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Ospedali Psichiatrici Giudiziari addio…o quasi. Ecco perché alcuni restano aperti nonostante la legge

OPG chiusi dal 31 marzo. Al loro posto le Rems regionali, ma ma non tutte sono pronte. Ecco l'incognita sul futuro di 700 pazienti, sui programmi terapeutici e sui possibili nuovi arrivi. Intanto all'Emilia i pazienti che il Veneto non vuole

» Patologie Francesca Nanni - 07/04/2015

"Erano" nati a metà degli Settanta in sostituzione dei vecchi manicomi criminali. Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, meglio conosciuti come OPG, "erano" strutture giudiziarie sparse per l'Italia e dipendenti dall'amministrazione penitenziaria del ministero di Giustizia, che da allora hanno accolto migliaia di detenuti con disagi mentali. Oggi la legge 81 del 30 maggio 2014 ne ha decretato la chiusura il 31 marzo scorso stabilendo che dal 1 aprile i ricoverati saranno ospitati presso apposite strutture residenziali chiamate 'Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza' (Rems) che prevedono solo un'assistenza sanitaria. Da sole, però, queste strutture potrebbero non bastare ed il post-OPG sarà, secondo il giudizio di molti addetti ai lavori, un processo lento e complesso.

Fino al giorno della loro chiusura il 31 marzo scorso, in Italia erano in funzione ancora sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari in cui erano ricoverati oltre 700 pazienti di cui 450 dovrebbero entrare ora nelle nuove Rems, mentre per gli altri si andrebbe verso le dimissioni o lo spostamento in strutture che dovranno ancora essere definite con percorsi di recupero personalizzati. Sulle 130 persone che non hanno più famiglia e gli internati stranieri si stanno studiando soluzioni alternative. Al momento l'unico OPG che verrà riconvertito in Rems è quello lombardo di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova. A pochi giorni dall'entrata in vigore della legge di chiusura, il problema sembra essere proprio questo: l'attivazione regionale delle residenze sostitutive, ad ogni regione la sua Rems…ma non tutte sono pronte.

OPG, CAMBIA IL LUOGO MA NON IL CODICE PENALE. Prima di tutto cambia il luogo di esecuzione della misura di sicurezza prevista per l'infermo di mente autore di reato e per il condannato divenuto infermo di mente. Va detto, infatti, che la legge di maggio 2014 ha sì confermato la chiusura degli OPG a marzo 2015, ma il Codice Penale è rimasto lo stesso, per cui chi viene prosciolto per incapacità di intendere e di volere ancora oggi ha bisogno di queste strutture come misura di sicurezza che mantengano il duplice scopo di curare e di custodire per far fronte sia all’infermità che alla pericolosità sociale (per questo dovrebbero nascere le Rems). 

COSI' CAMBIANO L'AUTORITÀ RESPONSABILE ED IL PERSONALE.  La legge 81 del 30 maggio 2014 chiude gli OPG, prima sotto la responsabilità del ministero di Giustizia e istituisce le Rems, oggi competenza delle Regioni che dovrebbero poi essere monitorate per risultare efficienti. Non solo: interviene anche sul tipo di personale da impiegare all'interno delle 'Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza', un tempo prevalentemente giudiziario ma da solo sanitario. Il personale per l' 'attività perimetrale di sicurezza e vigilanza' sarà, inoltre, di competenza della pubblica sicurezza.

"IL NOSTRO OPG RESTA APERTO PERCHÉ NON  SAPPIAMO DOVE MANDARE I MALATI DELLE REGIONI CHE NON SONO ATTREZZATE!". È questa, forse, la questione più spinosa legata alla chiusura degli OPG. Tranne l'OPG lombardo di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, convertito automaticamente in 'Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza', le altre Regioni sembrano ferme al palo mentre qualcuno dei sei OPG sparsi sul territorio è ancora aperto, come denuncia il quotidiano La Stampa di Torino che ha li ha contattati uno per uno. Così, se da una parte il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ripete che "quasi tutte le Regioni sono pronte", dall'altra c'è la difficoltà oggettiva di ricollocare i pazienti, soprattutto di altre regioni. "Per ora non chiudiamo perché non sapremmo dove mandare gli internati pugliesi, calabresi e lucani che non hanno strutture pronte nelle loro regioni", precisa Nunziante Rosania, direttore dell'OPG Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) sulle pagine del quotidiano La Stampa. "I 68 siciliani verranno in parte dimessi e presi in carico dai nostri dipartimenti di salute mentale - aggiunge il direttore -, mentre una metà di loro andrà nelle due Rems di Naso e Caltagirone che, alla fine non saranno in grado di accogliere anche chi commetterà nuovi reati e verrà giudicato incapace di intendere e di volere". 

NELLE REMS DELL'EMILIA ANCHE GLI INTERNATI CHE IL VENETO NON VUOLE. Ma c'è anche chi in vista della chiusura si è attrezzato per tempo come l'Emilia, dove sono state attivate due Rems a Bologna e Parma. Ma anche qui c'è un problema: "Nell'OPG di Reggio - spiega il direttore Paolo Madonna - resteranno i detenuti di altre regioni, soprattutto veneti, privi di residenze". Al momento, infatti, il Veneto è la Regione priva di strutture: "Il Veneto non cambia idea - ha fatto sapere il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -, perché con la nostra scelta stiamo difendendo la dignità dei malati, e la sicurezza dei territori e dei cittadini, dall'ennesima vergogna perpetrata da un Governo che scarica qua e là malati di mente pericolosi per sé e per gli altri così come sta facendo con gli immigrati". Per questo si preannuncia l’ipotesi di commissariamento.