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Sudafrica 2010: sicurezza, è l'obiettivo primario per i Mondiali

Si muove la macchina organizzatrice. Teste di cuoio che scortano le squadre, hooligan argentini che vengono rimpatriati, le minacce di Al Qaida. Un evento che rischia di diventare una festa blindata. E dalla Farnesina un vademecum per i tifosi italiani.

» Calcio Gianluca Colletta - 11/06/2010

Migliaia di soldati, elicotteri, telecamere per sorvegliare i siti sensibili, sopratutto oggi, nel giorno dell'inaugurazione. La complessa macchina della sicurezza sudafricana si è messa in moto, per arginare terroristi, hooligan e ogni possibile minaccia di attentati. I primi risultati ci sono già stati, ma il clima, in nome della tutela dei calciatori e dei tifosi, sembra ben lontano dalla festa che accompagna generalmente la Coppa del Mondo. 

La nazionale azzurra, appena sbarcata dall'aereo sul suolo d'Africa, è stata scortata dalle teste di cuoio, armate di tutto punto, con mitra e mimetiche. Cannavaro e compagni sono stati accompagnati all'interno dell'aeroporto per sbrigare le formalità e, da lì, verso il pullman che li accompagnava verso l'albergo, dove ha sede il ritiro.

Nessuna festa, nessun tripudio di folla. Appassionati e semplici spettatori sono stati tenuti alla larga. Tante telecamere attendevano la nazionale nello scalo, mentre fuori sventolavano le sciarpe tricolori, tenute da un centinaio di tifosi italiani appena arrivati e tanti tifosi sudafricani con le maglie azzurre. Eppure la squadra di Lippi come è arrivata se ne è andata, senza nemmeno il tempo di firmare un autografo.

Appena qualche giorno prima una decina di hooligan argentini erano stati fermati all'aeroporto di Johannesburg, mentre tentavano di entrare in Sudafrica, e rispediti in patria. Il console argentino, Carlos Rubio Reyna, aveva poi informato gli ultras che non era stato consentito di entrare nel Paese perchè "la loro presenza non era compatibile con la festa del Mondiale". Parlando ad una tv argentina, ha anche informato che il capitano dell'aereo che aveva trasportato il gruppo aveva espresso parere contrario ad averli ancora a bordo di un aereo della sua compagnia "perché presentano uno stato di esaltazione e non è consigliabile farli viaggiare con passeggeri comuni".

Nel Paese sudamericano inoltre è scoppiata un’aspra polemica politica circa questi gruppi. Mentre i primi 10 venivano rimpatriati, altri 80 erano in volo verso il continente africano, ma le accuse più gravi riguardano i finanziamenti che gli ultrà avrebbero ricevuto dal governo. L'opposizione aveva infatti denunciato che il viaggio di circa 300 'barras bravas' era stato pagato con fondi pubblici, mentre una trentina di loro, appartenenti alla Ong 'Supporter Argentini Uniti' vicina alla presidente Cristina Kirchner, aveva viaggiato sullo stesso aereo della nazionale.

I timori più grandi però riguardano le minacce di Al Qaeda. Lo scorso aprile la tv americana Cbs aveva riportato un messaggio apparso su internet, secondo il quale il gruppo di Osama Bin Laden progetterebbe attentati contro le nazionali di Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania. "Tutti questi paesi - scrive il comunicato - sono parte della campagna dei crociati sionisti contro l'Islam. Tutte le misure di sicurezza e le macchine a raggi X che l'America invierà dopo aver letto questo comunicato non saranno in grado di capire come l'esplosivo sia stato introdotto. La ragione la spiegheremo a tempo debito".

Intanto il Ministero degli esteri italiano ha realizzato un vademecum per tutti i tifosi azzurri che andranno in Sudafrica. Riferimenti, consigli, precauzioni da prendere per chi decidesse di seguire la nazionale. In particolare nel documento stilato dall'Unità di crisi della Farnesina, si consiglia di consultare, prima della partenza, il sito www.viaggiaresicuri.it  e la scheda relativa al Sud Africa che contiene informazioni generali sulla documentazione necessaria all'ingresso nel Paese, sulla sicurezza, la situazione sanitaria e la viabilità.

Assicurazione sanitaria, che prevede un eventuale rimpatrio aereo in caso di problemi di salute o il trasferimento in altro Paese, e nota delle coordinate della rete consolare italiana in Sud Africa sono le altre precauzioni consigliate. Perché alla fine qualche precauzione può aiutare a far si che una festa di sport rimanga tale e non si trasformi in qualcos'altro.


DOCUMENTI
- Il vademcum della Farnesina