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Buoni vacanze: dal 20 gennaio la campagna per richiederli

Saranno stampati in tagli da 5 e 20 euro e potra' beneficiarne chi ha un reddito troppo basso per potersi permettere qualche giorno di riposo lontano da casa: ecco i Buoni Vacanze, iniziativa promossa dalla Fitus e finanziata dal Governo con 5 mln di euro

» Cronaca Viaggi e Turismo Ester Trevisan - 13/01/2010
Fonte: www.buonivacanze.it

Una settimana di relax per 'staccare la spina' e lasciarsi alle spalle, almeno per un po', lo stress della vita quotidiana: per concedersi qualche giorno di vacanza, alcuni italiani sono disposti persino a chiedere un prestito ad una finanziaria. Ma per molti altri andare in vacanza resta soltanto un desiderio, un sogno che si infrange contro la dura realta' di un reddito a volte insufficiente persino a fronteggiare le spese ordinarie. 

Per offrire anche a queste persone la possibilita' di godersi il meritato riposo lontano dalle mura domestiche e tentare di dare una boccata di ossigeno all'economia turistica, il ministero del Turismo ha attivato un fondo di 5 milioni di euro da destinare al progetto 'Buoni Vacanze Italia', promosso dalla Federazione italiana turismo sociale (Fitus) in collaborazione con Assoturismo-Confesercenti, Confturismo-Confcommercio e Federturismo-Confindustria.

L'iniziativa prevede l'assegnazione ai cittadini meno abbienti di bonus da utilizzare per pernottare in strutture ricettive fuori dal proprio comune di residenza, ma sempre entro i confini italiani, e anche per mangiare in ristoranti, praticare attivita' sportive in centri fitness, usufruire del servizio di trasporto pubblico, visitare musei e acquistare prodotti tipici. L'ammontare dei buoni, stampati in tagli da 5 e 20 euro, varia da un minimo del 20 a un massimo del 45 per cento della spesa effettuata e per accedervi non bisogna guadagnare piu' di 35mila euro annui. 

Oltre al reddito, a determinare l'entita' del buono concorre anche il numero di componenti del nucleo familiare: per quelli formati da una sola persona, l'importo non potra' superare i 500 euro e corrisponderà al 45, al 30 o al 20 per cento del costo dell'intera vacanza per redditi che non superino rispettivamente i 10, i 15 e i 20mila euro. Per le famiglie composte da 2 persone, invece, il tetto di rimborso sale a 785 euro e il reddito massimo di chi lo richiede non deve essere superiore ai 25 mila euro. E cosi' via fino a un buono massimo di 1230 euro per nuclei composti da 4 o piu' persone (vedi tabella allegata). 

Le domande per accedere al contributo potranno essere presentate a partire dal 20 gennaio attraverso una procedura on-line disponibile nell'apposito sito web. Prima di procedere con la prenotazione del bonus, i richiedenti dovranno compilare il modulo anagrafico e l'autodichiarazione sulle condizioni anagrafiche e reddituali per il calcolo della percentuale di contributo pubblico. Il passaggio successivo consiste nel pagamento della quota di spese non coperta dal bonus: il versamento dovra' essere effettuato in uno degli sportelli di Banca Intesa, partner della Fitus in questa iniziativa. Il rimborso arrivera' direttamente a casa, per posta, una settimana dopo la richiesta e, a quel punto, non restera' che decidere se spenderlo tutto per un'unica vacanza o se 'spalmarlo' su piu' periodi, e scegliere in quale albergo soggiornare fra i migliaia aderenti al progetto.

Per essere inseriti nell'elenco delle strutture ricettive che partecipano, è obbligatorio garantire la riduzione delle tariffe rispetto al prezzo normale praticato nel periodo messo a disposizione. "Spetta poi alle singole strutture - spiega Benito Perli, presidente della Fitus - indicare i costi nel sito, noi mettiamo solo a disposizione un mercato all'interno del quale si incontrano l'offerta degli operatori turistici e la domanda delle famiglie che hanno ottenuto il buono". E, a giudicare da questi primi giorni del 2010, l'iniziativa è destinata a riscuotere un notevole successo: "Dall'inizio dell'anno – afferma Perli – il nostro sito ha registrato gia' 30mila ingressi, con una media di circa 8 minuti per ogni visita".

