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Industria e ambiente: si investe per rimuovere l'inquinamento solo dopo averlo prodotto

Per l'Istat tra il 2009 e il 2010 la spesa per la protezione ecologica è diminuita del 7,2% e nelle aziende italiane sono ancora pochi gli impianti con tecnologie 'pulite'. Le raffinerie petrolifere sono quelle che spendono di più per la tutela

» Cronaca Natura e Ambiente Redazione - 14/01/2013

Industria e protezione dell'ambiente, un binomio difficile da coniugare, e più l'approccio al 'green' e all'eco-sostenibilità avanza, più gli investimenti delle grandi aziende per la protezione ambientale diminuisce. Di fatto, invece che integrare i propri impianti con tecnologie più "pulite", che contribuiscono a proteggere l'ambiente dagli effetti negativi del processo produttivo, le imprese industriali realizzano prevalentemente investimenti per rimuovere l'inquinamento solo dopo che questo è stato prodotto. 

Secondo il Rapporto dell'Istat pubblicato il 10 gennaio scorso, infatti, tra il 2009 e il 2010 gli investimenti per la protezione dell'ambiente delle imprese industriali sono diminuiti del 7,2 per cento. Di fatto lo scorso anno, la spesa per investimenti ambientali delle imprese industriali[1] è risultata pari a 1.925 milioni di euro: 1.440 milioni sono stati spesi per impianti e attrezzature di tipo 'end-of-pipe'[2] e 485 milioni per impianti e attrezzature a tecnologia integrata[3]. In particolare, le imprese con 250 addetti e oltre realizzano l'84,5 per cento degli investimenti 'end-of-pipe' e il 73,2 per cento di quelli a tecnologia integrata. 

IN CALO GLI INVESTIMENTI PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE. Nel 2010 la spesa per investimenti ambientali realizzata dalle imprese dell'industria in senso stretto è risultata pari a 1.925 milioni di euro, in calo del 7,2 per cento rispetto al 2009 (2.075 milioni di euro). Con riferimento alla tipologia di spesa, tra il 2009 e il 2010, si rileva una diminuzione degli investimenti negli impianti e attrezzature di tipo 'end-of-pipe' (-12,6 per cento), a fronte di un aumento di quelli a tecnologia integrata (+13,6 per cento). Nello stesso periodo gli investimenti fissi lordi complessivi registrano un aumento del 2,3 per cento; di conseguenza, scende il peso relativo degli investimenti ambientali, passando dal 5,1 per cento del 2009 al 4,7 per cento del 2010 (Prospetto 1). 



Dall'analisi per dimensione aziendale emerge il ruolo preminente delle imprese con 250 addetti e oltre che, con una spesa pari a 1.572 milioni di euro, realizzano l'81,7 per cento degli investimenti ambientali delle imprese. Inoltre, le grandi imprese effettuano l'84,5 per cento degli investimenti 'end-of- pipe' e il 73,2 per cento degli investimenti a tecnologia integrata. Nel 2010 gli investimenti ambientali per addetto sono pari a 463 euro (481 euro nel 2009), ma sono forti le differenze per dimensione aziendale: si passa, infatti, da 113 euro per addetto (97 euro nel 2009) nelle imprese di piccola e media dimensione a 1.525 euro per addetto (1.673 euro nel 2009) in quelle con 250 addetti e oltre. La dimensione d'impresa produce differenze significative anche rispetto all'incidenza degli investimenti ambientali sul totale degli investimenti fissi lordi: 9,3 per cento per le imprese con 250 addetti e oltre contro 1,4 per cento per quelle sotto tale soglia dimensionale (Prospetto 2).



ANCORA POCO PRESENTI LE TECNOLOGIE "PULITE". Nel 2010 gli investimenti 'end-of-pipe' (1.440 milioni di euro) sono ancora la componente più rilevante degli investimenti per la protezione dell'ambiente, con un incidenza del 74,8 per cento sul totale, contro il 25,2 per cento degli investimenti integrati (485 milioni di euro) collegati a tecnologie più avanzate. Anche nel 2010, il segmento delle piccole e medie imprese realizza una quota più elevata di investimenti integrati sul totale degli investimenti ambientali (36,8 per cento) di quella realizzata dalle grandi imprese (22,6 per cento) (Prospetto 3).



