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'Replay offline': così il sonno consolida la memoria e fissa i ricordi

Secondo il recentissimo studio del Massachusetts General Hospital e degli esperti del Brain Gate, durante il sonno il cervello può riprodurre l'attività neuronale, stimolando la memoria e rendere i ricordi permanenti. Ecco come…

» Cronaca Scienze Redazione - 25/05/2020
Fonte: Photo by twinsfisch on Unspash

“Chi dorme non piglia pesci!” Facile iniziare con un proverbio che, per certi versi, sembra sminuire l’attività del sonno considerata importante dagli esperti per prendersi cura del nostro cervello. Un settore della ricerca sicuramente affascinante sul quale non si finisce mai di indagare. Già perché se da una parte gli scienziati sostengono che dormire aiuti i processi di consolidamento della memoria, dall’altra come avvenga tutto questo è ancora un mistero... O quasi.

Secondo il recentissimo studio condotto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital e dagli esperti del BrainGate, un consorzio di ricerca che lavora per sviluppare impianti cerebrali in grado di aiutare persone con disabilità motorie a utilizzare cursori, protesi e altri dispositivi, una delle funzioni del sonno potrebbe essere quella di riprodurre gli ultimi eventi vissuti e formare i ricordi a lungo termine.

Replicare dunque di notte le dell'attività cerebrale associate agli avvenimenti accaduti durante il giorno, consolidando così la memoria e fissando i ricordi. Un processo 'replay offline', come l’hanno definito i ricercatori che sulle pagine di Cell Report, descrivendo il fenomeno osservato nel cervello umano. Il team di ricercatori sostiene, infatti, che il cervello durante il sonno può riprodurre l'attività neuronale in modo da stimolare la memoria e rendere i ricordi permanenti. "Il nostro studio - spiega Jean-Baptiste Eichenlaub del Massachusetts General Hospital - fornisce la prima prova diretta della capacità degli esseri umani di consolidare la memoria tramite questo meccanismo, che era stato precedentemente osservato in alcuni animali".

Così, per verificare l’ipotesi alla base del loro studio, i ricercatori hanno chiesto ad un gruppo di partecipanti di dormire prima e dopo aver svolto una sessione di un gioco sequenziale, dove i volontari dovevano però visualizzare loro stessi, muovere il cursore piuttosto che compiere varie azioni. "Monitorando l'attività cerebrale con degli elettrodi abbiamo scoperto che il cervello mostrava gli stessi schemi di attività quando i soggetti giocavano e durante il sonno post-gioco. Per questo - sottolinea Eichenlaub - abbiamo dedotto che il 'replay' potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel processo di consolidamento della memoria”. “I progetti futuri - aggiunge - cercheranno di dimostrare che il "replay" ha un ruolo diretto nel processo di consolidamento della memoria”.

"Contiamo di riuscire a testare la relazione tra l'intensità dell'attività neuronale durante il 'replay offline' e la forza del richiamo mnemonico dopo il sonno” concludono i ricercatori del Massachusetts General Hospital e del Brain Gate. “Ad ogni modo, siamo certi che il sonno abbia un ruolo vitale sia nell'apprendimento che nel consolidamento della memoria. Ecco perché una notte tranquilla prima di un test o di un esame può portare a prestazioni migliori”.