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Nella guerra dei brevetti Samsung risarcisce Apple per 1,05 miliardi

Per il tribunale di San Jose la società sud coreana ha infranto "volontariamente" tre licenze su sei relative ad iPhone e iPad. La società di Cupertino: "Sentenza legittima, rubare non è giusto". I coreani:"Quella dei giudici non è l'ultima parola"

» Personal Computing Francesca Nanni - 25/08/2012

"Noi vogliamo solo che la gente inventi la propria roba e non che ce la copi in continuazione. È una grande rottura di scatole": così Tim Cook aveva commentato il 31 maggio scorso durante un'intervista televisiva, la battaglia legale con l'azienda sud coreana Samsung sulle royalties per i cosiddetti 'brevetti essenziali agli standard' dell'iPhone. Alla querelle legale avviata tempo fa da Steve Jobs per la violazione di sei brevetti, tre dei quali "volontariamente" (eccezion fatta sottolinea la Reuters per il tablet Galaxy, che non viene riconosciuto come derivato dall'iPad), ha messo fine il 25 agosto la corte californiana di San Jose che ha condannato il colosso coreano al risarcimento verso Apple di 1,05 miliardi di dollari, una cifra di indennizzo certamente considerevole, ma molto lontana dai 2,5 iniziali chiesti dalla casa della Mela.

I nove giurati hanno raggiunto il verdetto dopo 22 ore di camera di consiglio arrivando poi alla conclusione che i brevetti infranti dalla Samsung, prima per le vendite di smartphone nel mondo, ci sono quelli relativi al multitouch, allo scroll (lo scorrimento sul touch screen), ma anche alcune modalità di zoom e navigazione, oltre al design dei dispositivi mobili. L'unico brevetto, fra quelli che Apple reclamava, che l'azienda sud coreana non ha infranto è quello relativo al design del proprio tablet, la forma rettangolare e gli angoli addolciti in una curva non intaccano il brevetto sull'iPad. La Reuters precisa, inoltre che la giuria ha respinto la controcausa aperta dalla Samsung su alcuni brevetti che la Apple avrebbe illegalmente utilizzato nei suoi prodotti.

La sentenza del tribunale federale di San Jose è di fatto  una delle tante intentate dai due giganti dell'elettronica schierati l'uno contro l'altro in vari Paesi del mondo, con accuse reciproche di violazioni di brevetti relativi al design e al software dei rispettivi prodotti. Ed è per proprio per la portata mondiale dei due colossi che questo processo ha assunto un'importanza decisiva: ad essere coinvolto è il mercato stesso degli smartphone, uno dei più ricchi al momento. Non solo: questo processo non solo visto la semplice contrapposizione di due potenze industriali sui brevetti, ma stabili che soprattutto quale azienda avrà ora più margine di manovra. 

Da questo punto di vista, il settimanale inglese The Econiomist sottolinea proprio come "la soluzione della controversia avrà notevoli ripercussioni nel mondo tecnologico. Per cominciare, incoraggerà ad Apple ad intentare cause a tutte quelle aziende che, secondo lei, stanno violando la sua proprietà intellettuale". "Ma - prosegue il settimanale - incoraggerà anche altre aziende che producono smartphone e tablet e i dispositivi Android a chiedere una licenza alla Apple o a modificare la realizzazione di prodotti per ridurre al minimo il rischio di essere colpiti con troppe battaglie legali". "E la dimensione enorme dei danni - fa notale l'Economist - intensificherà il dibattito sulla necessità o  meno di un 'revamping' da parte del sistema americano circa la protezione delle innovazioni".

"Questa sentenza è un messaggio forte e chiaro che rubare non è giusto" si legge in un comunicato diffuso in queste ore dalla Apple, mentre Tim Cook, che ha festeggiato il suo primo anno al timone della casa della Mela proprio lo stesso giorno in cui della decisione del tribunale, fa sapere che non ci sarà nessuna. A complicare il tutto, infatti, anche l'ingiunzione preliminare contro Samsung chiesta di Apple per bloccare la vendita negli Stati Uniti di prodotti con dispositivi Android poiché violano i brevetti. L'udienza che deciderà sul da farsi in questo caso è fissata per il 20 settembre prossimo.

E mentre l'azienda di Cupertino plaude il risultato della sentenza, da parte sua la Samsung ha già fatto sapere che ricorrerà in appello; una scelta che potrebbe richiedere mesi o, più addirittura anni, e che potrebbe non portare al risultato sperato, come hanno pronosticato all'Economist alcuni esperti legali. Resta comunque il fatto che, secondo la società sud coreana, ad uscire sconfitto da questa querelle legale, è soprattutto il consumatore. "La sentenza non deve essere vista come una vittoria per Apple - hanno commentato dalla Samsung -: è il consumatore americano che esce sconfitto. Tutto questo determinerà meno scelta, meno innovazione e prezzi potenzialmente più elevati". Sarà, ma la vittoria della Apple ha fatto schizzare in alto le quotazioni in borsa dei propri titoli che nella contrattazioni after hour hanno guadagnato in poche ore l'1,8 per cento.