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Marea nera: un risarcimento miliardario salva la British Petroleum dal processo

L'azienda petrolifera inglese ha raggiunto nei giorni scorsi un'intesa con la persone danneggiate dalla fuoriuscita di greggio nell'aprile 2010. Restano fuori dall'accordo le multe, le richieste del governo e degli altri Stati che hanno subito danni

» Inquinamento e Rifiuti Emanuele Dorru - 07/03/2012

Il tanto atteso processo alla compagnia petrolifera inglese British Petroleum (BP) per i danni provocati dalla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico nell'aprile 2010 non si farà. Almeno per il momento. Con un accordo extragiudiziale di 7,8 miliardi di dollari, infatti, l'azienda risarcirà le migliaia di persone danneggiate dalla marea nera, sottolineando che aattingerà alla somma dal fondo economico di circa 20 miliardi di dollari creato subito dopo il disastro della Horizon Deepwater[1] che ha causato una delle più grandi catastrofi ambientali nella storia degli USA e la morte di undici lavoratori.

L'accordo "non è un'ammissione di responsabilità", ha fatto sapere la compagnia petrolifera il cui amministratore delegato, Bob Dudley, ha giustificato il risarcimento miliardario come un rispetto verso gli obblighi dell'azienda confronti delle comunità del Golfo del Messico. "La BP ha lavorato sodo per 2 anni per rispettare tali impegni". Da parte sua, però, la compagnia deve ancora far fronte alle richieste avanzate dal governo degli Stati Uniti. L'accordo, infatti, sembra non coprire le multe e le richieste di risarcimento del Governo federale e dei diversi Stati che hanno subito danni ambientali. Per cui, come riportato dall'emittente BBC nei giorni scorsi, se il governo proseguisse sulla richiesta di risarcimento le sanzioni potenziali potrebbero raggiungere quota  20 miliardi di dollari. 

Fino a questo momento fanno sapere dall'azienda la BP ha speso circa 22,1 miliardi dollari per il disastro causato, di cui circa 8,1 miliardi dollari pagati a persone fisiche, imprese e governi e circa 14 miliardi nel tentativo di fermare la fuoriuscita di greggio e ripulire la costa. L'accordo extragiudiziale è avvenuto sotto la supervisione di Kenneth Feinberg, uno degli avvocati che era a capo del fondo delle vittime dell'11 Settembre, ora sarà portato avanti da un sistema simile supervisionato dai giudici come parte del nuovo insediamento. Non è chiaro se le persone che hanno accettato i risarcimenti derivanti dal fondo economico della BP abbiano ricevuto una percentuale maggiore rispetto a quelli diffusi dalla stampa lo scorso venerdì 2 marzo; i termini esatti dell'accordo devono ancora essere stabiliti e risolti.

Secondo i dati raccolti e diffusi dal quotidiano Wall Street Journal sulla base di stime del governo, nel Golfo del Messico sarebbero stati versati in totale 4,9 milioni di barili di petrolio. È anche per questo che fatto conto di tutte le multe e le ammende governative, che probabilmente il risarcimento della BP arriverà potrà variare da 5,4 miliardi a  21 miliardi di dollari complessivi. Secondo David Uhlmann, un professore di legge presso l'Università del Michigan che ha guidato la Sezione Ambientale del Dipartimento di Giustizia crimini per molti anni, pensa invece che la gamma potenziale delle sanzioni penali potrebbe essere superiore e arrivare fino a 40 miliardi di dollari.

Da parte sua la compagnia petrolifera BP non ha voluto commentare le proiezioni di Uhlmann perché attualmente tenuta a risarcire comunque, così come in un primo momento anche la Transocean, che possedeva la piattaforma. Dopo una serie di accertamenti, il governo aveva inserto la Transocean nella sua richiesta di sanzioni nell'ambito del 'Clean Water Act', ma una sentenza 22 febbraio 2012 del giudice Barbier ha stabilito la "non colpevolezza" della società.

NOTE
[1]
  La Horizon Deepwater era la piattaforma semisommergibile di perforazione di proprietà della Transocean dalla quale è fuoriuscito il petrolio.