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Apple: i silenzi di Cook, l'ombra di Jobs e le misteriose novità nel cilindro della Mela...forse!

Durante la conferenza D10 All Things Digital, il CEO della Casa di Cupertino traccia un primo bilancio della sua attività, ma afferma sibillino: "Ci sono cose di cui non posso parlare adesso, cose incredibili all'orizzonte"

» Personal Computing Francesca Nanni - 31/05/2012

Sono ormai lontani i tempi in cui con la sola, carismatica presenza sul palco, un uomo era in grado di vendere ciò che doveva essere ancora prodotto. Ammaliatore di sogni e desideri, essenza stessa della comunicazione e del consumismo tecnologico globale, Steve Jobs ha condotto la Apple verso un  successo ed una ricchezza senza precedenti per il solo fatto che era lui a timonare la barca.

Un'eredità pesante da raccogliere per chiunque, primo fra tutti Tim Cook, il nuovo chief executive officer Apple, che non è Steve Jobs, ne ha raccolto il testimone certo, ma la partita è dura da giocare se non altro per i continui paragoni con il suo predecessore. Nonostante questo, però, il nuovo CEO di Cupertino la lezione sembra averla imparata a dovere, tanto che alla sua prima conferenza pubblica alla D10 All Things Digital il 30 maggio scorso, l'atteggiamento "glissatorio" e di massimo riserbo a molte delle domande che gli sono state poste, ha diffuso perplessità in tutta la platea.

Così, dopo i primi convenevoli di benvenuto ed una rapida carrellata sui primi successi registrati dalle vendite da record degli iPad (circa tre milioni), tanto da essere definite "il miglior lancio di sempre", Tim Cook ha lasciato intuire che presto dal cilindro della Casa della Mela usciranno nuove chicche tecnologiche. "Intuire". Già perché, rispondendo alle domande di Walt Mossberg, giornalista del Wall Street Journal, Cook ha sì confermato l'andamento più che soddisfacente del mercato nei primi mesi del 2012, ma non ha rivelato nulla sulle prossime novità in uscita. Nessun accenno, nessun dettaglio. "Abbiamo alcune cose incredibili pronte ad uscire" si è limitato a dire, aggiungendo che tutto procederà così come previsto da Jobs prima della sua morte avvenuta lo scorso ottobre.

APPLE SBARCA IN TV? COOK: "VEDIAMO DOVE PORTA LA STRADA CHE STIAMO SEGUENDO". Il mistero si sa, alimenta desideri e grandi aspettative, soprattutto se ad alimentarlo è proprio il leader indiscusso del mercato tecnologico mondiale, ma qualche indiscrezione, seppur non confermata, è trapelata  lo stesso e sembra riguardare soprattutto Apple Tv. Sono in molti nel settore delle telecomunicazioni a stare sulle spine: quale sarà la scelta della casa di Cupertino, entrerà nel mondo delle smart tv con una vera e propria emittente o si dedicherà solo alla creazione di contenuti? A questa domanda Tim Cook  non ha risposto, celandosi dapprima dietro un sibillino "stiamo percorrendo questa strada, vediamo dove ci porta", poi andando a parare sui dati vendita della Apple TV set-box che sono buoni, ma il prodotto, che pur costituisce "un'area di grande interesse per l’azienda", resta ancora "relativamente di nicchia".

IPHONE 5 IL GRANDE MISTERO, IPAD "STRUMENTO CHE VA SCELTO". L'altro arcano sul quale Tim Cook proprio non ha voluto dare spiegazioni durante la conferenza è se di qui a breve la Apple rilascerà sul mercato diverse versioni di iPhone 5, mentre sul futuro dell'iPad si è lanciato in una considerazione che non aggiunge nulla a quanto i fedelissimi non sapessero già: "Secondo me i tablet e i PC sono due cose differenti  con i tablet si possono fare tante cose se non si è gravati dall'eredità dei PC". "Noi - ha proseguito il CEO di Apple - non abbiamo inventato il mercato dei tablet. C'era già. Noi abbiamo inventato il tablet moderno. Realizzare un prodotto significa fare una scelta tra cose da lasciare in cambio di altre. Bisogna scegliere".

"SIRI È LA NOSTRA PRIORITÀ". Vista la reticenza dell'ospite, dalla platea di giornalisti ha incalzato le domande, a cominciare da Siri[1], applicazione di riconoscimento vocale integrata da Apple nell'iPhone 4S sulla quale Cook si sbottona un po' di più perché, come lui stesso ha detto "questa è la nostra priorità". Dopo il lancio nell'ottobre 2011, inaffti, sono emersi alcuni problemi tecnici che hanno spinto l'azienda di Cupertino a migliorarne il funzionamento: "La gente adora Siri - ha precisato Cook - e noi stiamo raddoppiando gli sforzi per fare in modo che possa essere utilizzata per molte più funzioni". "Penso che sarete davvero soddisfatti - ha aggiunto - di alcune cose che vedrete nei prossimi mesi". Attendere prego!

UNA POSSIBILE PARTNERSHIP CON FACEBOK? COOK: "RESTATE SINTONIZZATI".  Così a risposto il CEO della Apple a quanti gli hanno chiesto di una possibile alleanza con il social network di Mark Zuckerberg che, di fatto, ancora non è stato integrato in modo significativo nell'iPhone. "Apprezzo molto Facebook, il nostro rapporto è solido - ha sottolineato Cook - ed insieme potremmo fare molte  più cose".

APPLE E LA GUERRA DEI BREVETTI: COOK: "È UNA GRAN ROTTURA DI SCATOLE". È questo l'argomento che, più di ogni altro, sembra innervosire il CEO della Apple che della guerra sulle royalties per i cosiddetti 'brevetti essenziali agli standard' ha detto: "Vogliamo solo che la gente inventi la propria roba e non che ce la copi in continuazione. È una grande rottura di scatole". E a quanti in questi anni hanno sostenuto che sia proprio la Casa della Mela a copiare, Cook ha risposto: "Gi standard essenziali devono essere dati in licenza in modo responsabile. Il proprietario ha la responsabilità di fornire un brevetto in licenza a prezzi equi e con condizioni ragionevoli". "Invece poi, un giorno, arrivano e ti chiedono una quantità oscena di denaro". Secondo lui, il problema dell’industria della telefonia è che "se tutti dovessero pagare il valore percepito dal proprietario di ogni suo brevetto, nessuno potrebbe rimanere in questo business poiché il presso sarebbe fuori mercato. È diventata una follia". 

Insomma, se in molti da questa conferenza si aspettavano qualche anticipazione sulle prossime novità in casa Apple, è rimasto decisamente deluso. Tutto e il contrario di tutto. Così, la partecipazione di Tim Cook alla D10 Conference sarà più che altro ricordata come un affannoso tentativo di scrollarsi di dosso il pesante fardello del paragone con il suo predecessore Steve Jobs, il cui consiglio al nuovo timoniere Apple, come ricordato dallo stesso Cook, sarebbe di certo stato: "Fa quello che è giusto fare, non chiederti quello che avrei fatto io".

NOTE
[1]
Siri (il cui nome in norvegese significa 'bella donna che ti porta alla vittoria') è un software basato sul riconoscimento vocale integrato da Apple nell'iPhone 4S e pubblicizzato come "assistente personale", presentato da Tim Cook il 4 ottobre 2011 e rilasciato sul mercato il 12 ottobre 2011 in versione beta. Attualmente è disponibile solo in lingua inglese, francese, tedesco e giapponese. Apple ha però annunciato che dal 2012 sarà compatibile con la lingua italiana, spagnola, cinese e coreana (Fonte: Wikipedia).