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Caccia: "Posticipare avvio della stagione venatoria", a causa di incendi e siccità

Fa discutere la proposta del ministro delle Politiche Agricole derivata dai disastri ambientali che hanno colpito l'Italia nei mesi estivi. Ma i cacciatori insorgono e replicano: "Vogliamo solo dedicarci alla nostra passione nel rispetto di tutti"

» Cronaca Natura e Ambiente Redazione/TB - 29/08/2012

Posticipare l'avvio della stagione della caccia a causa della siccità e degli incendi che stanno colpendo ancora in questi giorni vaste zone dell'Italia. Fa discutere proposta del ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, che sollevato un vespaio di polemiche, prima fra tutte quella dell'ex ministro dell'Ambiente e presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio che ribadisce il "no alla riapertura della caccia". 

"Gli incendi continuano a funestare tutta la Penisola. È evidente anche ai più inesperti che tanti animali selvatici sono morti per il fuoco e tutti vivono in condizioni difficili. Ma settembre è  il mese di apertura della caccia e molte regioni, con costante contrasto con le norme europee e nazionali, insistono a votare per aperture anticipando l'azione dei fucili". Per Pecoraro Scanio quindi, "il ministro dell'agricoltura ha fatto bene a chiedere di bloccare subito le pre-aperture, anzi bisogna sospendere la stagione venatoria". 

Sulla stessa linea l'Ente nazionale per la Protezione Animali che chiede al governo di "esercitare pienamente e tempestivamente i suoi poteri per la piena tutela della fauna, in ottemperanza all'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la potestà esclusiva nei confronti dell'ambiente, degli ecosistemi e, dunque, degli animali selvatici". "Chiediamo con forza al governo la piena applicazione a livello regionale del parere sull'emergenza siccità e sulla gravissima crisi della fauna espresso dall'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale". Se il governo non agirà immediatamente, denuncia l'Enpa, con le pre-aperture di sabato 1 e domenica 2 settembre, "avverrà un autentico massacro". "Ci risulta infatti - prosegue l'associazione - che moltissimi animali, in Veneto come in Umbria, in Toscana come in Campania, stremati dal caldo e in fuga dagli incendi, si siano raccolti intorno alle poche, rimanenti, pozze d'acqua dove i cacciatori sono già pronti all'appostamento".

Sul fronte opposto, invece, le associazioni dei cacciatori, che non voglio sentire parlare di moratoria a causa della siccità. "Chiediamo il rispetto dei nostri diritti - dicono - vogliamo solo dedicarci alla nostra passione, la caccia, nel rispetto di tutti", rilevano alcune tra le principali associazioni venatorie, negando gli effetti negativi della siccità sulla fauna. "La caccia c'è e si pratica in tutto il mondo - dice Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia -. In Italia c'è una buona legge, che prevede ad esempio regole per la caccia sicura e per salvaguardare alcuni tipi di specie".

"Quanto al problema della siccità - sottolinea- e quindi delle moratorie richieste dagli animalisti, si tratta di ragionamenti pregiudiziali sbagliati, perché bisogna riconoscere come le situazioni siano diverse a seconda dei territori. Inoltre le condizioni climatiche stanno cambiando con l'arrivo oramai imminente delle piogge. C'è un ragionamento ideologico strumentale, vari politici cercano evidentemente di migliorare la propria immagine e soprattutto in questa fase c'è una sorta di caccia al voto". Per il Presidente Regionale dell'Arci Caccia del Lazio, Claudio Terribili, infine, "agli incendi dolosi - continua - si risponde con una massiccia azione di vigilanza sul territorio e in questo le associazioni venatorie forniscono migliaia di cacciatori e centinaia di guardie volontarie a costo zero per la comunità".