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Via Francigena, Costa: "Salvare gli antichi itinerari europei per favorire il turismo culturale"

Commissione e Parlamento Ue, negli ultimi anni, si sono impegnati con Regioni ed enti per ridare smalto ai gloriosi percorsi e del passato. Particolare attenzione è stata data alla via Romea, che da Canterbury conduce i pellegrini nella Capitale.

» Cronaca Viaggi e Turismo Tatiana Battini - 07/10/2011
Titolo: Bassorilievo su terracotta lungo il percorso laziale
Fonte: Foto di Francesca Nanni

La Storia narra che fu l'arcivescovo Sigerico, nel 990 d.c., ad 'aprire' per primo il cammino della Francigena giungendo da Canterbury a Roma per visitare papa Giovanni XV. Il percorso ufficiale, che nei secoli successivi è stato battuto da migliaia di pellegrini diretti a Roma (e poi a Brindisi, da dove si imbarcavano in direzione di Gerusalemme), si compone di 79 tappe.

Da Canterbury, la Via Romea, come è anche chiamata la Francigena, attraversa la Francia e la Svizzera ed entra in Italia. Ha una lunghezza di 1800 Km e, nel tratto italiano, interessa sette regioni (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria , Toscana, Lazio) e 140 Comuni, per un totale di 44 tappe. Proprio come il Cammino di Santiago de Compostela, anche la Francigena non ha mai smesso di essere percorsa da numerosi pellegrini, camminatori e turisti, ma a differenza del sentiero Jacopeo, la Romea è meno 'battuta' perché diversi tratti del percorso sono disagevoli e carenti da un punto di vista strutturale e di sicurezza. 

LE 'PASSEGGIATE FRANCIGENE'. Per salvaguardare il percorso che attraversa la nostra Penisola da Nord a Sud, l'onorevole Silvia Costa, parlamentare europea, di concerto con il Consiglio d'Europa e con le istituzioni politiche locali delle varie regioni interessate, sta lavorando alacremente affinché la Via Francigena sia presto un Cammino agibile in ogni suo tratto, con ostelli o alberghi diffusi lungo il percorso e con una segnaletica adeguata lungo la Via. Con questo intento la parlamentare europea ha ideato l'iniziativa delle 'Passeggiate Francigene', giunta quest'anno alla seconda edizione, e che vede ogni anno protagonista una regione toccata dalla Via. Protagonista della scorsa edizione è stata la Toscana, quest'anno è toccato al Lazio. L'evento, suddiviso in due giornate (30 settembre e primo ottobre), ha interessato il territorio della Tuscia con una passeggiata lungo un tratto della Romea e la visita delle bellezze storiche di Sutri e Viterbo, e la giornata seguente dedicata al itinerario romano. L'iniziativa è volta al recupero delle tappe laziali e ha visto riunite le istituzioni di livello europeo e locale, oltre ai numerosi camminatori e appassionati. "Grazie all'interessamento del settore cultura della Regione Lazio sono stati realizzati 170 Km di messa in sicurezza della via Francigena - hanno sottolineato gli esponenti politici locali in conferenza stampa -, oltre alla creazione di guide multimediali del percorso georeferenziato scaricabili gratuitamente dal sito della Regione".


[Da sinistra, l'europarlamentare Silvia Costa, il sindaco di Sutri Guido Cianti e il capogruppo Pd al parlamento Ue, David Sassoli. Foto di Francesca Nanni]

GLI ITINERARI DEL CONSIGLIO D'EUROPA.  In questo quadro di valorizzazione e cura del territorio si inserisce il progetto di salvaguardia dei 29 itinerari culturali e religiosi europei, lanciati dal Consiglio d'Europa nel 1987, uno dei quali è la Via Francigena: "Stiamo lavorando affinché il programma riguardante la valorizzazione del Cammino divenga il programma di punta dell'Europa - ha detto in conferenza stampa Alberto D'Alessandro, membro del Consiglio d'Europa -. Il Consiglio promuove questo progetto da 23 anni, e oggi finalmente c'è un consenso da parte di tutte le istituzioni europee (Consiglio, Commissione, Parlamento) e tutte le regioni, le province e i comuni interessati". "Puntare sulla cultura e sul turismo - ha concluso D'Alessandro - è anche un modo per contribuire ad abbattere la crisi economica creando nuove opportunità lavorative". La Commissione e il Parlamento Ue intendono contribuire a "valorizzare la Romea e tutti gli antichi sentieri nella loro dimensione storica, culturale e spirituale - ha aggiunto l'onorevole Silvia Costa -, e come vere e proprie traiettorie di sviluppo territoriale, culturale e ambientale di qualità". La nuova politica per il turismo delineata dal Parlamento si basa infatti su una stretta cooperazione tra le autorità europee, nazionali, regionali e locali con i soggetti sociali ed economici "puntando sull'novazione, la qualità e il rilancio di nuova occupazione, soprattutto giovanile".

