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SPECIALE - Tra rinvii, dubbi e falle nel sistema, il Sistri dello scandalo diventa operativo

Dopo 4 anni, 9 stop, strumenti difettosi, elevati costi di gestione e un'inchiesta della Procura di Napoli per corruzione, il Sistema sarà applicato per ora solo ai produttori iniziali e ai gestori di rifiuti pericolosi. Gli altri attenderanno il 2014

» Inquinamento e Rifiuti Francesca Nanni - 29/08/2013

"Il sistema di tracciabilità dei rifiuti, non è ancora entrato in funzione ma si è già rivelato un pasticcio". Era il 29 settembre del 2010 e a sollevare dubbi sull'efficacia e applicabilità del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, meglio noto come Sistri, era il senatore del Pd Francesco Ferrante, che in una nota sul suo sito web ammetteva: "Dietro il progetto Sistri ci sono aspetti poco chiari"[1]. L'anno dopo, commentando il "ripescaggio" del progetto in Commissione Bilancio del Senato dopo la cancellazione dalla manovra economica dell'agosto 2011, lo stesso senatore rimarcava: "Da oggi fino all'entrata in vigore delle nuove procedure, il governo deve impegnarsi per correggere i tanti difetti, le tante tare che hanno impedito finora l'efficace avvio del sistema, complicando inutilmente la vita a imprese e operatori". "Eppur si muove", già perché nonostante il suo iter lungo e travagliato, accompagnato da mille polemiche sui i costi, i dubbi sul monitoraggio e il controllo di movimenti e smaltimento lungo tutta la filiera, l'archiviazione elettronica dei documenti in chiavetta Usb e il mal funzionamento della scatola nera (o black box) montata sui camion di trasporto, dal primo ottobre 2013 salvo altri stop il Sistri, diventerà operativo a tutti gli effetti.

ECCO COSA STABILISCE IL NUOVO DECRETO MINISTERIALE SISTRI 2013. L'operatività del Sistema è stata sancita con il Decreto ministeriale 20 marzo 2013, e almeno per il momento riguarderà solo i nuovi produttori di rifiuti speciali pericolosi con più di dieci dipendenti, gli enti e le imprese che gestiscono questi rifiuti che al primo ottobre si siano iscritti al Sistema e presentato la relativa documentazione elettronica. Per tutti gli altri (produttori di rifiuti speciali non pericolosi, commercianti di rifiuti, consorzi di recupero e riciclaggio, ecc.) il termine è invece prorogato al 3 marzo 2014. Per gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi si mantiene, si legge nel documento del 20 marzo, il sistema dei registri cartacei. Sarà poi un altro decreto ministeriale da adottare entro il marzo del prossimo anno ad indicare ulteriori categorie tenute ad aderire al Sistri. Inoltre, per la Regione Campania la tracciatura sarà estesa ai rifiuti urbani è differita al 3 marzo 2014. Inoltre, il pagamento dei contributi di iscrizione al Sistri resterà sospeso per tutto il 2013. Scorrendo le righe del decreto si legge, infatti, che "con una nota del 14 marzo 2013 la Selex presta il proprio assenso alla sospensione dei contributi" per l’anno in corso.

UN PO' DI STORIA: 2006-2009, EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA, NASCE L'IDEA DEL SISTRI. Tutto inizia nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009, che si caratterizza per la più grave emergenza rifiuti in Campania tanto da rendere necessario un sistema ad hoc per la gestione della spazzatura. Il ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare decide così di realizzare un sistema per il monitoraggio dei 'rifiuti speciali' a livello nazionale e dei 'rifiuti urbani' per la Regione Campania attraverso la loro tracciabilità: il Sistri. Un sistema di contrasto all'illegalità e semplificazione sia della gestione sia dello smaltimento dei rifiuti, avvicinando così l'Italia alle procedure che in Europa sono ormai standardizzate.

