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Vacanze: italiani primi in Europa per giorni di ferie non goduti

Un sondaggio di Expedia realizzato da Harris Interactive, incorona i giapponesi come i più stakanovisti, con solo 9,5 giorni di riposo. In Italia, il 49% non sfrutta tutti i giorni disponibili e il 10% rinuncia alle ferie se il partner non può spostarsi.

» Cronaca Viaggi e Turismo Valentina Marsella - 01/07/2010
Fonte: immagine dal web

Le statistiche continuano ad incoronare il popolo giapponese come il più stakanovista sul lavoro, tutto casa e ufficio. Gli abitanti del Paese del Sol Levante sono i lavoratori che mediamente, ogni anno, si concedono il minor numero di giorni di ferie, ossia appena 9,5. Seguiti dagli americani, che staccano la spina al massimo per due settimane. Agli antipodi, i francesi, che anche quest'anno, con ben 37,5 giorni di vacanza disponibili e 34,5 goduti, si confermano i più vacanzieri al mondo. Seguono canadesi e svedesi, che, rispettivamente, si concedono 17,5 e 24 giorni di ferie. Dopo i francesi spiccano, per giorni di vacanza sfruttati, spagnoli e danesi (28,5 e 27). 

Lo confermano i dati di un'indagine realizzata per Expedia da Harris Interactive, che ha stilato la top ten dei vacanzieri, attraverso un sondaggio online, su un campione di 513 adulti occupati con più di 18 anni per gli Stati Uniti, 608 con più di 18 anni per l'Italia, 576 con più di 16 anni per la Gran Bretagna, 526 ultrasedicenni per la Francia, 521 per la Germania, 542 per la Spagna, 477 per la Danimarca, 520 per la Norvegia e 465 per la Svezia. 

E gli italiani? Sebbene quest'anno sia aumentato, in media, il numero di giorni di ferie disponibili (32,5 contro 31 dello scorso anno), sono primi in Europa per giorni di vacanza non goduti, circa 6, lasciando sul piano ferie il 18,4 per cento dei giorni disponibili. E, in questo, sono secondi solo ai giapponesi (7,5 giorni avanzati) che rappresentano il vero modello di 'stakanovisti', con il record negativo di giornate a disposizione (16,5, quasi la metà degli italiani) e oltre il 45 per cento di giorni di ferie non sfruttati. Se si guarda alle ore di lavoro settimanali, sono più i francesi, tedeschi e americani a lavorare più di 40 ore, rispettivamente, il 54 per cento, il 47 per cento e il 46 per cento, seguiti da inglesi (37 per cento), svedesi e norvegesi (30 per cento), italiani (28 per cento) e, a chiudere, danesi e spagnoli (26 per cento). 

Il sondaggio mette in luce che i lavoratori del Bel Paese primeggiano anche, a pari merito con i danesi, per percentuale di intervistati che hanno ammesso di non sfruttare tutti i giorni disponibili (49 per cento), seguiti da americani (37 per cento) e norvegesi (26 per cento). A prova della loro attitudine 'work addicted', il 33 per cento dei tedeschi ammette di aver cancellato o rimandato le proprie vacanze per motivi di lavoro, ben lungi dai danesi, cui è capitato solo nel 13 per cento dei casi. Gli italiani si collocano nel mezzo, con un 18 per cento di lavoratori che ha subito questo tipo di inconveniente. Norvegesi e americani, invece, sono i meno capaci a staccare completamente dal lavoro durante le ferie: il 34 per cento dei norvegesi e il 30 per cento degli americani controllano la casella mail di lavoro anche in ferie. 

Ma perchè si rinuncia spesso alle ferie? Il 10 per cento degli italiani lo fa per l'impossibilità del partner a prendersi giorni di vacanza, "preferendo - fa notare Expedia - restare a casa pur di non abbandonare la meno fortunata dolce metà, confermandosi secondi in romanticismo solo ai colleghi spagnoli, abituati nel 12 per cento dei casi a questo tipo di sacrificio. I giapponesi, neanche a dirlo, almeno nel 45 per cento dei casi, dichiara di essere troppo impegnato per riuscire a partire - continua Expedia -  mentre per il 12 per cento dei tedeschi il lavoro rappresenta la 'vita' e sono per questo disposti a far a meno delle ferie. Ancora, un 8 per cento degli italiani preferisce essere pagato per le ferie non usufruite (come molti dei lavoratori di altre nazionalità), cercando magari di sfruttare di più i weekend e i piccoli break". 

Sempre un 8 per cento  è costretto a rinunciare a causa degli impegni scolastici dei figli, la percentuale più alta in Europa. E ancora, per un altro 8 per cento c'è il problema di non avere abbastanza preavviso per riuscire a sfruttare le vacanze come si vorrebbe. Ciò a dimostrazione, secondo Expedia, degli impedimenti pratici che ancora oggi ostacolano una maggiore diffusione in Italia del concetto di 'early booking' e della scarsa consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla prenotazione anticipata del proprio viaggio. In media, infatti, i tempi di prenotazione registrati dagli utenti italiani sono davvero bassi: circa 25 giorni di anticipo sulla partenza. 

"Sappiamo che noi italiani tendiamo a prenotare le vacanze all'ultimo momento e, nonostante sia possibile trovare buone offerte in questo senso, prenotare in anticipo rappresenta l'occasione per scegliere tra un'offerta più ampia di voli e alberghi, usufruendo di maggiori risparmi e flessibilità", spiega Giovanna Picciano, marketing manager di Expedia per l'Italia. "In questa ottica, è anche più semplice trovare la soluzione di viaggio - sottolinea - che meglio si adatta alle esigenze del partner o dei figli. Con il tool 'il mio itinerario' disponibile su Expedia.it vogliamo ulteriormente facilitare le coppie e le famiglie nella scelta della loro vacanza". 

A dimostrazione dell'importanza che le ferie ricoprono nella vita degli italiani, quasi la metà degli intervistati (47 per cento) che si godono le vacanze affermano di ritornare agli impegni quotidiani più riposati e con un rinnovato equilibrio tra vita privata e lavoro, mentre quasi un terzo di loro (28 per cento) si sente più produttivo. La Picciano conclude che, per aiutare i viaggiatori che vogliono risparmiare sul volo restando nel nostro Paese o semplicemente concedersi un paio di giorni alla scoperta delle bellezze italiane o del mare nostrano,"stiamo arricchendo il nostro sito con offerte speciali valide per tutta l'estate su gran parte degli oltre 11mila hotel disponibili sul sito, per non rinunciare a viaggiare nemmeno in luglio e agosto, la stagione preferita dagli italiani".