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Mondiali, Brasile 2014: le quote restano invariate

Risolto il dilemma delle quote ai prossimi Mondiali di calcio. La Fifa, riunitasi il 2 e il 3 marzo a Zurigo, ha lasciato tutto come stava respingendo la richiesta sudafricana.

» Calcio Redazione - 04/03/2011

L'Africa ci ha provato ma la Fifa ha detto no. Non c'è stato nessun cambiamento nel sistema di ripartizione dei posti per continente ai Mondiali di calcio del 2014 in Brasile. Lo ha deciso ieri il comitato esecutivo riunito a Zurigo, respingendo la richiesta della confederazione africana di inserire il Brasile nel contingente sudamericano e lasciare all'Africa i 6 posti di Sudafrica 2010. 

Ai Mondiali 2014 l'Europa continuerà a disporre di 13 posti, l'Africa di 5, l'Asia di 4,5 e altrettanti il Sudamerica, la Concacaf (America del Nord, America Centrale e Caraibi) di 3,5 e l'Oceania 0,5. A questi partecipanti, si aggiungerà il Brasile quale Paese organizzatore dell'evento sportivo. L'unica differenza rispetto all'ultimo Mondiale è che gli spareggi fra i continenti con mezzi posti (Oceania, Sudamerica, Concacaf e Asia) saranno sorteggiati anziché essere predeterminati. 
 

Trova così risposta l'interrogativo sulle quote che da giorni assillava le nazioni interessate. Nell'ultimo mondiale in Sud Africa l'America del Sud aveva occupato cinque posti, quattro attraverso le qualificazioni, ovvero Brasile, Argentina, Paraguay, Cile, e l'Uruguay dopo lo spareggio vinto con il Costa Rica della confederazione centro-nordamericana. Un contingente che, insomma, resterà tale anche per il 2014, escludendo il Brasile, già qualificato in quanto Paese organizzatore dell'evento. È questa la decisione della Fifa, che si accorda con la richiesta del Sudamerica.

"Quando si parla di posti per i Mondiali è quasi impossibile accontentare tutti - ha detto ieri alla stampa il presidente della Fifa, Joseph Blatter -. Bisogna tener conto sia degli aspetti sportivi che di quelli politici. Tuttavia, considerando i risultati sportivi delle ultime due edizioni della Coppa del Mondo, una netta maggioranza del comitato esecutivo ha ritenuto che non ci fosse alcuna ragione per modificare la ripartizione esistente.