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Danni da parto: al Bambino Gesù la cura che viene dal freddo

All'ospedale pediatrico romano arriva la 'baby-cooling', terapia innovativa per i neonati con problemi di ossigenazione dei tessuti, ricoverati entro poche ore dalla nascita. Un metodo che manda in pensione la tradizionale incubatrice.

» Ricerca in Medicina Paola Simonetti - 20/01/2011
Fonte: Immagine dal web

La sua efficacia sembra unanimemente verificata, stando alle evidenze cliniche pubblicate dalla copiosa letteratura scientifica di settore. La terapia del freddo applicata anche a pazienti neonati, la cosiddetta 'baby-cooling' può, se usata con tempestività, salvarli da eventuali danni da asfissia provocati da complicazioni sopraggiunte durante il parto. 

L'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento a livello internazionale per la ricerca e la cura dei bambini e degli adolescenti, è ora anche la prima struttura del Lazio in grado di offrire questa terapia innovativa - di recentissima introduzione in Italia - ai piccoli con problemi di ossigenazione dei tessuti ricoverati entro poche ore dalla nascita. 

Ad annunciarlo è lo stesso nosocomio pediatrico che ne descrive l'applicazione: "L'ipotermia terapeutica [1] che manda in pensione la  tradizionale incubatrice, dimostrando di essere l'unico trattamento realmente efficace nell'evitare o nel limitare il danno cerebrale consiste - si legge in un comunicato - nel raffreddamento controllato a 33,5 gradi centigradi dei neonati asfittici, per ridurre le richieste metaboliche del cervello".

La terapia, della durata di circa 72 ore, deve essere tempestiva, quindi avviata, secondo quanto riferito dal Bambino Gesù, entro le prime 6 ore di vita del piccolo, che viene sottoposto a stretto monitoraggio delle funzioni vitali e in particolare delle funzioni cerebrali.

"Nonostante i progressi della ricerca scientifica e in particolare della rianimazione neonatale, – sottolinea l'ospedale pediatrico -, prima dell'adozione del 'baby-cooling' non esistevano terapie in grado di prevenire o limitare il danno cerebrale. L'asfissia neonatale è oggi una delle principali cause di mortalità tra i neonati, di paralisi cerebrale infantile e di ritardo psicomotorio. Danni cerebrali che possono compromettere seriamente un sereno sviluppo e che portano con sé il rischio di handicap (motori ed intellettivi) che richiedono impegnative e costose terapie di riabilitazione".

Tuttavia, l'incidenza dell'asfissia perinatale è un aspetto ancora poco conosciuto, secondo i dati resi noti dal reparto di Patologia neonatale dell'ospedale Gaslini di Genova, e comunque variabile da Paese a Paese e da Regione a Regione. I dati più bassi nel mondo si riscontrano nei Paesi scandinavi (Norvegia e Svezia), con valori intorno al 5 per mille nati, mentre i valori più alti si riscontrano nei Paesi sottosviluppati, con un'incidenza 20-30 volte superiore; in questi ultimi, l'asfissia e i traumi da parto sono responsabili di circa un milione e 200mila morti neonatali per anno e di un numero uguale di sopravvissuti con danno cerebrale.

"L'incidenza della paralisi cerebrale nei neonati a termine – si legge sul sito del Gaslini - varia dall'1 al 2 per mille nati e soltanto nel 10 per cento dei casi è associata l'asfissia perinatale. Nonostante i progressi nel campo della medicina perinatale, negli ultimi 30 anni l'incidenza della paralisi cerebrale, nei Paesi sviluppati, è rimasta pressoché invariata, mettendo in evidenza il fatto che la sua prevenzione è un traguardo difficile da raggiungere". 


LINK:
- Ospedale Bambino Gesù


Note:
[1]L'ipotermia terapeutica
è un trattamento per ridurre in modo controllato e prestabilito la temperatura corporea di un paziente. Una lieve ipotermia, mantenuta per 24 ore, si è dimostrata un efficace metodo di neuroprotezione per il contenimento del danno secondario, ovvero quello dovuto alle alterazioni metaboliche cellulari (…).  (Fonte: III° Congresso infermieristico 'L'ipotermia nel paziente rianimato: ipotermia quali strategie?' – Lugano 2009 – Inf. Marina Andrini - Inf. Spec. Luca Candusso)