LA VIA CHE UNISCE LE CULTURE E POPOLI.
Il rilancio della Via Francigena, così come di tutti gli itinerari culturali, storici e religiosi europei, "È fondamentale in un momento di crisi dell'identità europea, sia economica che sociale - ha proseguito la Costa -. Una delle grandi sfide che ci si pone di fronte è quella di rendere competitivo il 'Sistema Europa', capace di valorizzare le diversità culturali che sono la sua forza e la sua ricchezza. Uno dei modi per farlo è salvaguardare gli antichi sentieri, i cammini dei pellegrini, dei mercanti, degli intellettuali, dei grandi viaggiatori, della gente comune. Accoglienza, accessibilità, ospitalità, valorizzazione del territorio - ha continuato la Costa -: è attraverso queste parole chiave che intendiamo operare per rilanciare la Via Francigena. Oltre a ciò, vogliamo orientare gli interventi sempre più verso la sostenibilità, il rispetto ambientale, con un occhio attento alla produzione enogastronomica locale".


[Pellegrini in località 'Querce d'Orlando', nel Comune di Capranica. Fotografia: Foto di Francesca Nanni]

RILANCIARE IL TURISMO DI QUALITÀ.  Nei giorni scorsi, a Strasburgo, è stata approvata la Risoluzione sul Turismo del Parlamento Europeo, che fa seguito alla Comunicazione sul Turismo Europeo del ministro Tajani (vice presidente della Commissione Europea). "È un segnale forte che giunge dall'Europa - sottolinea la parlamentare europea -, si vuole rilanciare fortemente la cultura e il paesaggio". Come ha spiegato la Costa, l'80 per cento delle persone che vengono in Europa lo fa per godere della cultura e del paesaggio, "e sappiamo quante volte la classe politica si è trovata a tagliare fondi destinati a questi due settori". Il modo di agire è uno solo: unendo le forze e le rispettive competenze: assessorati al turismo e della cultura, la politica legata alla piccola e media impresa, la politica legata allo sviluppo del territorio e la politica legata all'agricoltura. "Il recupero e la valorizzazione della Via Francigena è un'iniziativa che rientra a pieno titolo nel cosiddetto 'Marchio Europa', che certifica il turismo di qualità - ha aggiunto l'onorevole -, una carta che l'Europa deve giocare bene se vuole competere con le potenze globali".  

Il Vecchio Continente, infatti, è ancora la prima destinazione del turismo mondiale, ma è incalzata da molti altri Paesi. La raccomandazione espressa da Silvia Costa è quella di tutti coloro che alla Francigena tengono: "Tendiamo l'orecchio alle richieste dei pellegrini che il cammino l'hanno fatto e sanno bene quali sono le carenze, ascoltiamoli quando parlano della mancanza dell'ospitalità diffusa accessibile a tutte le tasche, a tutte le età e accessibile alle persone diversamente abili, quando chiedono maggiore cura del territorio e maggiori servizi lungo il cammino. I camminatori sono, in fondo, i nostri grandi alleati, e insieme a loro occorre si crei sempre maggiore collaborazione tra enti locali e istituzioni" In rappresentanza dell'Europa, alle Passeggiate Francigene del 30 settembre e primo ottobre ha partecipato anche la giovane parlamentare Ue, Mojca Kleva, la quale si è detta entusiasta per il modo, tutto italiano, di 'essere in cammino': "La Via Francigena trasmette una grande energia a chi la percorre, questa emozione è dovuta alla compresenza di più fattori lungo un unico tragitto: bellezze architettoniche, paesaggistiche, enogastronomiche...La passeggiata nella Tuscia mi ha fatto scoprire città splendide, tra le quali Viterbo, dove tornerò appena possibile per visitarla con calma".

LA TOSCANA INVESTE SULLA FRANCIGENA...E IL LAZIO? Alcune regioni d'Italia di stanno muovendo da tempo per la valorizzazione della Via Romea,  la Regione Toscana ha messo a punto un preciso 'piano lavori', che comprende la progettazione di opere e la relativa distribuzione di risorse a tutte le province e i comuni toscani, per avere una serie di obiettivi comuni da realizzare in un tempo determinato. "Questa modalità potremmo farla nostra e lavorare di concerto anche a livello di Regione Lazio - ha detto Silvia Costa -. Purtroppo però, so che  il Lazio sta disinvestendo sulla Via Francigena. In passato sono stati elargiti 10 milioni di euro a vantaggio anche di tutti i comuni laziali toccati dalla Francigena, spero che, grazie anche ai fondi strutturali europei, si possa rimettere in moto questo processo di valorizzazione del cammino e di tutto il territorio italiano".

