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La Germania? "Nessuno è invincibile", parola di Cesare Prandelli

Dopo la vittoria 4-2 contro gli inglesi, il CT si prepara alla sfida di giovedì che mette in palio un posto nella finale di Euro 2012. Stampa inglese ammette: "Italia è di una classe superiore", e vince anche in tv con 22 mln per i rigori

» Calcio Redazione - 25/06/2012
Fonte: BBC

"La Germania è molto forte, ma nessuno è invincibile. L'Italia non ha il 'braccino corto', cresce e giocherà con coraggio per attaccare". Dopo la vittoria 4-2 ai calci di rigore contro gli inglesi Cesare Prandelli si prepara alla sfida che giovedì mette in palio un posto nella finale di Euro 2012. A Varsavia, nella seconda semifinale del torneo, gli azzurri affrontano la Germania. "Abbiamo poco tempo per recuperare, due giorni in meno rispetto alla Germania sono tanti. Giocare - evidenzia il commissario tecnico in conferenza stampa a Cracovia - una semifinale con tale disparità non è sinonimo di spettacolo. La Uefa dovrà affrontare il problema del calendario nel prossimo torneo".

"Dobbiamo mettere in campo una squadra atleticamente viva, ci sarà da lottare. Se prepariamo bene la partita, non ci sono squadre invincibili. Spagna e Germania - dice - sono veramente forti, ma tutti in qualche momento concedono qualcosa". "La preparazione del match deve riguardare anche i particolari. Possiamo fare la nostra partita, abbiamo questa consapevolezza: sappiamo di dover rischiare, preferisco subire un gol in contropiede", spiega Prandelli, promettendo un'altra prestazione "generosa e coraggiosa" della sua selezione.

"La squadra cresce partita dopo partita, vuole misurarsi con i grandi avversari giocando a calcio. In queste gare - dice il commissario tecnico - abbiamo avuto il coraggio di provare e siamo stati premiati. Ci sono tanti modi per arrivare al risultato, siamo obbligati a cercare di seguire questa strada". "A fare la differenza sono le squadre che hanno coraggio di giocare per 90 minuti. Per la prima volta, forse, questi ragazzi si rendono conto di avere qualità straordinarie", aggiunge. La 'rivoluzione culturale' nella patria del catenaccio è solo all'inizio: "Non dobbiamo dimenticare il nostro passato, ma siamo consapevoli che possiamo offrire un calcio propositivo. Abbiamo la responsabilità di provarci: se siamo 17esimi nel ranking Uefa, vuol dire che c'è qualche problema. Se non vogliamo vedere Mondiali e Europei davanti alla tv, dobbiamo darci una mossa. E il messaggio deve partire dall'alto: non siamo venuti qui con il 'braccino corto', non siamo venuti qui per speculare".

E a chi sogna già la finale, il CT replica: "In questo momento, penso a quali giocatori posso recuperare. Penso alla preparazione della gara. Se pensiamo tutti che giovedì sarà una gara difficile e equilibrata fino alla fine, usciremo vincitori. Se pensiamo ad altro, non abbiamo possibilità". Finora, l'Italia ha fatto strada nonostante le evidenti difficoltà in fase realizzativa. "La partita di ieri era la più difficile per Mario e Antonio", dice soffermandosi sulla prestazione fornita da Balotelli e Cassano contro l'Inghilterra.

"Abbiamo trovato una squadra che giocava con la linea difensiva e con il centrocampo raccolti in 15 metri. Balotelli - dice promuovendo Super-Mario - è stato un punto di riferimento, gli è mancata un po' di fortuna nelle conclusioni: ma si è fatto trovare pronto, la sua prova è stata più che sufficiente". "Cassano - dice facendo riferimento in particolare al milanista - è andato al tiro 3 volte, è alla quarta partita in pochi giorni dopo tanti mesi di inattività: sappiamo che può soffrire per il ritmo della gara. Averne di giocatori come Cassano, anche per 40-50 minuti".

"Di sicuro - osserva -, dobbiamo arrivare nella zona cruciale per chiudere le azioni. Dobbiamo migliorare nei tempi degli inserimenti. Abbiamo portato molti centrocampisti nell'area di rigore avversaria: quando vedo 5 giocatori davanti alla porta, vuol dire che siamo sulla strada giusta per vincere". A centrocampo, poco da aggiungere agli elogi che Andrea Pirlo si è guadagnato con una 'direzione d'orchestra' strepitosa: "La sua continuità è impressionante". "Decisivo, ovviamente, anche Gigi Buffon: "Cosa ci siamo detti prima dei penalty? Rimane tra noi". È possibile pensare ad una nuova svolta tattica dopo il ritorno alla difesa a 4? "La Germania gioca con una punta centrale e con esterni che vanno in profondità. L'aspetto tattico è l'ultimo dei problemi: quando si parla di modulo, si parla di difesa. Ma noi ieri - afferma il tecnico - abbiamo avuto il 68 per cento del possesso del pallone. Sono convinto che, anche cambiando l'assetto tattico, possiamo mantenere l'equilibrio che ci ha caratterizzato sinora".