Sport e Viaggi » Sport » Calcio

Cina: calciopoli del Sol Levante, per gli arbitri nasce il corso anticorruzione

Dopo gli scandali legati a calcio-scommesse e vendita dei diritti, che hanno portato all'arresto di 20 persone, tra giocatori, allenatori, fischietti e dirigenti federali, cinque giorni di lezioni e un esame per dimostrare di essere puliti.

» Calcio Gianluca Colletta - 16/03/2010

Quattro anni dopo l'Italia, anche la Cina si risveglia con la sua Calciopoli. Una ventina di persone tra arbitri, giocatori e allenatori, oltre agli ex capi dell'Associazione Football cinesev e della commissione arbitri, Nan Yong, e Zhang Jianquiang, sono stati arrestati. Tutti con la stessa motivazione: corruzione. E contro questa piaga la Repubblica Popolare asiatica ha istituito dei campi di rieducazione.

Un mini corso di cinque giorni, al quale sono stati invitati oltre 200 fischietti, è stato organizzato dall'Associzione Football cinese (CFA). Corsi e lezioni anti-corruzione sono stati messi a punto per provare a limitare questa tendenza negativa che tra calcio-scommesse e diritti per la vendita delle partite sta dilaniando uno degli sport più praticati al mondo.

Alla fine ci sarà anche un esame, col quale gli arbitri dovranno dimostrare di essere puliti. "La rieducazione degli arbitri - ha detto Wei Di, capo dell'Associazione Football cinese (CFA) - è una parte importante della campagna anticorruzione in corso". Ancora non si sa cosa succederà a chi non supererà l'esame, ma di sicuro questo corso potrà evitare le pene, molto più severe, che normalmente sono in vigore. E se qualcuno ha commesso in passato qualche scorrettezza, avrà la possibilità di redimersi e confessare tutto. "Se qualcuno di loro ha fatto qualcosa di sbagliato - ha proseguito Wei - dovrà immediatamente restituire il denaro percepito illegalmente. Spero che possano confessare di propria iniziativa per non perdere la possibilità di salvarsi".

Ad ogni modo la Federcalcio cinese vuole chiudere la vicenda nel minor tempo possibile e restituire al mondo sportivo l'immagine pulita che dovrebbe avere. E per questo sono già state inflitte le prime pene esemplari, oltre ai venti arresti. Due squadre della massima serie nazionale sono state squalificate e retrocesse, mentre una squadra di Serie B è stata radiata dal mondo dello sport. Lo spettro del passato potrebbe essere molto più persuasivo dei corsi organizzati dalla Federazione. Gong Jianping è stato l'unico arbitro ad ammettere, nel 2003, di aver pilotato una gara. La sua punizione fu esemplare, con una condanna a 10 anni di carcere, che poi si è trasformata in una pena a vita, visto che dopo 18 mesi di detenzione è morto in prigione.

Ripensando a quello che è successo in Italia, difficilmente da noi una soluzione del genere potrebbe essere praticabile. Ogni domenica, nel nostro campionato, continuano i cori di protesta di allenatori, giocatori e presidenti, mentre dalle curve e dalle tribune ricorrono grida come 'arbitro venduto'. Molte volte basterebbe un po' di buon senso da parte degli addetti ai lavori: se un'espulsione è stata ingiusta si potrebbe non squalificare il giocatore per la gara successiva, mentre in caso di errore arbitrale il fischietto dovrebbe essere fermato per qualche turno, magari per fare un qualche corso di aggiornamento.