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Cicloturismo: una filosofia di vita

La testimonianza di Lorenzo Caracciolo, appassionato di tour sulle due ruote e presidente dell'associazione fiorentina 'Viaggiare in bici'.

» Cronaca Viaggi e Turismo Ester Trevisan - 01/07/2010
Fonte: www.viaggiareinbici.it

Il primo viaggio in bici lo ha fatto appena raggiunta la maggiore età, partendo in auto da Firenze alla volta di Amsterdam e proseguendo poi dalla capitale dei Paesi Bassi fino a Londra. 

Circa 500 chilometri percorsi in solitaria. A questa prima elettrizzante avventura ne sono seguite molte altre, tra cui due viaggi in Sicilia che ricorda con grande emozione. Lorenzo Caracciolo oggi di anni ne ha 28 e, insieme con un amico, un paio di anni fa ha fondato l'associazione 'Viaggiare in bici' che ha sede a Firenze e ora conta circa 50 soci soprattutto del Nord Italia.

Lorenzo, puoi dirci chi è il viaggiatore tipo?
"Viaggiare in bici è una tendenza prevalentemente da single che rientrano nella fascia d'età 30-50 anni. Non si tratta necessariamente di sportivi. Le famiglie che praticano il cicloturismo preferiscono i percorsi del Trentino, più semplici e meno impegnativi".

Quanto tempo richiede un viaggio di questo genere?
"Si devono calcolare non meno di dieci giorni. Poi, ovviamente, dipende dalla meta e dalle distanze. Comunque si può arrivare anche a un mese. Per chi intraprende per la prima volta un viaggio in bici, i primi due o tre giorni sono caratterizzati da un totale spaesamento, ma poi, una volta preso il ritmo, non si vorrebbe più tornare a casa".

Quali punti in comune hanno cicloturismo e ciclismo?
"Quasi nessuno, si tratta di due approcci molto diversi. Il cicloturista non è un fanatico, usa la bicicletta come un mezzo di trasporto che gli consente di stare a diretto contatto con la natura. Il ciclista, invece, è animato da un forte spirito competitivo, guarda soltanto alla prestazione e non parte se la bicicletta non è superaccessoriata, per esempio in carbonio oleato".

Viaggiare in bici: per te cosa significa?
"Per me, e per tutti i cicloturisti, viaggiare in bici è una filosofia di vita, soprattutto se praticato individualmente. È un modo diverso di rapportarsi con il mondo: nell'abitacolo di un'auto tutto è sterilizzato, mentre in bici è possibile sentire gli odori e i suoni della natura. Viaggiare in bici, però, è molto faticoso: al cicloturista deve leggermente piacere soffrire, la sfida della strada lo deve gasare".

Quali sono i costi per un viaggio del genere?
"Sbaglia chi pensa che viaggiare in bici sia economico: con un euro di benzina, si possono percorrere 10 chilometri, ma per coprire la stessa distanza in bici di euro ce ne vogliono 5 perché il carburante, in questo caso, è rappresentato dal cibo. Per pedalare si consumano molte energie e, perciò, l'alimentazione deve essere adeguata. E poi, soprattutto d'estate, bisogna mettere in conto il notevole fabbisogno di acqua: in media, un cicloturista deve berne 7-8 litri al giorno che, tradotto in termini economici, significa spendere 10 euro".

E se durante il percorso la bicicletta si rompe?
"Beh, dipende dalla zona in cui ci si trova e dal tipo di problema. Se si tratta semplicemente di una ruota forata, si può provvedere autonomamente con l'attrezzatura che si porta con sé. In casi più difficili, come per esempio un guasto meccanico, è necessario l’intervento di un biciclettaio, ma bisogna essere fortunati a trovarne uno, visto che non sono così diffusi come le officine per le riparazioni delle auto. A me, per esempio, è capitato in Calabria di dover fare 20 chilometri a piedi per trovarne uno".

LINK
- Associazione di cicloturismo "Viaggiare in bici"