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Afghanistan, Pakistan e Kurdistan iracheno: ecco le mete "estreme" dei turisti britannici

Secondo il quotidiano inglese Times nel 2014 sono raddoppiate le prenotazioni nei tour operator specializzati nei viaggi in Medio Oriente. Costo 5mila sterline, voli esclusi, e l'assunzione di responsabilità per possibili incidenti a carico dei clienti

» Cronaca Viaggi e Turismo Emanuele Dorru - 05/01/2015
Fonte: Immagine dal web

Sfidare la sorte, partendo alla volta dell'Afghanistan, incuranti dei talebani e degli attentati kamikaze. Non sono i volontari di associazioni umanitarie e ONG, bensì turisti, britannici per l'esattezza e molto facoltosi, che da qualche tempo scelgono il Medio Oriente come meta capace di suscitare in loro forti emozioni. Il dato, sicuramente singolare ed in controtendenza con tutte le possibili destinazioni al top - e più sicure - scelte dal popolo dei viaggiatori, arriva direttamente dal quotidiano inglese Times che se da una parte ci informa che i tour operator specializzati nel 2014 hanno registrato prenotazioni da record, dall'altra continua a ripetere che questo genere di Paesi sono inseriti dal Foreign Office (il ministero degli Esteri inglese) nella lista nera delle nazioni dove non mettere piede.

Ma nulla ferma l'avanzata dei viaggiatori estremi verso Afghanistan, Pakistan e perfino il Kurdistan iracheno, Paesi negli ultimi mesi sconvolti dalla minaccia dell'Isis (Islamic State of Iraq and Syria). "I nostri clienti vogliono vedere oltre i titoli dei giornali e capire da soli quello che sta accadendo", ha commentato nei giorni scorsi Jonny Bealby, fondatore di una delle agenzie specializzate in questo genere di viaggi. Secondo lui, non si tratta di persone sconsiderate, solo in cerca del brivido. "Tutt'altro - ha sottolineato il titolare dell’agenzia -, sono molto informate e soprattutto critiche nei confronti dei media che, secondo loro, tenderebbero ad esagerare la realtà sul campo". Da questo punto di vista, il Times evidenzia che alcuni turisti sono voluti partire per vedere l'Afghanistan addirittura prima del ritiro delle truppe NATO.


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Ma quanto costa un viaggio di questo tipo? Stando ai dati pubblicato dal Times, due settimane in cui si toccano Kabul, Herat ed i laghi di Band-e-Amir, costa quasi 5mila sterline, voli esclusi. E dal momento che i rischi sono alti, così come sanno gli stessi viaggiatori, i tour operator seguono gli avvisi del Foreign Office ma, stando alla stampa inglese, spesso sono ambigui e non corrispondenti alla realtà. quindi preferisce informarsi coi propri contatti sul posto. Per i turisti sono pochissime le opzioni di assicurazione. I tour operator menzionati nell'articolo del Times, infatti, spiegano di non aver mai registrato nessuna vittima o ferito e di aver portato a casa sani e salvi migliaia di viaggiatori. Anzi, spesso per essere sicuri e tutelarsi da eventuali denunce, prima della partenza fanno firmare dei documenti in cui i clienti si assumono tutte le responsabilità di possibili incidenti. Di fronte a certe mete dunque, come ad esempio il Kurdistan iracheno, anche le agenzie più temerarie si mostrano caute, spiegando anche a caratteri cubitali sui loro siti web che  la situazione nei Paesi a rischio viene costantemente monitorata. Se il rischio è il loro mestiere, meglio svolgerlo con le dovute cautele.


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