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Da Totti a Zidane: quando si è campioni, ma non di fair play

Sputi, testate, reazioni spropositate a provocazioni. Episodi famosi che non hanno contribuito a migliorare la qualità del calcio e hanno, invece, suscitato molte polemiche. E neanche i bambini sono esenti da esempi negativi.

» Calcio Gianluca Colletta - 06/05/2010

Quando il sangue non arriva più al cervello e si smette di ragionare. Provocazioni che sfociano inevitabilmente in risse, falli cattivi e gesti da condannare, indipendentemente da chi li compie e senza poter ricorrere a scusanti. Quello di Francesco Totti durante la finale di Coppa Italia contro l'Inter, in cui ha dato un calcione da dietro e in maniera volontaria a Balotelli, è solo l'ultimo episodio di una lunga serie.

Grandi campioni con la palla tra i piedi, che cadono davvero in basso quando si tratta di fair play. Il capitano giallorosso era stato protagonista già in passato di episodi da condannare. Non si tratta di sfottò o gesti che hanno suscitato polemiche, ma che in ogni caso fanno parte del gioco e della sana rivalità, come la maglia di un derby sulla quale era scritto 'vi ho purgato ancora' o la mano con il segno 4 sventolata agli juventini. Intorno a  questi episodi le polemiche sono state tante, ma non si è trattato di gesti antisportivi, solo goliardia.

Eppure, Totti ha fatto parlare di sé anche per altro. Basta ricordare lo sputo al danese Poulsen durante gli europei del 2004, che gli è costato diverse giornate di squalifica perché ritenuto dalla Fifa un episodio di condotta violenta.È stata poi la volta, nell'aprile 2005, del calcio e dello schiaffo ai danni dell'ex compagno di squadra, Francesco Colonnese, all'epoca difensore del Siena. In questo caso fu  punito con 5 turni di stop. Tutti episodi nei quali il capitano giallorosso non ha saputo controllare l'istinto di fronte a provocazioni che lo hanno visto bersaglio.

Purtroppo, ormai, si è perso il conto del numero di sputi e testate trasmessi dalle televisioni. Il primo episodio a suscitare grande scalpore avvenne ai Mondiali di Italia '90. Anche qui, un grande campione come Frank Rijkaardn non seppe controllarsi, e durante la partita tra Olanda e Germania Ovest 'lanciò' la sua saliva colpendo la testa del tedesco Rudy Voeller. L'ex milanista fu protagonista negativo anche durante un Verona-Milan 2-1, penultima giornata del campionato '89-'90, vinto poi dal Napoli di Maradona. Come raccontò l'arbitro del match, Rosario Lo Bello, "Rijkaard mi sputò due volte addosso".

I tifosi della Capitale, poi, ricorderanno lo sputo tra Zago e Simeone durante un derby Roma-Lazio del 1999. E come dimenticare il gesto, costato 3 giornate di squalifica, del difensore dell'Inter, Walter Samuel, colpevole di averne indirizzato uno verso la schiena di Pavel Nedved, o quello di Gianluca Comotto nei confronti di Michele Fini, in un Torino-Ascoli del 2005?

Se si parla di testate, invece, il re incontrastato sul web è sicuramente Zinedine Zidane, ex stella francese della nazionale, della Juventus e del Real Madrid. Si è discusso tanto del suo gesto ai mondiali di Germania 2006, quando ha colpito volontariamente Marco Materazzi ed è stato espulso, pregiudicando la gara dei transalpini. Quella capocciata a freddo e volontaria non è stata certo la prima della sua carriera. Già il 24 ottobre 2000, quando indossava la maglia bianconera, colpì con una testata in faccia il tedesco Kientz, nella partita di Champions League contro l'Amburgo.

Poi ci sono le immancabili risse che travolgono tutto e tutti. Nel 2000 la situazione è degenerata al punto tale che il capitano del Como, Massimiliano Ferrigno, un'ora dopo la fine della partita col Modena, colpì il giocatore emiliano Francesco Bertolotti mandandolo all'ospedale, con una frattura alla mascella e un'emorragia cerebrale. Fu incriminato per lesioni personali gravissime e omissione di soccorso. Anche Alessandro Del Piero, capitano della Juventus, non è un esempio di fair play. Nell'ultima gara contro il Napoli ha colpto, con un pugno da dietro, il difensore Gianluca Grava che gli stava correndo davanti. Per il bianconero c'è stata solo un'ammonizione e nessuna squalifica. Qualche giorno dopo è stato protagonista di un'altra scena da condannare.

Siamo sicuri che è proprio questo il calcio che vogliamo, fatto di continue risse tra giocatori, insulti agli arbitri, scontri fuori dagli stadi, testate, però diverse da quelle usate per colpire un pallone, e sputi? Se questi sono gli esempi di grandi campioni che ammiriamo ogni giorno, non ci dobbiamo più stupire di nulla. Neanche che un bambino di 13 anni mostri i propri genitali all'arbitro, dopo essere stato espulso, come accadde nel gennaio del 1996.

Chi viene definito campione non deve esserlo solo col pallone tra i piedi. Il fair play deve esistere prima di tutto, visto il ruolo che 'il grande calciatore' ricopre nell'immaginario collettivo e l'influenza che ha sui più giovani. Forse, rispolverando il manuale delle buone maniere, si eviterebbero tanti episodi di violenza che affliggono il mondo del calcio. Chissà se a dover essere sanzionati con un 'Divieto di accedere alle manifestazioni sportive' (DASPO), ancor prima dei tifosi, non debbano essere proprio i calciatori.