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Gabbie 'arricchite' in batteria per 40 mln di galline. Ecco come scegliere le uova in modo etico

La campagna denuncia della CIWF International mostra animali ancora allevati in condizioni disumane: così producono il doppio rispetto a 50 anni fa. E le uova? Ecco come sceglierle in modo consapevole anche quando sembrano tutte uguali

» Animali Francesca Nanni - 26/10/2015

Le immagini del documentario non lasciano spazio all'immaginazione: migliaia di galline ammassate in gabbie strettissime, fila dopo fila, per almeno 100 metri. Non possono aprire le ali, molte sono malate, altre in gran parte spennate a causa dello sfregamento sulle grate. Aggressive e frustrate, hanno tutte quante il becco reciso per evitare che si becchino o addirittura si mangino tra loro. Stesse gabbie, stessa scena. Già perché quelle si vedono nel video-denuncia girato dal team investigazioni di Compassion in World Farming International (CIWF) in alcuni allevamenti italiani ed europei, non sono gabbie di batteria, bensì gabbie "arricchite", ovvero gabbie con piccole migliorie e accortezze per l'animale. Sono state rese obbligatorie dal divieto imposto nel 2012 dall'Unione Europea, ma stando alle immagini, nulla sembra essere cambiato per le galline ovaiole che, di fatto, continuano a vivere in condizioni disumane.

Il documentario, voluto appositamente per verificare le reali condizioni di vita delle galline tenute nelle gabbie "arricchite", che fa parte di una campagna denominata 'End the cage-Animali in gabbia', ha coinvolto quattro paesi europei e non lascia adito a dubbi: "Ancora oggi oltre il 60 per cento delle galline europee è ancora confinata in una gabbia in pessime condizioni". La campagna vede l'adesione, tra gli altri, dell'attrice Daniela Poggi che ha lanciato un appello per chiedere la fine dell'uso delle gabbie per le galline. "Io non credo che questa si possa chiamare vita, eppure - sottolinea nel video - è legale e continua a essere reale e sotto gli occhi di tutti. Accettiamo la sofferenza di milioni di galline costrette a vivere dentro le gabbie".

Allevamenti intensivi dove è la produttività a dettare legge. Già perché paradossalmente, stando ai dati diffusi da Ciwf Italia, tenute in queste condizioni disumane e illegali, le galline ovaiole producono il doppio rispetto a 50 anni fa, e in Italia sono oltre 40 milioni, circa il 65 per cento del totale censito. "È inaccettabile che nel ventunesimo secolo vi siano forme di maltrattamento istituzionalizzato come l'allevamento in gabbia", afferma la direttrice di Ciwf Italia Onlus, Annamaria Pisapia. "Sentiamo dire dall’industria che questo sistema ha ragioni sanitarie, ma ciò non corrisponde al vero. L'allevamento in gabbia delle galline ha solo una ragione - conclude la Pisapia -, quella economica e tutta a favore degli allevatori e non dei cittadini consumatori".


SEMBRANO TUTTE UGUALI MA…ECCO COME SCEGLIERE UN UOVO IN MODO ETICO E CONSAPEVOLE

Le uova sono spesso il prodotto della sofferenza patita dalle galline negli allevamenti intensivi e impilate a caso sugli scaffali dei supermercati sembrano essere tutte uguali…E invece no! Ci sono uova e uova, e visto che il potere di mettere fine a un sistema disumano è, come spesso accade, nelle mani del consumatore, sceglierle in modo etico e consapevole diventa facile semplicemente leggendo sul guscio dell'uovo (e sulla confezione a volte) le diciture esplicite sui metodi di allevamento.



Come mostra l'immagine qui in alto, sul guscio dell'uovo è riportato un codice. Occhio al numero iniziale perché è quello che indica esattamente dove ed in che modo sono state allevate le galline. Eccoli nel dettaglio:

CODICE 0, ALLEVAMENTO BIOLOGICO. Le galline possono razzolare liberamente all'interno e all'esterno di capannoni, su un terreno ricoperto da vegetazione e coltivato con metodo biologico. Le galline sono alimentate con cibi biologici, integrati al massimo con un 20 per cento di mangimi convenzionali.

CODICE 1, ALLEVAMENTO ALL'APERTO. Prevede tutto quello che vale per l'allevamento con codice 1 escluso il mangime che non è biologico.

CODICE 2, ALLEVAMENTO A TERRA. Allevamento a terra senza gabbie e in capannoni chiusi senza accesso all'esterno ma dove muoversi liberamente, massimo 12 galline per metro quadrato, nidi, trespoli e lettiere. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi. La densità di questo allevamento è di 4 galline per 1 m2.

CODICE 3, ALLEVAMENTO IN GABBIA. Allevamento in batteria, le galline sono rinchiuse all'interno di capannoni chiusi in gabbie disposte in file da 4 a 6 con ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16-18 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che le raccoglie automaticamente.

MATERIALI
- Risoluzione del Parlamento europeo sul settore delle galline ovaiole nell'UE: divieto di utilizzare gabbie di batteria a decorrere dal 2012

LINK
- Firma la petizione