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Italia a rischio geo idrogeologico, ma gli italiani temono più l'uomo che la natura

Secondo il Cnr il 41% considera frane e alluvioni una minaccia, ma inquinamento e incidenti stradali sono temuti più delle calamità naturali, la responsabilità delle quali è attribuita soprattutto al fattore umano

» Cronaca Natura e Ambiente Redazione/GP - 13/05/2013

Terremoti, alluvioni e frane. Gli ultimi avvenimenti legati alle calamità naturali, tanto in verno, quanto in estate, ha acuito la percezione della popolazione italiana verso questo genere di fenomeni. Secondo i dati raccolti in un'indagine dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpi-Cnr) nell'ambito di una Convenzione finanziata dal Dipartimento della protezione civile, al primo posto tra i rischi percepiti dagli italiani, c'è quello derivante dall'inquinamento ambientale (il 67 per cento si sente molto o abbastanza esposto), seguito dagli incidenti stradali (55 per cento). I rischi di calamità naturali si collocano in scia: sismico (45 per cento), alluvioni (24 per cento), frane (17 per cento) ed eruzione vulcanica (12 per cento).

L'indagine è stata effettuata tra gennaio e febbraio 2013 su un campione di 3.126 persone per sondare la percezione dei rischi di eventi calamitosi tra la popolazione al fine di impostare migliori strategie di sensibilizzazione e informazione. "Se è importante conoscere dove avvengono gli eventi calamitosi e i livelli di rischio reali - ha commentato Fausto Guzzetti, direttore dell'Irpi-Cnr -, è importante anche capire la percezione che la popolazione ha di tali rischi, per dare strumenti di conoscenza e consapevolezza attraverso una corretta e adeguata informazione". "L'analisi indica che tale percezione è elevata e in crescita, ma - ha aggiunto - non sempre in funzione del rischio reale, quanto piuttosto della sua comunicazione mediatica".

CALAMITÀ NATURALI E PERCEZIONE DEL RISCHIO, GLI ITALIANI PENSANO CHE…Il 41 per cento degli italiani "ritiene che frane o alluvioni possano minacciare la loro incolumità": maggiormente in Liguria (66 per cento), Calabria (63 per cento), Campania (54 per cento), Valle d'Aosta (48 per cento) e Veneto (46 per cento), mentre la percentuale minore è degli abitanti della Lombardia (29 per cento). In particolare, si sentono più minacciate le donne (42 per cento) rispetto agli uomini (40 per cento), e i giovani fino a 34 anni (45 per cento) rispetto ai 35-54enni (42 per cento) e agli over 54 (37 per cento).

LA GEOGRAFIA DELLA PERCEZIONE DEL RISCHIO. La percezione varia da Regione a Regione. Alla domanda “lei pensa di essere molto, abbastanza, poco o per niente esposto ad uno dei seguenti rischi”, l’esposizione al rischio sismico è percepita come molto o abbastanza elevata in Campania (66 per cento), Marche (65 per cento), Emilia-Romagna (64 per cento), Sicilia (63 per cento), Calabria e Abruzzo (61 per cento). La percezione di rischio molto elevato è notevolmente cresciuta rispetto al 2012 in Emilia (30 per cento, con un aumento del 19 per cento), Calabria (33 per cento, +6 per cento) e Abruzzo (26 per cento, +15 per cento), presumibilmente a seguito degli ultimi eventi occorsi. Specularmente, le Regioni dove l’esposizione molto elevata è ritenuta minore sono Trentino-Alto Adige (2 per cento), Lombardia (3 per cento) e Sardegna (4 per cento).

FRANE ED ERUZIONI VULCANICHE I RISCHI PIÙ PERCEPITI. Il rischio frana, invece, è considerato molto o abbastanza elevato soprattutto in Valle d'Aosta (56 per cento), Calabria (42 per cento), Campania (27 per cento) e Liguria (24 per cento), con una percezione di rischio molto elevato aumentata in Valle d'Aosta (39 per cento, +33 per cento), Calabria (16 per cento, +2 per cento), Marche (11 per cento, +8 per cento), e Sardegna (10 per cento, +6 per cento). L'esposizione al rischio da alluvione è percepita molto o abbastanza elevata in Liguria (49 per cento), Calabria (46 per cento) e Valle d'Aosta (44 per cento), con aumenti significativi per quella di rischio molto elevato in Calabria (18 per cento, +7 per cento) e Sardegna (14 per cento, +7 per cento). Per quanto riguarda il rischio di eruzione vulcanica, infine, l'esposizione è percepita molto o abbastanza elevata soprattutto nelle due Regioni dove sono presenti vulcani attivi, ovvero in Campania (51 per cento) e in Sicilia (30 per cento).

CATTIVA GESTIONE DEL TERRITORIO LA CAUSA PRINCIPALE DEI DISASTRI NATURALI. L'indagine, inoltre, evidenzia le cause che, secondo gli italiani, provocano frane e alluvioni: cattiva gestione del territorio per il 28 per cento del campione, abusivismo edilizio (25 per cento), abbandono del territorio (16 per cento), cambiamenti climatici (16 per cento) e caratteristiche geomorfologiche del territorio (9 per cento). Anche questa domanda registra variazioni significative regionali: i cambiamenti climatici sono considerati la prima causa in Trentino-Alto Adige (45 per cento) e Valle d'Aosta (30 per cento), l'abusivismo edilizio è in cima alle risposte dei cittadini di Puglia (38 per cento), Sicilia (33 per cento), Campania (28 per cento) e Calabria (26 per cento).

DISASTRI NATURALI NELLA STORIA: TRA IL '60 E IL 2012 VENTI REGIONI HANNO SUBITO EVENTI FATALI. È utile confrontare le risposte sulla percezione del rischio con i dati forniti dal catalogo storico degli eventi geo-idrologici di oltre un millennio, realizzato da Dipartimento della protezione civile e Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr. Le informazioni riguardano 1.676 frane avvenute fra l'843 e il 2012, che hanno causato oltre 17.500 tra morti, feriti e dispersi in almeno 1.450 località, e 1.346 inondazioni verificatesi fra il 589 e il 2012, con più di 42mila vittime e 1.040 località. Fra il 1960 e il 2012, periodo per il quale il catalogo è sostanzialmente completo, tutte le 20 regioni italiane hanno subito eventi fatali: 541 inondazioni in 451 località di 388 Comuni che hanno causato 1.760 vittime (762 morti, 67 dispersi, 931 feriti), e 812 frane in 747 località di 536 Comuni con 5.368 vittime (3.413 morti compresi i 1.917 dell’evento del Vajont del 1963, 14 dispersi, 1.941 feriti).

MATERIALI
- L'indagine Doxa sulla percezione del rischio