In termini assoluti, però, nelle piccole e medie imprese si registra una diminuzione della spesa in investimenti integrati (-11,6 per cento rispetto al 2009), mentre nelle grandi la spesa è in aumento (+ 26,8 per cento rispetto al 2009). Nel 2010 sono rimaste sostanzialmente stabili le quote di investimenti realizzati per la protezione dell'aria e del clima (30,6 per cento del totale, contro 30,3 per cento nel 2009) e per la gestione delle acque reflue (18,4 per cento contro 18,7 per cento). L'incidenza della spesa per la gestione dei rifiuti è invece diminuita (11,2 per cento contro 12,4 per cento del 2009) mentre risultano complessivamente in crescita (dal 38,6 al 39,8 per cento) le spese nelle attività di  protezione e recupero del suolo e delle acque di falda e superficiali, nell'abbattimento del rumore, nella protezione del paesaggio e protezione dalle radiazioni e nelle attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla protezione dell'ambiente (tutte raggruppate nella voce Altro) (Figura 1).



SPESA PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE A SECONDA DEL COMPARTO. La composizione della spesa per la protezione dell'ambiente sostenuta nell'industria manifatturiera, le attività economiche che nel 2010 presentano valori più consistenti sono quelle della fabbricazione di coke e di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (20,0 per cento), della fabbricazione di prodotti chimici (12,9 per cento), della metallurgia (10,9 per cento) della fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (8,5 per cento) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (6,8 per cento); questi settori realizzano, complessivamente, oltre la metà degli investimenti del comparto manifatturiero. La distribuzione degli investimenti per settore ambientale riflette il diverso tipo di inquinamento generato dalle imprese in relazione alle caratteristiche specifiche dei propri prodotti e ai processi produttivi.

Nel complesso, le imprese dell'industria manifatturiera hanno destinato oltre un terzo della spesa alla realizzazione di investimenti ambientali per la protezione dell’aria e del clima (41,4 per cento), il 28,2 per cento per le altre attività di protezione dell’ambiente (Altro), il 17,2 per cento per la gestione delle acque reflue e il 13,2 per cento per la gestione dei rifiuti. Per la protezione dell'aria e del clima, le maggiori quote di investimenti vengono effettuate nelle industrie della metallurgia (17,1 per cento), nella fabbricazione di prodotti chimici (12,6 per cento) e in quelle della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (9,9 per cento) (Prospetto 6). Per la gestione delle acque reflue, i livelli più elevati di spesa si registrano nelle imprese della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (20,9 per cento), nella fabbricazione dei prodotti chimici (15,2 per cento) e nelle industrie alimentari (11,3 per cento). Infine, per la gestione dei rifiuti e per le altre attività di protezione dell’ambiente oltre un terzo degli investimenti totali vengono sostenuti dalle imprese della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione (rispettivamente 34,3 per cento e 30,3 per cento.

MATERIALI
- Il Rapporto Istat sugli investimenti per la protezione ambientale delle imprese industriali

NOTE
[1] Si tratta delle imprese appartenenti alle sezioni B,C,D,E della nuova classificazione Ateco 2007, con l'esclusione delle imprese che svolgono attività relative alla gestione delle reti fognarie, attività di raccolta trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero dei materiali ed attività di risanamento ed altri servizi di gestione dei rifiuti (divisioni 37,38 e 39).
[2] Investimenti in attrezzature, installazioni o dispositivi per il controllo e l'abbattimento dell'inquinamento, che agiscono dopo che questo è stato generato.
[3] Investimenti in attrezzature, installazioni o dispositivi, che prevengono o riducono alla fonte l'inquinamento generato dal processo produttivo