BLACK BOX E CHIAVETTE USB, COME FUNZIONAIL SISTRI. Il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti manda in pensione la documentazione cartacea del Registro di carico e scarico dei rifiuti e del Formulario di identificazione dei rifiuti, sostituendola con il tracciamento informatico attraverso l'utilizzo di due apparecchiature elettroniche: una 'black box', o scatola nera, montata sui mezzi di trasporto rifiuti e all'interno della quale va inserita una chiavetta Usb da 4 Gb con all'interno il software su cui sono salvati i dati dei rifiuti: informazioni generali, indicazioni sul percorso, peso del veicolo, fase di trasporto, passaggio obbligatorio sulla 'pesa' prima di entrare negli impianti a loro volta telecontrollati. A controllare le varie fasi e passaggi dello smaltimento una sala di controllo operativa e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (N.O.E.).

COSTI DI REALIZZAZIONE DI BLACK BOX E CHIAVETTE USB. Da un punto di vista economico, la realizzazione di questi due strumenti è la voce di costo più alta: 500 euro per ciascuna black box (quando su internet se ne trovano anche a 70 euro, come documentato da Report del maggio 2012) e 75 euro +Iva per ciascuna chiavetta Usb, ma anche qui su internet se ne trovano a partire da 4 euro, aggiungendo poi il costo del lavoro di istalllazione del software, del certificato elettronico e della sedizione, l'offerta non supera i 20 euro.

2010-2013 SISTRI SI, SISTRI NO, 9 RINVII IN 4 ANNI PER UN SISTEMA CHE ANCORA NON FUNZIONA. Nell'insieme il progetto di tracciabilità risulta sicuramente ambizioso e innovativo ma altrettanto macchinoso, complesso e di difficile gestione. Pochi giorni prima dell'avvio ufficiale presentato in pompa magna dall'allora ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo, inizialmente previsto per luglio 2010, arriva infatti il primo rinvio cui seguono altri 8 stop fino all'ultima proroga che ha fissato il termine definitivo al prossimo primo ottobre 2013. Dalle informazioni rimbalzate sulla stampa i rinvii sembrano essere la conseguenza di una serie di collaudi effettuati nel giugno 2011 su sollecito delle associazioni imprenditoriali; collaudi che hanno riscontrato problemi e malfunzionamenti delle apparecchiature per almeno un terzo delle imprese coinvolte.

TRASPARENZA ZERO SULL'APPALTO A SELEX DA 400 MLN DI EURO. Già nella fase progettuale e di primo avvio, dunque, in molti manifestano dubbi di efficacia e soprattutto fattibilità. Ma non è nulla in confronto al vespaio di polemiche che si alza quando numerose inchieste di tv e carta stampata, evidenziano che alla fine del 2009 il ministero dell'Ambiente assegna senza gara d'appalto (coperto dal segreto di Stato) la progettazione e la gestione del progetto alla società Selex Service Management controllata da Finmeccanica. Un accordo che si trasforma in poco tempo in un gigantesco affare del valore di 400 milioni di euro, una parte dei sono già incassati dalle imprese nonostante il Sistema non sia mai entrato in funzione. Il tutto a danno delle aziende dei rifiuti che hanno pagato dai 200 ai 300 milioni di euro per tutto il procedimento, per dotarsi delle black box e avvalersi di un servizio di fatto mai partito.

DA STRUMENTO CONTRO L'ILLEGALITÀ A INCHIESTA SULLA CORRUZIONE, IL LATO OSCURO DEL SISTRI. È la tesi centrale di un’inchiesta della Procura di Napoli iniziata lo scorso aprile: da strumento sulla lotta all'illegalità ,il Sistri sembra aver rappresentato un sistema si arricchimento illecito attraverso la corruzione che ha portato all'arresto di 22 persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, 7 sono stati bloccati a Selex. Tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare anche l'ex sottosegretario del Governo Monti con delega all'editoria, Carlo Malinconico. Nel corso delle indagini i finanzieri avrebbero trovato un documento in cui sarebbero riportate consulenze per un milione di euro che l'imprenditore Paolo Di Martino avrebbe pagato a Malinconico, all'epoca dei fatti presidente di una commissione tecnica sul Sistri del ministero dell'Ambiente.

MATERIALI
- Decreto Ministeriale 20 marzo 2013
- Analisi sul Sistri del senatore Francesco Ferrante (2010)
- Cos'è il Sistri
- Destinatari del progetto Sistri
- Riferimenti normativi

LINK
- Area informativa del ministero dell'Ambiente dedicata al Sistri

NOTE
[1] Proprio su questa vicenda Francesco Ferrante presentò allora un'interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio.