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REPORTAGE - Da Delhi alla Città Rosa: l'India dalle mille e una suggestioni

NanniMagazine.it ospita con piacere il racconto di un fotografo, un creativo col pallino della cucina, trovatosi per caso a partecipare ad un matrimonio indiano. Dall'arrivo nella capitale Delhi fino a Jaipur, la Città Rosa, ecco i suoi appunti di viaggio

» Itinerari e Tendenze Redazione - 19/03/2019
Titolo: ©Alain Rosica Matamoros

di ALAIN ROSICA MATAMOROS - Arrivati nella notte, dopo una corsa ad ostacoli a suon di clacson come se andassimo diretti all’ospedale, abbiamo percorso la strada fino alla nostra destinazione, è stato un buon modo per iniziare la giornata, ora sappiamo cosa ci aspetta a Delhi. Ci avventuriamo così senza nessun piano d’azione, i nostri obiettivi pronti a scattare. Ammetto che l’Inda non era tra le mie mete preferite. Mi ci sono trovato grazie al mio amico e fratello di avventure Pierpaolo che un giorno mi chiese di accompagnarlo ad un matrimonio di un suo amico conosciuto sul treno. È così è iniziato il nostro affascinante viaggio.

Ogni fotografo, giornalista o viaggiatore dovrebbe visitare questo paese pieno di colori e contrasti ideali.  Ogni passo un potenziale scatto per documentare la vita umana, la quotidianità, ricca di scene surreali, volti, sguardi, situazioni, disponibilità e affabilità della popolazione. Prestissimo che neanche ci rendiamo conto, usciamo dalla fermata della metro verso il forte rosso, distante 40 minuti a piedi. Attraversando il mercato, notiamo che tutti hanno già iniziato a scaricare i carretti pieni di sacchi di spezie. Il profumo di coriandolo, pepe, cardamomo invade la strada e le narici del naso. Ci immergiamo letteralmente dentro questa nube fantastica, intensa. Il sole sorge e noi premiamo l’otturatore delle nostre macchine fotografiche. Questo primo contatto con Delhi ci ha colti di sorpresa, disorientati ma felici e pronti ad un’avventura intensa.


[©Alain Rosica Matamoros]

L’India satura di colori, sapori, spiritualità, bellezza, passione, sofferenza, umanità. Riempie ogni poro della nostra pelle con sensazioni forti. Si comincia veramente a capire questa natura e ci si rende conto che non si può più tornare indietro. Mi emoziono! Ogni scena sembra fantastica, ogni sguardo profondo, ogni sorriso vero, capre e mucche vivono la città esattamente come noi, tra di noi. I carretti di frutta sono ordinati ed invitanti, un po’ meno le pentole bordo strada che offrono ai passanti ogni sorta di cibo; potrei cominciare ad assaggiare tutto ma mi trattengo. Ci aspettano giorni e giorni di festa.


[©Alain Rosica Matamoros]

Da Delhi ci sposiamo quasi subito a Jaipur, la Città Rosa, nel Rajasthan, piena di bazar, ci accoglie nel miglior modo. Siamo ospiti a casa di Virendra, per il matrimonio del suo secondogenito, Gourang e Aarushi, sua futura moglie. Improvvisamente ci ritroviamo parte della famiglia, partecipando ad ogni rito, pasto ed attività, assaggiando la vera cucina del Rajasthan, una novità deliziosa, intensa proprio come ci aspettavamo. Virendra ci porta nel suo orto dove coltiva cipolle rosse, pomodori, patate, basilico, melanzane, ha cinque mucche e ci fa assaggiare il tè ‘masala’ con del latte appena munto. Ci racconta compiaciuto che ama la cucina italiana, lui stesso è un ottimo cuoco. Yogurt e formaggi si fanno in casa. Mentre ci racconta arrivano le donne a prendere il latte, solo il necessario per la giornata.


[©Alain Rosica Matamoros]

È tempo di preparativi nunziali. Prima del matrimonio i piedi e le mani della sposa vengono decorati con disegni all’henné che qui è una vera e propria cerimonia, una sorta di addio al nubilato a cui partecipano le amiche e parenti della sposa. La musica tradizionale accompagna i loro canti beneauguranti. Il matrimonio qui, è molto complesso; la giornata è piena di attività e di riti. La prima sera siamo invitati ad una festa nell’Amber Castle, nel cortile del Maharajah, a dir poco fiabesco. L’arredamento è fastoso e ricco di dettagli di grande eleganza. La serata viene accompagnata da musica tipica Rajasthani, la cucina deliziosa.


[©Alain Rosica Matamoros]

La mattina seguente è lo sposo il centro del mondo. Viene vestito dai parenti più stretti, passo per passo gli si aggiungono abiti, amuleti e gioielli preziosi, insieme alle preghiere delle donne. Un cavallo lo aspetta sulla soglia di casa, bande locali suonano tamburi e trombe durante tutta la giornata e si comincia a ballare. Una processione a tappe verso il tempio, ci si ferma spesso per strada a ballare. Ne approfitto per scattare anche ai curiosi che godono dello spettacolo. Cominciano i riti presieduti dal sacerdote brahmano. La sera ci riserva una spettacolo con tanto di palco bollywoodiano in cui si alternano balli organizzati da tutti i membri delle famiglie, quasi una sorta di competizione. Un buffet di 300 metri ci delizia con tutte le cucine regionali ed almeno 60 chef pronti a farci assaggiare ogni cosa.


[©Alain Rosica Matamoros]

Il giorno del matrimonio, celebrato al castel Kanota, ex residenza del Maharajah e set del film Marigold Hotel - suggestivo -, ci accoglie dopo una processione coloratissima, attraverso le case che lo circondano, due ore a ritmo di tamburi e balli, quasi in trance, lo sposo a cavallo fa il suo ingresso alla fine del percorso. Veniamo tutti ricevuti dalla famiglia della sposa e dal sacerdote brahmano che invoca la benedizione di Dio sugli sposi che si scambiano ghirlande di fiori. A tutti si offrono noci di cocco, petali di fiori. Nel rito finale gli sposi compiono insieme sette passi intorno al fuoco sacro  lungo un percorso segnato da sette mucchietti di riso, fiori e altri simboli di prosperità sui quali procede la sposa. Ad ogni passo reciteranno invocazioni e promesse per la loro futura vita coniugale. Al termine gli sposi sono marito e moglie.


[©Alain Rosica Matamoros]

L’ultimo giorno della nostra permanenza a Jaipur decidiamo di perderci nel Bazaar, facciamo fotografie quasi d’obbligo di fronte a monumenti e palazzi ma quello che vogliamo è scattare su strada, volti, botteghe e colori sono davanti al nostro obiettivo. La giornata è corta, breve, ma comunque portiamo a casa una finestra su questo mondo. L’India racchiude non solo una grande quantità di scene incredibili ma è anche un viaggio alla scoperta di noi stessi, dei valori importanti della nostra vita, delle cose necessarie ed essenziali. L’India ti riporta ad una dimensione umana dove ci si riscopre “persona”.


[©Alain Rosica Matamoros]