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Unioncamere: vacanze sì, ma sottotono per alberghi e low cost

Secondo i dati provvisori dell'ente Camere di Commercio, la crisi e il caldo torrido non hanno aiutato l'industria turistica: il bilancio dell'estate 2012 mostra, infatti, una riduzione di visitatori nelle strutture ricettive sia a luglio che ad agosto

» Cronaca Viaggi e Turismo Redazione/GP - 24/09/2012
Fonte: Immagine dal web

La crisi e il caldo torrido non hanno certo dato una mano all'industria del turismo italiana: il bilancio (ancora provvisorio per il mese di settembre) mostra una riduzione delle presenze nelle strutture ricettive tanto a luglio quanto, soprattutto, ad agosto. Due sembrano le scelte effettuate dai turisti in Italia, come evidenzia l'Osservatorio nazionale sul turismo di Unioncamere e Isnart: a luglio, vacanze a minor costo nei campeggi e ad agosto, sì agli alberghi a 5 stelle che, meglio delle altre categorie, hanno saputo utilizzare la leva promozionale. E poi, andar lontano dal caldo, preferendo alle visite culturali lunghe passeggiate in montagna, luoghi che lo scorso anno avevano un po' sofferto, oggi ringraziano pienamente.

L'ANDAMENTO COMPLESSIVO DELL'ESTATE 2012.
Il segno meno accompagna l'intera stagione estiva: -1,4 per cento le presenze nelle strutture ricettive nel mese di luglio (62,2 per cento di occupazione camere), -3,7 per cento ad agosto (70,7 per cento), -5,4 per cento nel dato provvisorio di settembre (37,7 per cento). La difficoltà interessa tutti i comparti ricettivi con gli hotel che registrano il 61,5 per cento delle camere occupate a luglio (-2,8 per cento), il 68,7 per cento ad agosto (-4,3 per cento) ed il 42,5 per cento a settembre (dato provvisorio -6,9 per cento) e le imprese extralberghiere  che vendono in media il 63 per cento della disponibilità a luglio (+0,3 per cento) ed il 72,8 per cento ad agosto (-3,3 per cento), per scendere al 31,8 per cento nel dato parziale di settembre (-3,1 per cento).



IL TRENDI NEL MESE DI LUGLIO. Nel mese di luglio le quote più alte di venduto si registrano nelle strutture del nord est (66,6 per cento di occupazione camere) e del centro (60,8 per cento) mentre in agosto, dopo il nord est (74,6 per cento), emergono le mete del sud e delle isole (69,9 per cento). Ma specialmente in agosto sono proprio le imprese ricettive del Mezzogiorno (-6,4 per cento) e del centro Italia (-4,6 per cento) a registrare trend discendenti rispetto al 2011.



IL TRENDI NEL MESE DI AGOSTO.
Certo le temperature torride non hanno favorito alcuni prodotti, come le città di interesse storico artistico, che segnano un dato medio di occupazione pari al 60,9 per cento in luglio (-5,6 per cento) e al 64,1 per cento in agosto (-6,9 per cento), ma nel mese di agosto sono le località di campagna (-8,2 per cento) e dei laghi (-7,7 per cento) a registrare i cali più evidenti, mentre al mare, dove le imprese registrano in media il 66 per cento di occupazione a luglio (-2,5 per cento) ed il 77,3 per cento ad agosto (-4,7 per cento), il calo è più contenuto.

LA MONTAGNA CHIUDE IN POSITIVO.
Segnali positivi, invece, per le destinazioni di montagna che recuperano rispetto ad un brutto 2011 vendendo il 58,2 per cento delle camere a luglio (+4,4 per cento), ed il 72,1 per cento ad agosto (+4 per cento). Anche le destinazioni termali, sebbene con performance di vendita più contenute, invertono il trend e registrano il 53,2 per cento di camere occupate a luglio (+3,7 per cento) ed il 67,3 per cento ad agosto (+2,5 per cento). Una tendenza che si verifica in un trimestre in cui le imprese alberghiere mantengono fermi i prezzi rispetto all'estate 2011 (+0,2 per cento), fatta eccezione per i 3 stelle che non avendoli  riallineati la scorsa estate (a differenza delle altre categorie), in questa stagione li aumentano del +4,1 per cento.



PRENOTAZIONI PER L'INVERNO. Al momento ancora in pochi sembrano pensare alle vacanze per il prossimo trimestre, tanto che le strutture ricettive evidenziano quote di prenotazioni piuttosto contenute: nel complesso 23,9 per cento per ottobre, 18 per cento per novembre, 19,2 per cento per dicembre, con una leggera evidenza per il comparto alberghiero in ottobre (28,3 per cento) e novembre (18,8 per cento) e per quello extralberghiero nel mese di dicembre (22,2 per cento). Più significative le prenotazioni nelle città di interesse storico artistico (32,6 per cento per ottobre, 22,1 per cento per novembre, 20,3 per cento per dicembre), nelle località termali per novembre (22,6 per cento) e dicembre (35,8 per cento), ed in montagna per le festività di dicembre (24 per cento). Nelle altre località del turismo commerciale e d'affari si rileva la ripresa stagionale dei movimenti business (32,1 per cento ottobre, 26,3 per cento novembre).