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Micro-terremoti: CNR, "non sono casuali, ma seguono un calendario periodico"

Un esperimento dell'Istituto di ricerca ha prodotto in laboratorio piccoli sismi ciclici da cui è scaturita una nuova teoria sulle catastrofi naturali. Si aprono così nuovi scenari per la comprensione degli eventi calamitosi

» Cronaca Natura e Ambiente Redazione - 26/10/2012

Eventi non casuali, bensì episodi che si presentano quasi periodicamente, quasi seguissero un calendario preciso. A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell'Istituto per l'energetica e le interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieni-Cnr) di Milano, dopo aver effettuato una serie di esperimenti volti a studiare e capire proprio la ciclicità dei micro-terremoti. L'esperimento, realizzato in collaborazione con l'Università di Yale e Cornell e con l’Afrl-Air Force Research Laboratory  (Usa),  ha prodotto uno studio in uscita sulla prestigiosa rivista scientifica Nature che a questa ricerca ha dedicato anche la copertina. 

Così, dallo studio si copre che sismi, frane, valanghe sebbene siano fenomeni non prevedibili potrebbero in alcuni casi rispettare un'agenda: "Sappiamo che le catastrofi sono il risultato del lento accumularsi di una perturbazione esterna - ha spiegato Stefano Zapperi, coautore dello studio e ricercatore dello Ieni-Cnr - la neve che si deposita sul pendio o il moto di una faglia". "In laboratorio - ha aggiunto - i nostri collaboratori dell'Afrl hanno prodotto dei micro-terremoti di intensità variabile comprimendo colonnine di nichel di dimensioni micrometriche e, come in altri esperimenti di questo tipo, abbiamo osservato che avvenivano in maniera del tutto casuale".

Variando la velocità di compressione delle colonnine, i ricercatori hanno però "constatato che esiste un regime in cui i micro-terremoti avvengono in maniera quasi periodica, come se seguissero un 'calendario'". "Abbiamo inoltre dimostrato teoricamente - ha proseguito Zapperi - che tale periodicità è dovuta alla competizione tra due effetti: la risposta 'catastrofica' dei micro-terremoti e una risposta lenta di sottofondo, che nella maggior parte dei casi rimane inosservata. Quando la risposta di sottofondo avviene alla stessa velocità della sollecitazione esterna, l'evento catastrofico si verifica in modo quasi periodico".

Secondo la teoria proposta dal CNR, questo meccanismo è generale e dovrebbe valere anche per sistemi di dimensioni molto più grandi. "Lungo una faglia, ad esempio, tra un terremoto e un altro, l'energia viene spesso rilasciata anche tramite il lento fluire di acqua. La Zapperi - suggerisce che se la velocità del flusso fosse simile a quella della faglia i terremoti potrebbero avvenire in modo quasi-periodico". Se così fosse, la teoria dei ricercatori italiani potrebbe spiegare alcune passate osservazioni di terremoti periodici: "Ma per questo - ha concluso il ricercatore dello Ieni-Cnr - sarà necessario rianalizzare e reinterpretare una vasta mole di dati sperimentali".  

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Istituto per l'energetica e le interfasi del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieni-Cnr)