I buoni vacanze, pero', sono utilizzabili solo fino al 30 giugno 2010, un limite temporale che lascia fuori gran parte del periodo estivo, cioè quello in cui, sia per esigenze lavorative che per gli impegni scolastici dei figli, va in vacanza la maggior parte delle famiglie italiane. "Lo stanziamento che il Governo assegna al progetto – spiega Perli – era bloccato da anni e risale all'ultima Finanziaria del governo Prodi che istitui' questo fondo nazionale destinandolo non solo a una funzione sociale, ma anche di destagionalizzazione del turismo. L'obbligo di spendere i buoni entro il 30 giugno, quindi, è imposto dalla legge. Comunque – precisa il presidente della Fitus – stiamo lavorando per estendere la validità dei buoni anche a settembre e ottobre e, forse, all'ultima decade di agosto. Tutto dipende dai finanziamenti. E poi ormai i periodi di vacanza sono sempre piu' frammentati: gli italiani scelgono anche i mesi di maggio e giugno, senza considerare, inoltre, i ponti festivi, Pasqua e il periodo delle settimane bianche, che rientrano nel limite del 30 giugno".

"Lavoriamo da dieci anni per realizzare questo progetto - sottolinea Perli - e adesso finalmente cominciamo a muovere i primi passi. Certo, 5 milioni di euro sono una cifra modesta, che generera' non oltre 17-18 milioni di fatturato, coinvolgendo circa 20mila famiglie. Ma se a questo circuito si riusciranno ad agganciare anche le amministrazioni comunali e i circoli ricreativi aziendali, solo per citare due esempi, potremo iniziare a marciare nella direzione gia' tracciata da anni, e con successo, dai francesi". 

Obiettivo del progetto promosso dalla Fitus, infatti, è applicare anche in Italia il modello d'oltralpe che prevede la detassazione dei buoni: “"n Francia – spiega Perli – il fatturato prodotto dal sistema dei buoni vacanze ammonta a un miliardo e 600 milioni di euro, interessando 6 milioni di famiglie. Per ottenere i rimborsi dei buoni, le aziende coinvolte nel circuito sono obbligate a fatturare e, se consideriamo che solo l'Iva raggiunge il 20 per cento cui vanno ad aggiungersi tutte le altre imposte sui redditi, è evidente che la fatturazione imposta dai buoni vacanze farebbe rientrare piu' risorse di quelle cui lo Stato rinuncerebbe con la detassazione. In questo modo – sostiene Perli – aumenta il volume di affari ed un'iniziativa nata per fini sociali crea effetti positivi anche sull'economia". Secondo il presidente della Fitus, pero', ad ostacolare questo processo virtuoso ci sono "mille vincoli e gabbie all'interno dei quali ogni ente coinvolto, o potenzialmente coinvolgibile, cura soltanto i propri interessi".

Il progetto 'Buoni Vacanze Italia' potrebbe in futuro ampliare la propria area di intervento, indirizzandosi ad altri due target "socialmente fragili": anziani e disabili. "Circa 7 mesi fa, in collaborazione con l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) – ricorda Perli – abbiamo presentato domanda al ministero del Turismo. Ma, anche in questo caso, il nodo da sciogliere riguarda i fondi. Il nostro obiettivo – conclude – è riuscire, tra qualche anno, a mettere a disposizione diverse tipologie di buoni in grado di incentivare concretamente lo sviluppo del turismo sociale".


DOCUMENTI

- A chi spettano i Buoni Vacanza (scheda)

LINK
- Progetto 'Buoni Vacanze Italia'
- Federazione italiana turismo sociale