Scienze e Tecnologie » Natura e Ambiente » Cronaca Natura e Ambiente

Dal bianco di un coleottero asiatico possibile produrre vernici e materiali eco-efficienti

Un team di ricercatori italiani ha scoperto le ragioni fisiche del colore intenso e brillante dell'insetto orientale Cyphochilus. Un risultato che suggerisce nuove strategie per ottenere una nuova generazione di materiali a minor impatto ambientale

» Cronaca Natura e Ambiente Redazione - 17/09/2014
Titolo: Il Cyphocillus
Fonte: Cnr

La sua particolare caratteristica “candida” non passa di certo inosservata. Il Cyphochilus, un parente asiatico del comune ‘maggiolino’, ha il corpo completamente rivestito da uno strato di microscopiche scaglie di un bianco estremamente intenso, al pari di un foglio di carta o di uno strato di vernice, che presentano uno spessore oltre dieci volte maggiore. Una particolarità che è stata oggetto di studio da parte di un gruppo di ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr), del Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare Lens dell’Università degli studi di Firenze e dell’Università di Cambridge.

Dopo un lungo periodo di studio, infatti, gli studiosi sono riusciti a spiegare le strategie adottate per ottenere questo sorprendente risultato, delineando le prospettive per una nuova generazione di materiali e vernici più efficienti e a minor impatto ambientale. I risultati sono stati pubblicati su 'Scientific Reports'. “Il coleottero deve risolvere un duplice problema - spiega Matteo Burresi, ricercatore Ino-Cnr responsabile del gruppo di ricerca -: da un lato essere leggero per poter volare e dall’altro apparire di un colore bianco brillante per mimetizzarsi tra i funghi in cui vive”. “Questo è possibile grazie alla struttura interna di queste scaglie che è stata opportunamente ottimizzata da milioni di anni di evoluzione. Tale struttura – aggiunge il ricercatore - è composta da una rete disordinata di filamenti il cui diametro è di poche centinaia di nanometri, ovvero quasi mille volte più sottili di un capello”.

“Il risultato è ancora più sorprendente - aggiunge Silvia Vignolini, ricercatrice italiana dell’Università di Cambridge - se si pensa che questi coleotteri riescono ad ottenere questo grado di bianchezza con un materiale chiamato ‘chitina’, che in genere non è in grado di influenzare sensibilmente la propagazione della luce. Con le attuali tecnologie non siamo in grado di produrre un materiale altrettanto bianco in uno spessore così ridotto”. “I risultati di questa ricerca - conclude Diederik Wiersma, professore ordinario di fisica della materia presso l'Università di Firenze - da una parte suggeriscono interessanti strategie con cui progettare nuovi materiali per diffondere più efficacemente la luce, dall’altra dimostrano che non è necessario impiegare materiali che interagiscono fortemente con essa come quelli attualmente impiegati ad esempio nell’industria delle vernici per ottenere rivestimenti altamente coprenti”.