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Ricerca: i cervelli in fuga costano 4 miliardi all'Italia

Un'indagine dell'Istituto per la Competitività ha misurato il valore dei brevetti che nascono dal lavoro dei nostri studiosi all'estero. Per ciascuno di loro che va via, il Bel Paese perde 148 milioni. Il settore chiede più fondi allo Stato.

» Ricerca in Medicina Ulisse Spinnato Vega - 03/12/2010
Fonte: Immagine dal web

Con la cultura non si mangia? Non è affatto vero, con la cultura si mangia eccome. Prendiamo la ricerca: l'Italia investe poco e la fuga dei cervelli è costata al Bel Paese 4 miliardi di euro, ossia una cifra vicina ai fondi stanziati nell'ultima Legge di stabilità.

IL 'TESORO' DEI CERVELLI EMIGRATI. Tanto, infatti, valgono i brevetti realizzati dai nostri ricercatori all'estero. Lo studio dell'Istituto per la Competitività (ICom) ha valutato i progetti registrati che sono nati, negli ultimi 20 anni, dalle menti italiane sparse presso i laboratori di tutto il mondo. Il valore dei brevetti diretti dai top 20 italiani scappati all'estero è di 861 milioni di euro netti. Ma su 20 anni la cifra si aggira intorno ai 2 miliardi. Se invece si considerano tutti i brevetti in cui è italiano l'inventore principale o un membro del team, arriviamo ad un valore rispettivamente di 1,7 miliardi e 3,9 miliardi di euro. La classifica dei top 20 è stata elaborata dall'associazione Via-Academy sulla base di un punteggio scientificamente rigoroso che si forma da un mix di citazioni e produzione scientifica.

"BASTEREBBE UN MILIARDO".
Secondo ICom, l'Italia viene abbandonata da oltre un ricercatore su tre tra i migliori 500. Percentuale che sale al 50 per cento circa se si considerano i primi 100 e al 54 per cento se si prendono i primi 50. "Una tale situazione comporta un'importante perdita economica per il nostro Paese – sottolinea Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale –. Come dimostrato dall'indagine, la ricerca non è soltanto in teoria uno dei motori dello sviluppo di ogni sistema Paese, ma è anche in pratica un grande investimento. Il difetto vero è che mancano le risorse per i ricercatori – spiega Lenzi – questo non va bene perchè sono la categoria più debole. Si devono trovare le risorse, non si parla di cifre astronomiche ma serve un miliardo di euro, che corrisponderebbe a un viadotto sull'autostrada Bologna-Firenze".

IL PREMIO ALL'ONCOLOGA. Tiziana Vavalà, calabrese di 30 anni, ricercatrice dell'Università di Torino, ha deciso invece di restare in Italia, almeno per il momento. E la Fondazione Lilly l'ha premiata con una borsa da 360mila euro per i suoi studi sui markers oncologici. Il riconoscimento le servirà a proseguire il lavoro per i prossimi quattro anni. "Essere una ricercatrice qui in Italia è un atto di coraggio – dice Vavalà – Non ci sono incentivi o riconoscimenti. È una vera avventura". La Lombardia è la regione che ha ceduto più talenti, lasciandosi scappare 704 milioni di euro come valore attuale dei suoi brevetti e circa 1,7 miliardi di euro dal 1989 ad oggi.

POCHI MA BUONI. La Penisola finanzia il settore con il contagocce e quindi i ricercatori sono in numero inferiore rispetto agli altri membri del G7. Siamo a quota 70mila contro i 147mila della Gran Bretagna, i 155mila della Francia, i 240mila della Germania e il milione e 150mila degli Usa. Tuttavia, i nostri studiosi hanno un indice di produttività individuale molto alto con il 2,28 per cento di pubblicazioni scientifiche. In questa classifica siamo terzi, dietro soltanto al Regno Unito (3,27 per cento) e al Canada (2,44 per cento).

NEL 2011 SI PARLERA' DI ALZHEIMER. Stando all'indagine dell'ICom, ogni cervello che l'Italia si lascia sfuggire ci costa 148 milioni di euro. Per contenere questo triste fenomeno la Fondazione Lilly ha appunto pensato al progetto 'La ricerca in Italia: un'idea per il futuro', giunto alla sua seconda edizione. Con un rigoroso sistema di valutazione si assegna una borsa di studio ad un ricercatore sotto i 35 anni. Nel 2010, come detto, è stata la volta dell'oncologia, con 21 centri che hanno partecipato presentando 31 progetti. Per il terzo bando, quello del 2011, sarà protagonista la ricerca sulla diagnosi precoce dell'Alzheimer.


LINK:
- La Fondazione Eli Lilly