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UC&C: Pirone, "il cloud computing faciliterebbe la diffusione"

Secondo il marketing manager collaboration MED di Cisco, le medie aziende internazionalizzate rispetto alle altre, sono più pronte a riorganizzarsi con le nuove tecnologie. "Saranno molto importanti i servizi forniti a consumo, in modalità web services".

» Telecomunicazioni Redazione - 01/02/2011

"Le tecnologie UC&C migliorano l'interazione tra le persone e rendono possibile l'accesso in tempo reale alle informazioni aziendali". Così Andrea Pirone, technology marketing Manager collaboration MED di Cisco, responsabile delle tecnologie UC&C per tutta 'area del Mediterraneo che sottolinea l'impegno dell'azienda "pioniera delle comunicazioni su IP". 
 

"In generale – spiega Pirone - la prima 'C' delle tecnologie UC&C, quella relativa alla comunicazione, è compresa dalle aziende ed è già abbastanza adottata e diffusa. Ma se poniamo l'accento sulla seconda 'C' ovvero sulla collaborazione, vediamo che la questione diventa più complessa. La collaborazione implica l'allineamento delle tecnologie con i processi e l'organizzazione. Le aziende dovrebbero diventare Networked Virtual Organisation, cioè imprese estese in grado di sfruttare tutte le competenze interne ed esterne all'azienda e di collaborare in rete con tutti i partner. E questo non è comune e non è facile". 
 

Dal punto di vista dell'utilizzo aziendale, "spesso le medie aziende che competono a livello globale sono anche le più avanzate sia sul terreno della comunicazione integrata che su quello della collaborazione. Non esiste però una regola precisa". "Diciamo – aggiunge il manager Cisco - che le medie aziende internazionalizzate sono più pronte delle altre ad allineare i processi e l'organizzazione alle tecnologie".

Ma è facile calcolare i benefici delle tecnologie UC&C? Al quesito Pirone risponde che "è facile calcolare i risparmi legati alle comunicazioni integrate su base IP. Più difficile valutare i cosiddetti 'soft benefits' che derivano dalle tecnologie di collaborazione, che però sono anche i più importanti". E per chiarire il concetto, Pirone utilizza l'esempio della sua personale esperienza lavorativa: "Io curo tutta l'area del Mediterraneo per quanto riguarda l'UC&C. Però raramente mi sposto dall'Italia e lascio il mio ufficio. Le tecnologie di telepresenza – ovvero di videopresenza avanzata – e di condivisione dei documenti di lavoro mi fanno risparmiare tempo e spese di viaggio ed aumentano enormemente la mia produttività". 
 

"La collaborazionecon i miei colleghi degli altri paesi  – prosegue - ha molti effetti, come l'aumento delle vendite e il miglioramento della qualità dei servizi. Non è però immediato calcolare quantitativamente tutti i benefici soft. Per le aziende che decidono di adottare tecnologie UC&C il ritorno sugli investimenti è comunque elevato e il pay back time può andare dai 6 ai 18 mesi: il recupero delle spese in conto capitale è quindi veloce". 

Le prospettive per il futuro, secondo Pirone, "vedranno crescere l'importanza dei servizi UC&C forniti a consumo, in modalità web services, soprattutto per le piccole e medie aziende che non possono permettersi l'acquisto immediato o che vogliono sperimentare prima di comprare sistemi chiavi in mano". I web services, infatti, riducono notevolmente i costi. Il 'cloud computing', invece, grazie al quale è possibile erogare i servizi via rete e a consumo, "cambia tutto, modifica il modello di business e potrebbe facilitare enormemente la diffusione di queste tecnologie".