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Addio tecnologia: i teenager scelgono la vacanza 'sostenibile'

No a televisione, cellulari, e cibo spazzatura, si allla vita all'aria aperta, ai giochi educativi e agli alimenti sani: parte da qui il programma estivo di 'disintossicazione' dei ragazzi dalle cattive abitudini che li accompagnano durante tutto l'anno.

» Itinerari e Tendenze Redazione/TB - 13/07/2011
Fonte: Immagine dal web

Vi piacerebbe se i vostri figli di colpo si sbarazzassero degli onnipresenti e rumorosi cellulari, della televisione 'rimbecillente', degli alienanti videogames, degli irrinunciabili social networks? Impossibile, direte voi. E invece no: esistono vacanze eco-consapevoli e sostenibili per i bambini e i ragazzi, un periodo da trascorrere in allegria e svago tra coetanei, allo scopo di staccare totalmente la spina dalla vita 'di città' e imparare a seguire di nuovo il ritmo della natura, cominciando così a conoscerla e rispettarla.

Non ci soffermiamo mai abbastanza a pensare quanto sia nociva la società frenetica e piena di onde elettromagnetiche, rumore, inquinamento ambientale e acustico, nel quale quotidianamente sono immersi i nostri figli durante l'anno. Almeno nel periodo delle vacanze, allora, perché non fare in modo che possano 'disintossicarsi' da tutta la tecnologia che li sovrasta? Niente hi-tech e tutta natura con giochi all'aperto, corse in bicicletta e tour in canoa, e una socializzazione fatta di emozioni condivise. Nello spirito di vacanze 'rigeneranti' come questa, inoltre, sono pochi anche i contatti con la famiglia, un modo per allentare il 'cordone ombelicale' con mamma e papà.  Parte integrante di questa avventura 'sostenibile' si svolge anche a tavola, dove a merendine e 'trash food' si preferiranno cibi golosi ma nutrienti.

DIMENSIONE AVVENTURA. Storico fiore all'occhiello di questo tipo di vacanze sono i 'Campi avventura' nati una trentina di anni fa grazie al WWF, leader assoluto per numeri ed esperienza in questo tipo di proposte, che da quest'anno sono affiancati da 'Campi Oasi' e 'Campi Verde e Blu'. Comunque esistono 107 campi scuola della Protezione civile, 'Anch'io sono la Protezione Civile', che coinvolgono oltre 3mila 500 bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni: organizzati in collaborazione con enti nazionali di volontariato e varie Regioni, per la divulgazione della cultura di protezione civile. "Ogni anno il programma del WWF coinvolge direttamente 5mila bambini tra i 6 e i 17 anni -  ha spiegato all'agenzia Adnkronos Roberto Furlani, responsabile turismo WWF Italia - che abbiamo diviso per fasce d'età perché hanno esigenze sociali e didattiche differenziate e registriamo una domanda crescente".

UN SOLLIEVO E UN AIUTO PER LE FAMIGLIE. Lasciare il bambino in mani sicure con la consapevolezza che si divertirà, crescerà e farà esperienze formative è naturalmente un sollievo per i genitori, ed è anche un modo per risolvere il problema di quelle coppie lavoratrici sempre alla ricerca di attività riempitive per il lungo periodo delle vacanze scolastiche dei figli. Come spiega Furlani, i genitori che si informano su questo tipo di vacanze hanno un certo spessore culturale e "vogliono per i figli una vacanza che sia uno svago ma anche un'occasione di crescita. Per i più piccoli queste vacanze sono spesso il primo momento di autonomia dalla famiglia".

