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Milano-Sanremo: è Freire il re della Classicissima

Lo spagnolo ha messo il suo terzo sigillo, grazie ad uno sprint maestoso. Ora si guarda alle classiche del Nord, ma i risultati di inizio stagione (Parigi-Nizza, Tirreno-Adriatico, Vuelta Murcia) fanno ben sperare gli azzurri per il 2010.

» Calcio Gianluca Colletta - 23/03/2010

Con la Milano-Sanremo hanno preso il via le grandi classiche di primavera, che nelle prossime settimane vedranno il gota del ciclismo mondiale affrontarsi nei grandi tracciati storici del nord Europa. L'appuntamento italiano però è anche un punto d'arrivo della prima parte dell'anno delle due ruote, con il quale si iniziano a fare i primi bilanci delle prime gare.

MILANO-SANREMO. L'edizione 101 della corsa, che può valere un'intera stagione, anche se il 2010 è appena iniziato, è stata vinta dallo spagnolo Oscar Freire, che si è imposto contro ogni pronostico, dopo i successi del 2004 e 2007, eguagliando corridori del calibro di Coppi e Bartali. Alla vigilia infatti tra i favoriti c'erano Boasson Hagen e Cavendish, che si è dovuto arrendere a causa di una foratura sulla salita del Turchino, ma anche il belga Tom Boonen (giunto secondo) e il nostro Alessandro Petacchi (terzo).

La giornata era cominciata con una lunga fuga a tre (Ratti, Caccia e Piemontesi) iniziata al primo chilometro e arrivata ad avere oltre 20 minuti di vantaggio. Una volta annullato il distacco, sul Turchino c'è stata la caduta del brasiliano Fischer (costretto al ritiro con una frattura alla clavicola sinistra) e sul Capo Berta l'attacco di Bouet e Grabovsky, tutte avvisaglie dell'annunciata bagarre sulla Cipressa, che però, come accade sempre più spesso negli ultimi anni, non è stata decisiva. Si arriva quindi allo sprint conclusivo, dove Freire, senza squadra, parte in contropiede sorprendendo gli avversari e mettendo il suo terzo sigillo personale sulla corsa. Con il successo dello spagnolo le vittorie di ciclisti stranieri nella Classicissima superano quelli degli italiani (51 a 50).

PARIGI-NIZZA. La Milano-Sanremo, come di consueto, è preceduta da altre importanti gare, propedeutiche alla classica. Due corse a tappe su tutte: la Parigi-Nizza e la Tirreno-Adriatico. La 68esima edizione corsa francese è stata vinta dallo spagnolo Alberto Contador (Astana), che ha indossato la maglia del primato al termine della quarta tappa. Il vincitore dell'ultimo Tour de France era partito, sulla salita finale, a mille 700 metri dal traguardo, guadagnando 10 secondi di vantaggio sul connazionale Alejandro Valverde, piazzatosi poi secondo in classifica generale, che manterrà fino alla fine. Al terzo posto un altro spagnolo, Luis León Sánchez, mentre per i colori azzurri il migliore è stato Damiano Cuneo, 48°, ma intenzionato, piuttosto che a un buon piazzamento, a pedalare chilometri per arrivare in una buona condizione alle classiche del Nord.

TIRRENO-ADRIATICO. Soddisfazioni per l'Italia arrivano dalla corsa dei due mari. Qui la lotta è stata tutta una questione azzurra. Stefano Garzelli, alla veneranda età di quasi 37 anni, ha battuto Michele Scarponi, che per 3 giorni aveva indossato la maglia di leader, grazie ai migliori piazzamenti, visto che il tempo finale era identico per entrambi. Il marchigiano aveva vinto in solitario la quarta frazione, concretizzando una bella azione messa in scena nel finale di tappa e precedendo di 14" il gruppetto degli inseguitori, ma Garzelli è riuscito a conquistare 2" di abbuono nell'ultimo traguardo volante dell'ultima tappa, e ha gli strappato la maglia di leader e la vittoria finale.

VUELTA MURCIA. È stato il primo grande appuntamento della stagione, quello con cui iniziare a confrontarsi con gli avversari, verificando il lavoro fatto durante tutto l'inverno. In classifica generale, la vittoria è andata al ceco Frantisek Rabon, 26 anni, che aveva dominato la cronometro di 22 km. Sul podio lo hanno affiancato il dominatore dell'ultimo Giro d'Italia, Denis Menchov e l'inglese Bradley Wiggins, quarto all'ultimo Tour de France. Della partita era pure Lance Armstrong, che nonostante una settimana al di sotto delle aspettative, ha chiuso al 7° posto. Ancora non al massimo della forma, il 38enne texano dovrà lavorare ancora molto, ma per sua fortuna la Grand Boucle è ancora lontana.