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UC&C: Chiarenza, "un settore all'avanguardia per le aziende"

Il general manager di Italtel spiega: "In un mercato dinamico e ipercompetitivo sono tecnologie che giocano un ruolo strategico sia per migliorare la produttività e l'efficienza, sia sul piano del business".

» Telecomunicazioni Redazione - 01/02/2011

"L'economia industriale vive una fase di intensa trasformazione: la competizione è globale e l'innovazione sempre più accelerata", e questa accelerazione porta inevitabilmente "aziende di successo a estendere le loro offerte di servizi" per essere più competitive. La pensa così Claudio Chiarenza general manager di Italtel, e membro del consiglio di direzione dell'Associazione per la convergenza dei servizi di comunicazione (ANFoV), che in questa intervista spiega il contesto di sviluppo delle tecnologie Unified Communication & Collaboration (UC&C) e il business aziendale da esso derivato:
 

Chiarenza, perché, secondo lei, le tecnologie UC&C sono importanti?
"L'economia industriale vive una fase di intensa trasformazione: la competizione è globale e l'innovazione sempre più accelerata. L'attività lavorativa avviene in tempi strettamente correlati anche se quasi sempre in luoghi diversi, in paesi differenti, lontani magari migliaia di chilometri. La comunicazione acquista un significato strategico. I processi non vengono più svolti prevalentemente secondo sequenze rigide ma si svolgono in parallelo per accorciare i tempi e arrivare prima sul mercato. Inoltre molte aziende di successo non competono solo in un specifico settore ma cercano di estendere le loro competenze in business correlati, anche grazie all'acquisizione di aziende eccellenti di nicchia". 

Può farci un esempio?
"Un esempio di questa tendenza sono le società di telecomunicazioni che prima fornivano i servizi di fonia, poi di voce e dati, e oggi anche la televisione, entrando spesso direttamente nel campo dei media. Un altro esempio è Cisco che, per ampliare la gamma di offerta, procede sia per linee interne che grazie all'acquisizione di decine di aziende magari piccole e di nicchia ma di eccellenza nei settori più innovativi e di avanguardia. Le incorporazioni e le fusioni sono all'ordine del giorno".

In quale contesto si colloca il loro sviluppo?
"In un contesto sicuramente molto dinamico e ipercompetitivo in cui queste tecnologie giocano un ruolo strategico sia per migliorare la produttività e l'efficienza, sia sul piano del business. La comunicazione unificata genera notevoli ritorni in termini di produttività, e gli strumenti di collaborazione, che consentono per esempio di condividere i documenti, le attività e i progetti, sono indispensabili sia per procedere più rapidamente nell'innovazione che per coordinare i player delle cosiddette 'aziende estese', cioè i fornitori, i clienti, i partner tecnologici. Oggi i lavoratori della conoscenza, i 'knowledge worker' sono sempre più specializzati, e nello stesso tempo devono però svolgere più lavori contemporaneamente, grazie al pc, a Internet, allo smartphone, alle e-mail, all'instant messaging e nel prossimo futuro grazie all'iPad e ai tablet pc. I knowledge worker possono collaborare efficacemente solo se ricorrono a tecnologie UC&C sempre più avanzate, semplici e integrate". 
 

Come si comportano le aziende italiane di fronte alle tecnologie UC&C?
"In generale le aziende multinazionali sono all'avanguardia mentre le microaziende sono più interessate all'efficienza e al risparmio dei costi che alla collaborazione e all'innovazione".
 

Le aziende sono pronte a utilizzare queste tecnologie e a capirne i vantaggi? In quanto tempo si ammortizzano gli investimenti in tecnologie UC&C?
"I tempi di recupero degli investimenti sono dell'ordine di circa 15 mesi. Nelle situazioni più semplici il 'pay back' è di circa un anno, in quelle più complesse di 18 mesi. L'investimento si ripaga grazie ai notevoli risparmi operativi e ad un'introduzione della soluzione graduale e modulabile in base alle esigenze del Cliente. Secondo Stefano Pileri, amministratore delegato dell'Italtel, il risparmio complessivo potenziale per il sistema Italia derivato dall'adozione delle tecnologie UC&C è valutabile in circa due miliardi di euro, considerando anche i vantaggi indotti sul sistema dei trasporti e sul traffico. Infatti in generale più comunicazione significa anche risparmio sul trasporto di persone e merci. Noi, come system integrator di tecnologie (prevalentemente Cisco, nostro azionista, ma anche in ambiente multivendor), abbiamo contribuito a realizzare, in collaborazione con BT Italy, la rete di comunicazione globale dell'Eni, e la rete del Gruppo IntesaSanPaolo in collaborazione con Telecom Italia. E abbiamo potuto verificare in prima persona che i vantaggi dell'UC&C sono numerosi". 
 

Nel dettaglio significa?
"In generale la nostra attività si svolge in stretta collaborazione con i service provider come Telecom Italia, Fastweb e Wind. Sono loro i principali veicoli di queste tecnologie nel mercato aziendale. Ma non tutte le imprese sono in grado di capire i vantaggi sostanziali di queste tecnologie. Anche gli interlocutori all'interno delle aziende sono diversi: parliamo con l'IT manager, con il chief technology officer per introdurre o sviluppare sistemi unificati di comunicazione, spesso integrati con i sistemi informatici e le applicazioni aziendali, siano essi basati su Microsoft o SAP o su altri fornitori. Invece per introdurre con successo gli strumenti di collaborazione occorre l'impegno diretto del top management. In questo caso infatti si tocca il sistema nervoso delle aziende, è necessario snellire i processi e ottimizzare le organizzazioni. L'impatto è forte e può essere guidato con successo solo grazie all'impegno dei massimi responsabili aziendali".