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Premier League: Ancelotti, 'King' italiano che conquista l'Inghilterra

L'ex allenatore del Milan vince il campionato inglese alla sua partecipazione, sulla panchina del Chelsea. Un traguardo che il club londinese non raggiungeva dal 2006. Ora si punta alla Coppa nazionale, in attesa della Champions League.

» Calcio Gianluca Colletta - 11/05/2010

Può essere considerato il nostro Special One, ma forse qualcuno non se ne è accorto e lo abbiamo fatto scappare all'estero troppo presto. Così, Carlo Ancelotti, alla sua prima partecipazione, ha messo il sigillo sul campionato inglese alla guida del Chelsea, dopo aver vinto tutto in Italia (scudetto, Champions League, mondiale per club) sulla panchina del Milan.

Nell'ultima gara la squadra londinese si è imposta per 8-0 sul Wigan, mantenendo il vantaggio in classifica sui diretti rivali del Manchester United e guarda con fiducia alla finale della Coppa d'Inghilterra, l'equivalente della nostra Coppa Italia. Inevitabile, quindi, il confronto con Josè Mourinho, attuale tecnico dell'Inter, ultimo allenatore a portare il Chelsea alla conquista della Premier League nel 2006.

"Mou è stato bravissimo, io ho vinto una volta, spero di fare il bis come lui – commenta Carletto, con la solita calma che lo contraddistingue -. Abbiamo avuto momenti difficili, in particolare dopo l'eliminazione in Champions League contro l'Inter, ma ci siamo ripresi e comunque siamo stati in testa al campionato quasi sempre dall'inizio alla fine, abbiamo meritato di vincerlo".

Contro il Portsmouth, che ha finito il campionato all'ultimo posto in classifica ed è retrocesso, Ancelotti dovrà confermare quanto fatto vedere finora. Un avversario decisamente facile sulla carta, ma che non alzerà bandiera bianca solo perché si trova di fronte ai campioni d'Inghilterra. Il pericolo è che all'euforia, che ha accompagnato e coronato il successo stagionale, si sostituisca la delusione per essersi fatti scappare un altro prestigioso trofeo.

King Carlo, come ormai lo chiamano da quelle parti, spodestando dal trono il discendente di casa reale, è consapevole dei propri mezzi, oltre quelli della squadra, e sa gestire ottimamente anche questo tipo di situazioni. E i numeri che ha fatto registrare in questa stagione sono la migliore dimostrazione. Il Chelsea ha stabilito il record di goal per una squadra di Premier League (102 contro i 97 del precedente primato del Manchester United stabilito nel 2000), ha vinto in tre occasioni con risultati da goleada (per due volte 7-0 e una per 8-0) e ha sconfitto sempre i principali avversari (Manchester United, Arsenal e Liverpool), sia in casa che in trasferta.

Unico rammarico, l'eliminazione in Champios League, proprio contro l'Inter di Mourinho, negli ottavi di finale. Se il prossimo anno dovesse riuscire anche in questa impresa, potrebbe essere promosso da 're' ad  'imperatore'. La concorrenza è tanta, ad esempio quella di un certo Fabio Capello, che può ottenere un risultato importante alla guida della nazionale di sua maestà durante i prossimi mondiali, ma Ancelotti è un tipo caparbio, anche se un po' taciturno.

Il miglior esempio che il nostro calcio poteva esportare all'estero, soprattutto in un momento in cui i club nostrani faticano a conquistare successi in Europa, con la sola eccezione dell'Inter. Ma lì c'è un altro Special One e ha ben poco di italiano, se non il nome e il campionato nel quale milita.