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Souvenir: meglio quello alimentare. Battuti gadget e oggetti più tradizionali

Secondo un sondaggio di Coldiretti 6 turisti su 10 tornano a casa con prodotti tipici nella valigia (olio, vino, formaggi) preferiti a cartoline o magliette, mentre resiste l'artigianato (25%). "Tendenza in rapido sviluppo" e motore per l'economia locale.

» Cronaca Viaggi e Turismo Gianluca Colletta - 02/09/2010
Fonte: Coldiretti

Anche il souvenir cambia aspetto. Addio a cartoline, monumenti in miniatura, magliette o gadget. Meglio un buon vino, un formaggio tipico o generi alimentari caratteristici della zona in cui si trascorrono le ferie. Una moda sempre più diffusa e che, secondo un sondaggio di Coldiretti, sta spopolando nel nostro territorio.

Quello dei souvenir alimentari è un settore in costante crescita tanto che quasi sei italiani su dieci lo preferiscono ai più tradizionali ricordini da infilare in valigia. Apprezzati anche i prodotti artigianali locali come ceramiche, oggetti in legno o tessuti, scelti dal 25 per cento dei vacanzieri, mentre sembrano decisamente fuori moda i prodotti che fino a qualche tempo fa spopolavano al rientro dalle ferie, acquistati solo dall'8 per cento dei turisti. Rimane infine un 10 per cento che rinuncia a qualsiasi tipo di ricordo.

Colpa della crisi ma non solo. Gli italiani e gli stranieri che affollano gli alberghi, i villaggi o gli agriturismi nostrani preferiscono ad inutili acquisti, che nella maggior parte dei casi rischiano di finire in uno scatolone in cantina o di rimanere ad impolverarsi su uno scaffale nascosto in qualche angolo della casa, cose più pratiche, da condividere con gli amici o i parenti una volta ritornati alla normale routine quotidiana.

Ecco allora che i prodotti tipici rappresentano un vero motore trainante per l'economia locale. Non solo vino e formaggi dunque, che sono quelli che vanno per la maggiore, ma anche olio di oliva, salumi, conserve, miele, pasta, dolci e ogni altro genere di sapore che è stato capace d catturare l'attenzione e il palato dei passanti. "Una tendenza in rapido sviluppo favorita - continua la Coldiretti - dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verificata nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, feste e sagre di ogni tipo".

Tutto ciò rappresenta un ulteriore conferma di quanto sia importante il turismo enogastronomico nel nostro Paese. Un settore che vale circa cinque miliardi di euro e che è l'unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell'offerta turistica nazionale. Il tutto favorito dalla grande varietà di offerta dovuta ai percorsi turistici legati a questo settore che può contare su 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali gustare i sapori del territorio e, oltre ai diciottomila agriturismi, 63mila tra frantoi, cantine, malghe e cascine dove comperare direttamente dai produttori senza intermediazioni.

"L'Italia è l'unico paese al mondo che - precisa la Coldiretti - può contare anche sulla leadership europea nella produzione biologica e nell'offerta di prodotti tipici con ben 210 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4mila 511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 498 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt)".

L'estate 2010 è stata caratterizzata inoltre dall'apertura, nelle principali località turistiche, di oltre 500 mercati di agricoltori, nell'ambito dell'iniziativa 'Campagna amica' organizzata da Coldiretti. "Un'opportunità – sottolinea l'associazione – per i vacanzieri italiani e stranieri, che possono così garantirsi souvenir esclusivi e di qualità, ma anche un'occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare specialità territoriali uniche ed inimitabili".

Che si tratti di acquisti in negozi specializzati o di un passaggio diretto dal produttore al consumatore sembra ad ogni modo chiaro che il marchio Made in Italy continui a spopolare nel nostro paese e nel mondo, almeno per quanto riguarda i prodotti tipici alimentari. Un vero motore per l’economia e il settore vacanziero. E se da un lato l'occhio vuole la sua parte, soddisfatto da paesaggi mozzafiato e monumenti unici che solo in Italia si possono trovare, il palato sta rivestendo un ruolo sempre più importante.