di tutte le età, giovani compresi. In Italia si contano 400 aziende termali sparse lungo tutto lo Stivale, che accolgono circa un milione di utenti l'anno. Da cinque anni, in particolare, il termalismo italiano sta vivendo una vera e propria inversione di tendenza, quanto a gradimento da parte dei ragazzi: "A riscoprire le terme è la popolazione più giovane - spiega Federteme - che ne apprezza l'aspetto preventivo e la capacità di andare incontro alle esigenze di tutta la famiglia".

Per contro, il gruppo Giovani Imprenditori di Federterme sta rilevando una contrazione della domanda da parte del turismo di settore. "Viviamo un momento di difficoltà - ha detto Giorgio Matto, presidente del gruppo Giovani Imprenditori Termali di Federterme -, la spesa procapite per i soggiorni è in calo. I primi dati di luglio non sono incoraggianti e vedono un leggero calo nell'affluenza".  Per fronteggiare questa difficoltà il comparto sta organizzando numerose iniziative per rilanciare, sostenere e diffondere la cultura del termalismo: "Si va dalle offerte low cost per i servizi non coperti dal Servizio sanitario nazionale - continua il presidente - alle agevolazioni per le terapie aggiuntive, ai pacchetti a costi contenuti per chi staziona nel comune in cui si trova il centro termale, fino alle proposte culturali come ad esempio 'Terme aperte' ".



Accanto a tali iniziative, sostengono i Giovani Imprenditori Termali, "andrebbero però affiancate speciali politiche di Governo atte a incentivare gli investimenti nel settore, sia dal punto di vista dell'accoglienza che della ristrutturazione dei centri". "Pensiamo ad esempio all'Iva agevolata per la ristrutturazione, che rappresenterebbe un contributo utile al comparto", sottolinea Giorgio Matto, ricordando che i 12 giorni che compongono un ciclo di cure "generano un indotto importante".

Come accennato in apertura, a fronte delle difficoltà economiche in cui riversa il settore sono sempre di più giovani e i giovanissimi che ricorrono alle cure termali. Questi 'templi' pieni di piscine, cascate e vapore si confermano piacevoli e divertenti per i bambini, che oltre al gioco riscoprono i benefici di curarsi in maniera naturale. "La cura inalatoria in età pediatrica aumenta le difese immunitarie e protegge dalle patologie della stagione invernale - spiega il videpresidente di Federterme -. Ne beneficia il bambino e, da un punto di vista sociale, tutta la famiglia, perché un bambino che non si ammala non perde giorni di scuola e non fa perdere giorni di lavoro ai genitori".

Un ruolo importante, naturalmente, lo gioca l'aspetto economico, perché la terapia termale è riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale e prevede un costo contenuto per le famiglie, quello del ticket, sebbene copra un solo ciclo di cure l'anno. "L'importante è scegliere il centro termale più adatto alle proprie esigenze e non confondere tra i centri termali, ovvero i titolari di concessione mineraria e quelli ludici - conclude Federterme -. I primi, oltre ad avere una fonte termale propria, hanno anche uno staff medico in grado di offrire un'assistenza sanitaria completa, per tutti i 12 giorni di terapia. Per scegliere con facilità è possibile consultare il sito web di Federterme, dove si può accedere a una lista completa delle strutture associate, ovvero il 98 per cento dei centri termali italiani".

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- Federterme