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Mondiali 2010: Sasa Jovic, dalla Serbia a piedi fino al Sudafrica per sostenere la sua nazionale

Dovrà percorrere 16mila chilometri attraverso Bulgaria, Turchia, Egitto, Sudan, Etiopia e Botswana. Per il 39enne di Cacak, l'obiettivo è quello di arrivare prima del 13 giugno, giorno dell'esordio dei suoi idoli a Pretoria contro il Ghana.

» Calcio Gianluca Colletta - 19/04/2010

A differenza di Forrest Gump, che correva da un capo all'altro degli Stati Uniti senza una meta precisa, lui un obiettivo ce l'ha. Si chiama Sasa Jovic e sta attraversando tre continenti per raggiungere il Sud Africa in tempo per la prima partita della Serbia, la sua nazionale, ai prossimi Mondiali di calcio. Dovrà percorrere 16mila chilometri e lo farà prevalentemente a piedi o con mezzi di fortuna.

Ha a disposizione appena 60 giorni e alla sua partenza, lo scorso 7 aprile, ha portato con sé il sogno di vedere in azione i suoi idoli, che saranno impegnati nelle partite del Girone D a cominciare dal 13 giugno, a Pretoria, contro il Ghana, per poi vedersela contro Germania e Australia. Una grande iniezione di fiducia per questo 39enne originario di Cacak, piccola cittadina a 150 chilometri a sud di Belgrado.

Appena appresa la notizia che la nazionale Serba si sarebbe qualificata, ha iniziato ad organizzare l'avventura. Quasi un anno sopra cartine e mappe stradali, fino ad identificare il percorso più adatto. Attraverserà prima la Bulgaria, per poi scendere verso la Turchia, lasciandosi alle spalle l'Europa per entrare in Asia. Poi andrà in Egitto e percorrerà tutto il continente Africano,  passando per Sudan, Etiopia e Botswana.

Se il personaggio di Tom Hanks veniva incitato dalla folla al grido di 'corri Forrest, corri!', e si muoveva rigorosamente a piedi, Jovic non rifiuterà certo qualche passaggio. "Conto di raggiungere Città del Capo – ha detto - spostandomi sia a piedi sia con altri mezzi, come traghetti, treni, autobus e camion. Ho pianificato questo viaggio per un intero anno, e spero che i nostri calciatori mi faranno felice con tante vittorie".

Con sé porta una bandiera della Serbia e un gagliardetto della città di Cacak. È forse uno degli esempi più significativi per spiegare la frase 'cosa non si farebbe per la propria squadra del cuore'. Tifare per i propri beniamini, anche a costo di attraversare mezzo globo.

Jovic però deve fare in fretta. Ha tempo solo fino all'11 giugno, quando nel paese sudafricano inizieranno i Campionati mondiali, che si concluderanno un mese dopo. E allora, visto che l'appuntamento si avvicina a grandi passi, 'corri Sasa, corri!'