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Punizioni impossibili: la scienza spiega il segreto dell'effeto dato a un pallone

Dopo 13 anni dal gol di Roberto Carlos, in un Francia-Brasile del 1997, svelato da un?equipe transalpina l'alone di magia che circondava la traiettoria a 'S' del pallone. Si chiama 'Magnus effect'. Quere: 'Un avvenimento eccezionale. Difficile si ripeta'.

» Calcio Gianluca Colletta - 09/09/2010

Ci hanno abituato con le loro prodezze, ma continuano a lasciarci a bocca aperta ogni volta che calciano una punizione imprendibile. Colpi di rara bellezza, che solo i cosiddetti specialisti riescono a realizzare, traiettorie assurde che fanno disegnare al pallone una curva impossibile da intercettare dai portieri. Eppure in ogni occasione c’è una spiegazione scientifica che spiega il fenomeno.

Non si tratta di magia, ma di eventi, a volte irripetibili, che hanno una solida base nelle leggi della fisica. E non importa se serve del tempo per determinare che cosa ha influito per rendere certi gol così belli e impossibili. Parabole ad effetto, palloni destinati ad uscire e che si abbassano all'ultimo momento finendo sotto la traversa, trasformando i portieri in statue di pietra e facendoli diventare bersaglio delle critiche per le mancate parate. Il segreto è nel modo di calciare la sfera e nella potenza che imprime al tiro.

E lo stesso vale anche per la famosa punizione di Roberto Carlos che il 5 giugno del 1997 passò alla storia per la sua traiettoria che potrebbe essere definita a 'S'. Nell'amichevole tra Francia e Brasile, il difensore verde oro sistema con cura il pallone per tirare una punizione da 35 metri dalla porta. Una botta potente con la parte esterna del piede sinistro e la palla che, alla velocità di circa 100 chilometri orari, passa al lato della barriera, disegnando una curva. Un tiro che sembra destinato ad uscire, tanto che un raccattapalle posizionato sulla riga di fondo si porta le mani sulla faccia pronto a ricevere il colpo.

L'imprevisto però è dietro l'angolo. Il pallone, a causa dell'effetto impresso dal calciatore, cambia un'altra volta direzione e finisce in rete, sotto gli occhi increduli di spettatori, compagni, avversari, e telecronisti. Fabien Barthez, il portiere francese, non poté far altro che osservare la rete alle sue spalle che si gonfiava, subito dopo aver sentito il rumore metallico creato dall’impatto della sfera con il palo. Subito si parlò di magia, anche se solo in caso di una parata dell’estremo difensore transalpino si sarebbe potuto trattare realmente di un patto col diavolo.

Una frazione di secondo per la quale sono serviti quasi 13 anni per dare una spiegazione. La risposta a tutte le domande è stata pubblicata New Journal of Physics dopo un approfondito studio condotto dall’equipe guidata da David Quere, fisico al Politecnico di Parigi. Per meglio capire il fenomeno è stata studiata un'apposita equazione, grazie anche ad una serie di appositi esperimenti. Utilizzando una pistola hanno sparato in acqua alcuni proiettili alla velocità di 100 km/h. La conclusione è che una sfera, quando curva, in realtà gira come una spirale. Si chiama 'Magnus effect' ed è il principio che sta alla base della variazione della traiettoria di un corpo rotante in un fluido in movimento. Questo effetto si registra con un pallone da calcio dopo 40 metri e quando rallenta diventa più marcato, fino a creare il fenomeno in questione.

"Fu un avvenimento eccezionale - ha spiegato Quere -. Difficile che si ripeta. L'aspetto fondamentale da notare però è che quando la palla rallenta, la rotazione resta la stessa. Perciò, quanto più curva è la traiettoria di un pallone, più facilmente si può creare una spirale. Quel tiro di Roberto Carlos fu così perfetto che probabilmente aveva compreso in allenamento come trarre vantaggio da punizioni calciate da molto lontano".

Fu la punizione perfetta. E ora lo conferma anche la scienza. Rimane ad ogni modo la prodezza e la bellezza di quel gesto, che lasciò il mondo intero senza fiato. E anche se è stato svelato quell'alone di magia che circondava le prodezze di Roberto Carlos, difficilmente smetteremo di stupirci ogni volta che il pallone disegnia traiettorie così perfette. In fondo la bellezza del calcio è anche questa!

DOCUMENTI
- La ricerca di Quere