ADDIO TECNOLOGIA 'INQUINANTE'. Ai piccoli ospiti viene chiesto di non portare i cellulari, ma "spesso la richiesta viene disattesa - racconta Furlani - e allora i telefonni vengono collocati tutti in un determinato posto e consegnati solo in alcuni momenti". Si adottano precauzioni di questo tipo perché l'uso continuo del cellulare, tra telefonate e sms, rende impossibile la coesione del gruppo, stessa cosa vale per i videogames e i pc portatili. E infatti gli adolescenti rappresentano 'lo zoccolo duro', "perché sono ancora più condizionati dalla comunicazione virtuale. La scommessa è provare a vivere senza pc, televisione, cellulare, Internet per una settimana, una scommessa quasi sempre vincente". Alla fine della vacanza è il momento della verifica, che consiste in una chiacchierata con i ragazzi e in un questionario inviato alla famiglia per chiedere come è andata. Il ritorno è sempre positivo, e "le risposte al questionario nel 97 per cento dei casi sono di piena soddisfazione", testimonia Furlani.

SOCIALIZZARE ALLA VECCHIA MANIERA. Ciò che i ragazzi scoprono, insomma, è che ci si può divertire anche senza gli occhi e l'attenzione incollati per ore a uno schermo, riscoprendo una socializzazione vecchia maniera. "I nostri campi sono una vera e propria provocazione verso lo stile di vita della maggior parte dei ragazzi - spiega ancora il responsabile turismo del WWF - e propongono un divertimento che costa meno ed è a portata di mano. I ragazzi hanno la vita sempre più organizzata, li spaventa un tempo a disposizione da gestire, ma la provocazione è sempre a lieto fine: sono 1 o 2 casi all'anno in cui non si riesce nell'intento. Si passa dall'emozione data da un videogioco o da un film a quella dettata dalla natura: un bosco di notte o una serata intorno al fuoco, salire su un cavallo o pagaiare su un lago".

IL PIACERE DI MANGIARE SANO. Un altro aspetto del progetto educativo dei campi riguarda l'alimentazione, che è spesso disordinata o poco varia. "Si prova a fare in modo che tutti mangino tutto, facendo attenzione all'equilibrio tra frutta, verdura e proteine di origine animale. Trovarsi in un ambiente nuovo e diverso e lo spirito di emulazione aiuta anche in questo campo ad avere buoni risultati". Una sfida a 360 gradi, che tenta di scardinare l'idea dello svago e del divertimento legata esclusivamente alla tecnologia. Per far questo il WWF si affida a operatori competenti e certificati. "Sono persone che hanno formazione specifica, la carta di qualità di animatore. I capi del campo hanno anni di esperienza e i nuovi sono studenti di scienze naturali e pedagogia, che imparano come gestire un gruppo in crisi di mancanza della famiglia".

ANCH'IO SONO LA PROTEZIONE CIVILE. Stesso intento 'disintossicante' ma "con attenzione al ruolo attivo e partecipe che ognuno può svolgere nella tutela dell'ambiente, del territorio e della vita umana": è l'obiettivo dei campi scuola 'Anch'io sono la Protezione Civile' organizzati dal dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con le organizzazioni nazionali di volontariato e le Regioni, giunti quest'anno alla quarta edizione. Fino ad agosto oltre 3mila 500 bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni verranno coinvolti negli oltre cento campi scuola per una settimana formativa vissuta all'insegna dell'esperienza diretta del bosco e dello spirito di squadra.

PICCOLI RANGERS CRESCONO. Il progetto riguarda l'intero territorio nazionale, "ma si è scelto di privilegiare le aree a maggior valore naturalistico - rende noto la Protezione Civile -. Verranno coinvolte tutte le regioni italiane a eccezione della Valle d'Aosta, del Trentino Alto Adige e della Basilicata. I campi scuola sono dedicati alla prevenzione degli incendi boschivi e prevedono anche percorsi didattici dedicati alla conoscenza dei piani comunali di emergenza e dell'intero Sistema di protezione civile . In particolare, considerando che solo una percentuale bassissima dei 5mila 828 comuni sotto i 5mila abitanti è dotata di un piano di protezione civile, i comuni che 'ospitano' i campi verranno sostenuti e incentivati a realizzare o aggiornare i piani di emergenza".