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Un po' ingegnere un po' artista con la passione per il mare, così nasce il "maestro d'ascia"

Negli ultimi anni, in alcune zone d'Italia sono attivi corsi per imparare questo antico mestiere e fare in modo che non scompaia. Polo: "A Venezia è dal 2003 che formiamo i ragazzi che con gli stage in varie regioni si cimentano con il lavoro vero e propr

» Professioni Emanuele Dorru - 20/08/2013

Un lavoro antico che fonde insieme due passioni: quella per il mare e quella per il legno, di cui bisogna avere una profonda conoscenza. Il maestro d'ascia, nasce così. Una professione di spicco dei vecchi cantieri navali ai tempi in cui le barche da diporto e i pescherecci venivano costruiti solo in legno. Un vero e proprio esperto insostituibile che sapeva riconoscere esattamente i vari tipi di legname e le loro essenze, così come l'uso e la collocazione all'interno dell'imbarcazione in costruzione. La sua arte consisteva, di fatto, nel sagomare e adattare il ceppo di legno alla struttura in quella che sarebbe poi stata la sua definitiva funzione. Operazione, quella della sagomatura, che era fatta con un attrezzo chiamato, appunto, "ascia".

Oggi che le barche sono spesso prodotte a livello industriale, con grandi stampi in vetroresina o assemblando lastre di alluminio o ferro e per questo la figura cardine del maestro d'ascia, un po' ingegnere un po' artista, è passata in secondo piano, scomparendo via via dalla quotidianità lavorativa "moderna". Ma prima che questo lavoro cada nel completo oblio, per cercare di mantenerlo in vita, riscoprendolo e valorizzandolo, alcune zone d'Italia promuovono da anni una serie di corsi di formazione ai quali, al di là delle aspettative, stanno aderendo molti giovani. Un esempio è la città di Venezia (antica repubblica marinara insieme a Genova, Pisa e Amalfi, ndr) dove da ben 10 anni la Confartigianato ha attivato specifici percorsi formativi annuali nel settore della 'cantieristica minore' rivolti a giovani inoccupati interessati ad operare all'interno dei cantieri nautici tradizionali.

"È dal 2003 che, grazie anche al finanziamento della Regione Veneto e del Fondo Sociale - spiega Francesco Polo, coordinatore dell'attività formativa per Confartigianato Venezia - formiamo giovani disoccupati con la passione per la cantieristica, in quello che si può definire il primo passo per diventare maestro d'ascia, qualifica che si acquisisce definitivamente dopo un periodo di apprendistato sotto la guida di maestro d'ascia 'senior' e dopo un esame abilitante svolto presso la Capitaneria di Porto". "I corsi - prosegue l'esponente degli artigiani veneti- vengono tenuti dal maestro d'ascia fiorentino Matteo Tamassia e nell'ultima edizione è stata progettata e realizzata di una lancia a remi lunga quasi 10 metri e gli 'allievi' hanno attivamente collaborato in tutte le fasi costruttive". "Inoltre - aggiunge - un periodo di stage in cantiere, non necessariamente a Venezia, in cui i ragazzi si cimentano con il lavoro vero e proprio".

E stando ai risultati ottenuti fino ad oggi, i corsi sembrano soddisfare la domanda presente sul territorio: "Il 70 per cento dei ragazzi che ha frequentato il corso - dice Polo - rimane a lavorare nei cantieri nautici, e alcuni si mettono anche in proprio". Per ogni edizione del corso di maestro d'ascia "in media sono stati selezionati 10-12 alunni in quello del 2014 ne saranno presi 5". E, con grande sorpresa, tra gli allievi iscritti ci sono anche alcune donne: "Quello del maestro d'ascia - conclude Polo - è un mestiere che può essere fatto anche da una donna purché abbia passione e manualità giuste". Corsi per maestri d'ascia sono spesso organizzati in riviera romagnola, in Toscana e in Puglia.