Scienze e Tecnologie » Medicina e Salute » Ricerca in Medicina

Ricerca: le analisi del sangue si fanno dallo smartphone

Basterà una puntura di spillo, e uno smartphone abilitato elaborerà i dati inviando alle strutture sanitarie i valori riscontrati. Le analisi del sangue, in un prossimo futuro, saranno molto più 'tecnologiche'.

» Ricerca in Medicina Redazione - 11/01/2011
Fonte: Immagine dal web

Addio a siringhe e file nelle Asl. Un team di ricercatori Usa ha messo a punto uno strumento che si preannuncia rivoluzionario, uno smartphone in grado di 'leggere' i risultati ematici raccolti grazie ad una puntura di spillo e inviarli alle strutture sanitarie competenti. Questa semplice analisi potrà essere eseguita anche a casa propria.

"Questo sviluppo è un passo importante nella diagnostica 'point-of-care', in cui il test può essere eseguito in una clinica, in uno studio medico, o a casa - ha detto Mohammad Faghri, professore di ingegneria meccanica e ricercatore capo del progetto -. I pazienti non dovranno più attendere con ansia per diversi giorni i risultati dei test, potranno testare il sangue mentre si recano dal medico, e i risultati saranno già pronti prima di uscire".

Con la nuova tecnologia, una goccia di sangue viene posta su una cartuccia di un polimero plastico più sottile di una carta di credito, che viene a sua volta inserita in un biosensore grande come una scatola da scarpe contenente uno spettrometro in miniatura e una micro-pompa. Il sangue passa attraverso la cartuccia in piccoli canali, della grandezza di 500 micron, verso un sito di rilevamento in cui il sangue viene stimolato attraverso il contatto con i reagenti precaricati, consentendo al sensore di rilevare i biomarcatori delle malattie.

Il costo del sensore è ancora elevato, 3mila 200 dollari, ma ogni test costa appena 1 dollaro e mezzo, che è il valore della cartuccia di plastica e dei reagenti. Il sistema può essere settato per scoprire numerose malattie, dall'Alzheimer ai più pericolosi virus, come Aids, Epatite B e influenza A.

Il prossimo passo, assicurano gli scienziati, sarà produrre un sensore ancora più piccolo, portatile, per ridurre i costi di produzione, che potrà addirittura essere integrato in un normale smartphone, utilizzando la potenza di calcolo del telefono per elaborare i dati e le funzioni wireless per inviare direttamente l'esito degli esami al medico. Un'utopia? Mohammad Faghri è convinto di no: "Stiamo già facendo progressi verso la prossima generazione del sistema, e non passerà molto tempo per una sua commercializzazione".