DAVID SASSOLI: "PREPARIAMOCI ALL'ASSALTO DEI TURISTI MONDIALI". "Al di là dell'aspetto spirituale e intimo che caratterizza ogni Cammino, la Via Francigena è un'opportunità di coesione sovranazionale - ha ricordato il giornalista e capogruppo del Pd al parlemento europeo David Sassoli, durante la Passeggiata Francigena dello scorso 30 settembre -, perché attraversa popoli e culture diverse, e rilanciarla nel suo insieme non può che fare a bene al turismo italiano ed europeo". "A tal proposito - ha proseguito - vorrei sottolineare che, secondo dati presenti nella Relazione sul Turismo pubblicata dalla Commissione Europea, nel prossimo futuro il numero dei visitatori che giungerà in Europa sarà molto maggiore rispetto al numero attuale, e non occorre sottolineare che la gran parte dei turisti che vengono a visitare il Vecchio Continente si ferma in Italia. Dobbiamo essere preparati a questa nuova ondata di spostamenti, perché cultura e turismo sono le due armi vincenti europee e ancor di più italiane". "Occorre inoltre saper utilizzare i finanziamenti che - ha detto l'europarlamentare - l'Europa mette a disposizione delle Regioni. Troppo spesso, sia per incapacità tecnica che per superficialità, la gran parte dei fondi donati alle regioni non si tramuta in opere concrete, e questo è un fatto gravissimo. Abbiamo poco tempo per prepararci e giocare la nostra carta a livello turistico, e non possiamo permetterci il lusso di perdere questa partita, perché l'Italia ha bisogno di un rilancio in ogni settore, non di una regressione". "Un discorso altrettanto importante - ha poi concluso Sassoli - è quello delle nuove tecnologie: l'unico modo per rilanciare il turismo nei piccoli centri, e in questo mi ricollego al discorso della Francigena e di tutti i comuni che attraversa, è quello di creare una struttura in Rete che li accomuni, che permetta un interscambio tra realtà locali e al contempo che li renda ben visibili e accessibili ai fruitori del web, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione mondiale".

LUCI E OMBRE DELLA VIA FRANCIGENA. "Da camminatore e fondatore dell'associazione 'Movimento Lento' - ha raccontato Alberto Monte in conferenza stampa - posso dire che da un anno, finalmente, si sta creando un circolo virtuoso di collaborazione tra enti, istituzioni e associazioni. La Francigena è una catena, e la catena è forte come il più debole dei suoi anelli: se il percorso di Formello è perfetto, altri percorsi sono fortemente lacunosi, come il tragitto lungo la Trionfale a Roma, in cui il pellegrino è costretto a camminare accanto ai camion che sfrecciano sull'asfalto, perché mancano 800 metri di marciapiede. Una disomogeneità del genere è impensabile, soprattutto perché i camminatori hanno compiuto centinaia di Km per proprio allo scopo di raggiungere la Capitale, e dunque l'accesso alla città non può essere quello che è oggi. 

Tra le numerose opere in soccorso alla Romea vorrei ricordare la posa della segnaletica lungo il tragitto, molto chiara e discreta, e aprire una parentesi sull'accoglienza. Nella città di Viterbo, che fino a poco tempo fa mancava di un ostello, è sorta una struttura che, ve lo dico da pellegrino che ha percorso anche Santiago, può essere uno degli ostelli più belli e ricercati d'Europa. I due punti deboli del percorso laziale sono Sutri e Vetralla. Sutri ha un capolavoro di percorso, ma manca di strutture di accoglienza tanto che, per riposare, il camminatore che giunge nella cittadina è costretto ad allungare di altri tre Km per trovare ospitalità in un convento di suore. A Vetralla c'è un parroco che accoglie i pellegrini come può, ma lo spazio e il contesto non sono adatti. Per il resto sono stati computi passi avanti enormi e l'Europa se n'è accorta: ieri sul cammino eravamo undici italiani , due tedeschi, due francesi, uno spagnolo e una scozzese. Quando siamo giunti a Campagnano, nella piazza principale, sembrava di essere in una delle piazze del percorso di Santiago, è stato davvero emozionante. La Francigena si è messa in moto, e da ora in avanti la strada è tutta da percorrere". 

LINK
-Francigena Lazio
- Via Francigena

MATERIALE
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Ministero del Turismo - il Rapporto 2010 (pdf)