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Inquinamento indoor: ISS, se il pericolo si annida tra le mura domestiche

Presentata dall'Istituto Superiore di Sanità la metodologia standard circa sui Composti Organici Volatili che allinea l'Italia all'Europa. Fuselli: "La popolazione deve essere più consapevole sui prodotti di uso quotidiano in casa". Ecco come in sei mosse

» Inquinamento e Rifiuti Redazione/GP - 27/06/2012

Casa dolce casa! Ma non sempre è così. A volte, infatti, è proprio tra le mura domestiche che si annidano una serie di pericoli dovuti all'utilizzo sostanze utilizzate quotidianamente per la pulizia della casa, i cosiddetti Composti Organici Volatili (COV) e che, come spiegato da Sergio Fuselli, coordinatore del gruppo di studio (GdS) Nazionale sull'inquinamento indoor del Dipartimento Ambiente dell'ISS, "sono contenuti nei prodotti per la pulizia della casa, degli uffici e di tutti gli ambienti di vita, come pure in pitture, vernici e smalti, nelle candele profumate e nei bastoncini d'incenso, nei vestiti e nella tappezzeria sottoposti a lavaggio a secco, nell'utilizzo di stufe a legna e caminetti, e ovviamente, nel fumo di sigaretta".

Gli attuali stili di vita ci portano infatti a trascorrere circa il 90 per cento del nostro tempo in ambienti chiusi come scuole, uffici, mezzi di trasporto, palestre, ecc., che presentano spesso livelli di contaminazione più elevati di quelli dell'aria esterna, come evidenziato in diversi studi effettuati in Europa e in paesi extra europei.

L'inquinamento indoor e l’effetto dei Composti Organici Volatili, dunque, sono stati al centro di un dibattito, nei giorni scorsi, dal titolo 'Problematiche relative all'inquinamento indoor: attuale situazione in Italia', presso l'Istituto Superiore di Sanità, che ha fatto il punto inoltre, anche sulla metodologia da applicare per il contrasto dei possibili effetti. Tra gli inquinanti chimici presenti nell'aria indoor, quindi al chiuso, i COV rivestono una particolare rilevanza, considerando la presenza di un numero elevato di possibili sorgenti e la valenza igienico-sanitaria che alcuni di questi composti presentano. Inoltre, dal momento che le varie metodologie di prelievo e di analisi utilizzate che non sempre sono equivalenti o paragonabili tra loro, attualmente a livello scientifico si hanno difficoltà nella valutazione di rilevamenti effettuati da strutture di ricerca e di controllo.

"Spesso - ha fatto notare Fuselli - percepiamo l'odore di un mobile nuovo o dell'interno di un auto, magari profumata dall'apposito deodorante, come 'buono' o gradevole. Se tale è per l'olfatto non lo è altrettanto per il nostro organismo che viene esposto, anche attraverso le vie respiratorie, a tutta una serie di inquinanti alcuni classificati come cancerogeni". "Pertanto - ha sottolineato Fuselli - deve crescere una maggiore consapevolezza della popolazione su alcuni prodotti di uso quotidiano. L'inquinamento domestico, o comunque confinato, peggiora ovviamente se i livelli di ricircolo dell’aria non sono sufficienti o se i sistemi di ventilazione non sono progettati e mantenuti correttamente costituendo loro stessi delle sorgenti di inquinamento".

Così, all'interno del gruppo di studio (GdS) Nazionale sull'inquinamento indoor del Dipartimento Ambiente dell'ISS, "è emersa la necessità di predisporre un documento condiviso, ormai in fase di ultimazione, che fornisca una proposta di metodologia standard sulla caratterizzazione di inquinanti chimici organici volatili negli ambienti confinati, anche alla luce degli orientamenti comunitari". "Attualmente, infatti - ha evidenziato Fuselli, coordinatore del GdS -  non esiste in Italia una specifica ed univoca regolamentazione per definire procedure di monitoraggio degli inquinanti indoor".

Un team specializzato che oltre esperti dell'ISS, coinvolge personale qualificato del ministero della Salute, Regioni, Università, Enti di ricerca tra i quali CNR e ISPRA, che partendo proprio dalle indicazioni di priorità emanate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, ha individuato una prima serie di inquinanti, maggiormente presenti negli ambienti confinati, tra i quali benzene e formaldeide, classificati come cancerogeni, tricloroetilene, tetracloroetilene, naftalene ed anche biossido di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici. Da qui sono state quindi duffuse alcune regole fondamentali da tenere conto per migliorare la qualità dell'aria indoor:

PRODOTTI PER L'IGIENE E LA PULIZIA DELLA CASA. Attenersi scrupolosamente alle indicazioni riportate su ognuna delle etichette; porre attenzione ai prodotti cosiddetti deodoranti; limitare l'utilizzo di deodoranti spray con propellenti; non miscelare candeggina e acido muriatico, così come ammoniaca e candeggina: in entrambi i casi si sviluppano vapori tossici. 

VERNICI, SMALTI, E PITTURE IN GENERE. Particolare attenzione va rivolta ai prodotti utilizzati per le pitture che contengono solventi (diluenti) con elevata volatilità: ventilare immediatamente gli ambienti dopo il loro utilizzo fino a scomparsa degli odori sviluppati dopo la posa. È buona norma utilizzare vernici con basso contenuto di COV o a base d'acqua.

INDUMENTI E TAPPEZZZERIE. Dopo il lavaggio a secco degli indumenti e tappezzerie è necessario porli all'aria esterna per un congruo periodo prima di utilizzarli.

MOBILIO. Il mobilio è in genere emettitore di sostanze volatili in particolare formaldeide. È pertanto consigliabile, e in alcuni casi necessario (mobilio nuovo), arieggiare le abitazioni per lunghi periodi. È da tener presente che il rilascio di alcuni COV è continuo e per lungo tempo. Per la pulizia è consigliabile utilizzare semplicemente panni in microfibra anziché i classici spray "mangia polvere" che potrebbero contenere formaldeide.

CUCINA. Controllare periodicamente i fornelli della macchina del gas che, se non ben regolati, possono produrre ossido di carbonio, in aggiunta agli ossidi di azoto. Per cui è buona norma arieggiare l'ambiente anche mentre si è alle prese con attività di cottura dei cibi. Va considerato inoltre che la fiamma accesa sottrae ossigeno presente nell'aria.

COMBUSTIONI. È bene limitare l’uso di stufe alimentate a legna o a biomassa, o in generale caminetti privi di sistemi di smaltimento dei fumi. Per lo stesso motivo, ovvero l'emissione di benzene oltre alle numerose altre sostanze prodotte dalla combustione, come detto, è meglio limitare l'accensione di candele profumate e bastoncini d'incenso.