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A Cernobbio la I Conferenza sulla Ricerca Sanitaria

Promossa dal ministro della Salute Fazio e dal ministro dell'Istruzione Gelmini, la conferenza nasce come confronto sugli indirizzi di sviluppo della ricerca sanitaria ed è un luogo privilegiato per il mondo dei ricercatori.

» Ricerca in Medicina Redazione - 15/11/2010
Fonte: Immagine dal web

Alla I Conferenza sulla Ricerca Sanitaria, presentata a Cernobbio e conclusa lo scorso 9 novembre, sono stati invitati i 100 più importanti ricercatori italiani operanti all'estero con l'obiettivo, sottolineato dal ministro Ferruccio Fazio, di promuovere  "l'internazionalizzazione della ricerca italiana" attraverso l'istituzione di un network  dedicato a tutti i ricercatori italiani nel mondo, al fine di valorizzare i saperi e le competenze italiane all'estero, con l'obiettivo comune di contribuire alla crescita del Paese.

Il ministro ha poi presentato i dati relativi all'istituzione della prima anagrafe nazionale dei ricercatori italiani all'estero. La piattaforma, avviata i primi di agosto, conta già l'iscrizione di 245 ricercatori italiani che operano in strutture di alto livello in tutto il mondo. Nel corso del suo intervento Fazio ha sottolineato che "È fondamentale introdurre in Italia un sistema di ricerca scientifica moderno, competitivo e tecnologicamente all'avanguardia, sul modello delle società economicamente più competitive".

"A tale proposito - ha continuato il ministro della Salute - abbiamo istituito l'anagrafe dei ricercatori italiani all'estero dando vita all' 'Italian network for health research', una piattaforma per i ricercatori del settore biomedico, nata per rafforzare i legami tra il sistema italiano e quello mondiale nell'ambito della ricerca sanitaria, utilizzando le esperienze ed i risultati dei ricercatori italiani all'estero". Per la prima volta gli studiosi hanno incontrato in un meeting one-to-one altri soggetti del settore utilizzando una apposita piattaforma di partnering che è stata occasione di confronto e lavoro.



Il ministero della Salute ha stanziato dieci milioni di euro per finanziare i progetti frutto della collaborazione tra ricercatori italiani residenti all'estero ed il nostro mondo scientifico. "Gli unici parametri di riferimento nei finanziamenti di ricerca – ha sottolineato il ministro Ferruccio Fazio -  dovranno essere la fondatezza  scientifica del progetto e la capacità del ricercatore di ottenere risultati consistentemente nel tempo".

Fazio ha poi sottolineato che "La ricerca, anche quella privata, in Italia è scarsa. Occorrono politiche di defiscalizzazione e mi impegnerò nel raggiungimento di questo obiettivo. Ritengo fondamentale stimolare anche la partecipazione del capitale privato. Come in tutte le democrazie moderne, il mercato non deve essere visto come un demone ma come un'opportunità. La ricerca può e deve generare risorse, l'importante che ciò avvenga rispettando i principi d'indipendenza e avendo come obiettivo il benessere del cittadino".



Particolare attenzione è stata riservata al mondo dei brevetti: "Per non disperdere energie e scoperte che potrebbero essere importanti per il mondo scientifico della ricerca – ha aggiunto il ministro - stiamo valutando, nel rispetto della normativa europea, percorsi di sostegno e valorizzazione di tutti i brevetti, in particolar modo quelli attualmente inutilizzati. Uno degli scopi di questo convegno è proprio quello di creare le basi per mettere in contatto i ricercatori che  hanno un nuovo brevetto e le aziende".

Il ministro Fazio è intervenuto anche sul tema della fuga dei cervelli all'estero:"È importante – ha concluso - che ci siano tanti ricercatori italiani all'estero che portano il nome dell'Italia in maniera così viva e positiva. Sappiamo  che è difficile far rientrare i cervelli che hanno deciso di lavorare all'estero per una serie di ragioni ma con la creazione di questa nuova piattaforma virtuali superiamo le distanze. Si tratta di uno dei passi più impotanti per il potenziamento della ricerca sanitaria nel nostro Paese".