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Guide turistiche: Pompei, stop al 'far west', dal 1 luglio scatta la regolamentazione

Svolta epocale per il sito archeologico più visitato al mondo: dal prossimo mese, al via la riorganizzazione dell'attività delle guide turistiche. Il provvedimento colma un vuoto di 24 anni.

» Cronaca Viaggi e Turismo Ester Trevisan - 08/06/2010
Fonte: Immagine dal web

Migliorare la qualità del servizio, valorizzare la professionalità delle guide turistiche e restituire dignità e decoro al sito archeologico più visitato al mondo. Ecco gli obiettivi del provvedimento con cui il Commissario per l'emergenza dell'area archeologica di Napoli, Marcello Fiori, dispone la regolamentazione dell'attività svolta dalle guide turistiche all'interno degli Scavi di Pompei. 

LA NUOVA REGOLAMENTAZIONE. I tre ingressi agli scavi (Porta Marina, Porta Anfiteatro e Piazza Esedra, conosciuta anche con il nome di Porta Marina Inferiore) saranno dotati di una postazione permanente con personale dedicato, cui faranno capo esclusivamente le guide abilitate dalla Regione Campania, e postazioni in cui gli accompagnatori attenderanno l'arrivo dei turisti e la formazione dei gruppi. Ogni giorno, gli operatori si iscriveranno in una lista che scorrerà in base alle richieste dei visitatori e alle lingue scelte al momento della prenotazione del tour. A ciascuna guida sarà rilasciato un badge corredato da fotografia che dovrà essere esposto in maniera visibile. Ogni postazione provvederà all'organizzazione delle guide, iscritte in ordine di arrivo, che dovranno essere disponibili entro 15 minuti dalla chiamata.

Le guide dovranno rispettare un codice deontologico che, pena l'esclusione dall'iscrizione giornaliera e la denuncia, vieta di ingaggiare clienti nelle aree circostanti gli scavi archeologici, bar, parcheggi e chioschi. Massima trasparenza anche per le tariffe stabilite annualmente dalla Regione e concordate con i sindacati e le associazioni di categoria. Per incassare i compensi, le guide dovranno rivolgersi alle postazioni, presentando una fattura, una ricevuta o una nota di liquidazione. 

Affreschi pompeianiQUELLA LEGGE DEL 1986 MAI APPLICATA. La riorganizzazione, che scatterà dal primo luglio, colma un vuoto durato 24 anni che aveva provocato una sorta di far west. Un'anarchia più volte balzata ai 'disonori' delle cronache locali, ma anche nazionali, e pagata a caro prezzo sia dai turisti, spesso vittime di truffe, sia dalla categoria delle guide turistiche, la cui immagine è stata ripetutamente danneggiata da colleghi disonesti e, in alcuni casi, anche da finti colleghi. "Purtroppo le mele marce – afferma Daniela De Vincenzo, vice presidente dell'Associazione guide turistiche campane – esistono in tutti i settori, ma ciò non significa che tutte le guide turistiche in servizio a Pompei siano poco professionali. Certo, la mancanza di regolamentazione ha favorito fenomeni di abusivismo e truffe – ammette la De Vincenzo – ma adesso ci auguriamo che, grazie all'intervento di Fiori, si ponga fine al degrado nel quale siamo stati costretti a lavorare finora". 

Il provvedimento, in realtà, non inventa nulla di nuovo, semplicemente applica la normativa regionale sul turismo risalente al 1986, che prevede la realizzazione di presidi permanenti per le guide turistiche all'interno dei siti archeologici. Un'inadempienza che la vice presidente dell'Associazione guide turistiche campane spiega così: "In passato non si avvertiva la necessità di istituire presidi fissi perché gli spazi visitabili erano più ristretti e l'affluenza di turisti era minore, rispetto ad oggi. Con il passare degli anni la situazione è cambiata, in generale è mutata la concezione delle aree museali, concepite adesso come luoghi nei quali offrire numerosi servizi ai visitatori, e Pompei, in particolare, è diventato il sito archeologico più visitato al mondo". 

"A questa motivazione – sottolinea la De Vincenzo – si aggiunge la totale chiusura al dialogo con le associazioni di categoria dimostrata dagli enti che, pur essendo i nostri principali interlocutori, hanno ignorato il valore aggiunto rappresentato dalla nostra professionalità e anzi ci hanno denigrato, considerando inutile il nostro lavoro. Nonostante questo difficile contesto, le guide turistiche hanno continuato a lavorare, autorganizzandosi e cercando di sopperire alla carenza di regolamentazione e in contrasto con la Soprintendenza, che non ha mai teso la mano". Una storia infinita che adesso, grazie al nuovo provvedimento, si spera possa terminare. 

UN ESEMPIO PER ALTRI SITI MUSEALI. Pompei potrebbe fare da apripista per situazioni analoghe in altri siti museali della Campania: "Se la regolamentazione avrà successo – afferma Daniela De Vincenzo – sulla scia di Pompei si potrebbero istituire postazioni per le guide turistiche in altri luoghi che richiamano grandi flussi di visitatori. Penso, per esempio, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un fiore all'occhiello del nostro patrimonio museale, che noi definiamo 'terra di nessuno'. Ma la situazione rispetto a Pompei è diversa. In questo caso ci troviamo di fronte a un accordo stipulato in seno alla Comunità europea che prevede la possibilità di impiegare, per le visite, le guide turistiche straniere che accompagnano i gruppi. 

"Secondo noi – continua la De Vincenzo – dovrebbero essere fissati limiti di territorialità, perché è impossibile che una guida turistica straniera abbia una conoscenza approfondita, come invece deve essere per chi svolge seriamente questa professione, del vasto patrimonio artistico italiano". Ma l'obiettivo, per il momento, restano gli Scavi di Pompei: "Per noi è già una vittoria aver ottenuto finalmente questa regolamentazione. Speriamo che tutto fili liscio e, per il resto, si vedrà".


LINK:
- Soprintendenza archeologica Napoli e Pompei